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Il PalaDozza a rischio squalifica: una moneta colpisce Giampiero Ticchi

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Festa a metà, per la Fortitudo, che sul campo batte Imola e che ora trepiderà per sapere cosa dirà la Federazione su quello che è successo a tre decimi dalla fine. Ovvero, la moneta che ha colpito Giampiero Ticchi, allenatore di Imola, costringendolo alle cure mediche e ad un discreto mal di testa a fine gara: assolutamente stupido il gesto, a maggior ragione dopo una festa tra tifoserie gemellate e una partita che non aveva dato nessun motivo di nervosismo. Per quel che riguarda le sanzioni, dipenderà da cosa gli arbitri hanno scritto nel referto. Lo 0-20 a tavolino è teoricamente possibile (la partita era ancora in corso) ma estremamente improbabile; pensare a una squalifica del PalaDozza invece è molto più realistico, e nel caso bisognerà vedere se sarà pagabile (una giornata) o non pagabile (da due giornate in su), considerato anche che la società ha già scontato all’inizio delle stagione due giornate relative all’anno scorso. Deciderà la FIP. Boniciolli lo ha accennato, chi potrà giocare sul proprio campo farà i playoff, vedremo: intanto, se si riuscisse a prendere il colpevole (dietro la panchina Imola) e bandire la sua presenza in Azzarita, male non sarebbe. Anzi, forse sarebbe solo il minimo.

Per il resto, partita di grande collettivo per la Fortitudo, brava a girare responsabilità tra svariati giocatori e a trovare, con Raucci, l’uomo capace di fare il doppio ruolo. Ovvero, quello che in difesa fa il mastino – e Anderson per sbloccarsi ha avuto bisogno del suo rifiatare – e che in attacco ha saputo andare a pescare ovunque si poteva, lucrando punti e chiudendo la gara con il recupero conclusivo. Al Paladozza non si vince, per chi entra dalla parte degli ospiti, e ora chissà quale sarà il rischio di non doverci tornare per un po’: peccato mille volte, anche perché a fine gara, ieri, sarebbe stato più bello parlare del partitone di Raucci o delle cifre di Daniel che non del cerottone sulla tempia destra del coach avversario.

Comunque sia, si va avanti in un campionato dove di cose certe ce ne sono poche, e riuscire a garantire risultati casalinghi è qualcosa che non è che tutti possano produrre. Sapendo che ora sarà curioso vedere cosa sarà l’ingresso di Amoroso, giocatore che ha sicuramente alzato il livello della squadra e, per forza di cose, anche l’asticella su quella che sono le aspettative della Fortitudo. Ora, i playoff non sembrano solo l’obiettivo minimo, ma qualcosa che dovrà essere preso in attesa di sapere, poi, cosa offrirà il resto della stagione. E, soprattutto, dove si andrà a giocare la prossima casalinga.

Fonte: Enrico Faggiano, Bologna Basket.it