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Chieti e Roseto: “The Long Hot Summer”

Umberto Fusella 26 Luglio 2016
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Chieti e Roseto, due città, due squadre di basket dove la palla a spicchi ha sempre emozionato, entusiasmato, dove questo gioco ha fatto gioire intere generazioni ma anche fatto soffrire tanti tifosi innamorati di questo sport, forse il più bello del mondo. Dopo diversi anni difficili per entrambe le realtà, in cui è successo un po’ di tutto, retrocessioni, fallimenti, vendita del titolo, ma anche esaltanti promozioni, finalmente sia a Chieti che a Roseto si è tornati a parlare e a respirare il basket che conta. La squadra in riva all’adriatico dai colori biancoazzurri, dopo ben sette anni di fila nella massima serie, si era congedata dal campo e dai propri tifosi a causa di un fallimento societario, ma con la salvezza ottenuta sul parquet che poi purtroppo non servì a nulla. Chieti, la città sul colle con i colori biancorossi, dal suo canto dopo aver perso la rotta nelle minors, per quasi un ventennio, a suon di vittorie sul campo è tornata finalmente nella seconda serie nazionale, quella che aveva lasciato tanti anni fa e dove non aveva fatto mai più ritorno. Roseto nel frattempo ha vissuto un’altra morte sportiva ed è stata costretta a vendere il proprio titolo (ironia della sorte ai cugini di Chieti) ma con grande tenacia e abnegazione è riemersa dalle macerie e ha rivisto finalmente la luce della serie “A”. Tra l’altro, la piccola cittadina adriatica, vanta uno dei tornei estivi più antichi e longevi d’Italia a testimonianza che qui il basket è quasi una ragione di vita. Al momento entrambe le società presiedute dal presidente Gianni Di Cosmo (Chieti) e dal presidente Daniele Cimorosi (Roseto) sono impegnate nell’allestimento dei propri roster che parteciperanno per il terzo anno consecutivo al prossimo campionato di serie A2 (girone Est). Va subito detto che i budget a loro disposizione non saranno elevati. Chieti dopo aver confermato il coach Massimo Galli e i 2/5 del quintetto, ha già piazzato alcuni colpi di mercato importanti, il play livornese Venucci e il pivot passaportato Chris Mortellaro (ex Rieti) e sembra in vantaggio (almeno con il tempo) rispetto ai cugini rosetani. Roseto invece ha praticamente vissuto una vera e propria diaspora e dopo lo stupefacente campionato della passata stagione, rifonderà tutto, dallo starting five, alla panchina fino allo staff tecnico. In panchina siederà il bravo coach Emanuele Di Paolantonio che ricoprirà anche il ruolo di direttore sportivo, mentre in cabina di regia è stato appena firmato l’esperto play Robert Fultz. Si preannuncia quindi una stagione non facile per entrambe le compagini vista anche la difficoltà del girone Est, zeppo ancor più di squadre blasonate e con budget decisamente superiori. Le due società abruzzesi hanno intrapreso quindi un nuovo lungo cammino, che con l’aiuto degli sponsor, il calore dei propri tifosi e un pizzico di fortuna, mi auguro possa condurre entrambe alla terra promessa, ovvero la salvezza e quindi al mantenimento della serie. Senza “se” e senza “ma”, il campo sarà come sempre l’unico giudice insindacabile. Un in bocca al lupo a tutti i partecipanti, giocatori, tecnici, staff e tifosi, in questa nuova avventura dove anche un solo pallone che accarezza la retina a fil di sirena, può accendere la passione e far esplodere di gioia, una città intera.

Umberto Fusella

Basketball is LIFE

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