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Crespi: “Abbiamo giocato insieme e ci siamo divertiti. Per Brescia pesante l’assenza di Fernandez”

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Di seguito le dichiarazioni di Marco Crespi, capo allenatore della Tezenis Verona, dopo la vittoria (73-49) su Brescia al PalaOlimpia, giovedì 18 febbraio, nella settima giornata di ritorno del campionato di A2 Est: «È stata una bella partita. Come si era detto alla vigilia affrontavamo una squadra di grande qualità per di più in un derby e quindi con ancora più piacere di giocarla e di comunicare emozioni. L’assenza all’ultimo secondo di Fernandez ha messo a livello mentale un po’ di pressione e preoccupazione, ma nel secondo tempo abbiamo giocato avendo piacere di giocare insieme in attacco e in difesa. E questo è stato importante.

Volevo dire un’altra cosa. Sulla felpa che ho addosso c’è scritto “Dear basketball, love you always”. La frase non è mia ma di Kobe Bryant quando si quando si è ritirato. Io penso che la pallacanestro sia davvero piacere e amore. Quando ho visto Saccaggi fare quella partita, per la squadra e per la sua crescita oltre al lavoro che fa ogni giorno e dopo aver detto di quel primo tempo di nebbia a Ferrara, io mi sono commosso. Perché quando si ama qualcosa ci si può anche commuovere. Aggiungo che la felpa nasce da un’idea di Raffaele Ferraro che è l’esempio, non solo perché lavora con noi, di come nella pallacanestro si possa fare qualcosa di diverso, lontano dal “così fan tutti” si può avere il piacere di fare qualcosa e non difendere piccoli feudi che non sono più contemporanei.

Il dominio nel secondo tempo? Certe volte guardiamo i numeri al di là delle sensazioni e quattro punti lasciati nel terzo quarto a Brescia sono significativi di come avevamo voglia e anche senso di urgenza dopo una difesa e dopo un canestro. Qualcosa su cui dobbiamo lavorare ancora.

Il mercato? A quello pensa la società. Dico da tempo che serve un giocatore. Non cambio idea dopo una vittoria così come non l’ho cambiata dopo una sconfitta.

Chikoko? Nel terzo quarto Chikoko credo abbia avuto grandi meriti. Tranne un’esitazione, ogni volta che ha ricevuto palla dentro l’area ha fatto qualcosa di positivo. E non contano solo i punti segnati, ma anche quelli che non si fanno segnare all’avversario».

Fonte: Ufficio Stampa Scaligera Verona