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AndOne! : L’Amiral!

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Eccoci qui, rientrati dalla pausa (più o meno meritata) delle ultime festività, pronti a riprendere il nostro “cammino” tra le storie, i playground e i personaggi che hanno reso e continuano a rendere lo streetball mondiale il nostro sport preferito.

Per non distanziarci troppo dalla nostra ultima “puntata”, oggi ci dedichiamo alle gesta di quello che il baller made in France più rispettato al di la del Monte Bianco, capace di mettere in riga tutte le nuove generazioni e giocatori provenienti da tutto il globo.

Amara Sy, L’amiral

Una torre d’ebano franco-maliano, una scultura intagliata in un blocco monolitico, 202 cm per 100 chili di  maestosità: queste le impressioni che ancora oggi mi vengono in mente, ripensando alla stretta di mano con una grande leggenda dello streetball europeo (e del basket francese). Ma cosa c’è dietro questa imponente struttura fisica, e dietro quel sorriso disarmante?

Amara Sy nasce nei sobborghi della capitale francese il 28 agosto del 1981, e non nasce come “L’Amiral”, gioco di parole tra il suo nome e il grado di Ammiraglio del basket d’oltralpe. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, non cresce da cestista, come il suo metro e ottantacinque a 14 anni può lasciar presagire. Il primo amore del giovane Amara, maliano di origine, è il calcio, giocato a livello amatoriale e senza alcuna pretesa.

Solo a 16 anni, lasciandosi convincere da amici e parenti, inizia la scalata alla conquista del basket giocato (a livello giovanile con il centro di formazione ASVEL – Villeurbanne, tra i primi nella formazione sportiva in Francia), non rimanendo indifferente alle voci che, come sirene per marinai, lo legano allo streetball. Sin dai suoi inizi, Amara rimane legato ai suoi fratelli-di-strada, che per l’occasione si chiamano “Team La Fusion”: William Gradit, Sambou Traorè, Seidou N’Joya e tanti altri che alla lunga, come per Amara, riusciranno a togliersi soddisfazioni sul parquet e nei playgrounds.

Se il percorso “pro” è costellato da vittorie e contratti nella PRO A Francese (due titoli nazionali proprio con ASVEL, 2002 e 2009, due coppe di Francia – 2001 ASVEL e 2004 con il Le Mans –  una parentesi in Grecia AEK Atene 2007-08), lo Streetball d’oltralpe “incorona” il suo Amiral nel 2008, quando dopo due finali perse, Amara e il suo La Fusion vincono il Quai54 per due anni di fila, con l’ala franco-maliana a vincere il titolo di MVP e per la prima volta nella storia del Q54, a volare direttamente da Parigi a Las Vegas, selezionato come quinta scelta assoluta nel draft della NBDL, la lega di sviluppo della NBA.

A Bakersfield trascorre una stagione, ma la mancanza di amici e parenti si fa sentire, e un anno dopo ritorna nel vecchio continente, prima al Murcia, in Spagna, poi nuovamente all’ASVEL di Lyon-Villeurbanne, infine, notizia di qualche mese fa, dopo il mancato rinnovo proposto dal presidente Tony Parker (si, proprio quello in maglia 9 Spurs), si accasa nel Principato di Monaco, dove tutt’ora spazza tabelloni, chiude schiacciate, spolvera a rimbalzo.

Uno che nel 2004 ha vinto il torneo mondiale di 1vs1 (che oggi chiamiamo King of the Rock, ndr), battendo i migliori giocatori statunitensi, che ancora lo scorso giugno, nonostante i 34 anni, la spiegava a lettere maiuscole e in stampatello a tutti i ventenni provenienti dal mondo a spicchi, non poteva non essere raccontato, non potrà assolutamente essere dimenticato. L’Amiral.