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Basta lamentarvi per il netcasting ma servono spiegazioni!

Basketball

"Per come la vedo io" #2 - 2017

Per come la vedo io è il momento di raccontarvi qualche storia di pallacanestro. Dico raccontare perché in tanti anni – meno da giocatore, ma molto di più da addetto ai lavori – ne ho viste di cotte e di crude. In questa settimana mi ha colpito molto la “polemica” sui netcasting che sono puntualmente sballati in tutti i sensi. A me, che generalmente sono un polemico, questa volta viene da ridere. E qui parte la storia, o meglio una serie di ricordi, di quelli belli che porterò sempre nel cuore e che mi mancheranno parecchio.

C’era una volta. Fino al 2005-2006 ogni società di LNP aveva un software diverso. Al termine della partita c’erano delle persone in Lega (allora era a Roma in Via Principe Amedeo) che inserivano i numeri a mano o quasi. Noi a Sant’Antimo per la prima stagione in B1 (chiamiamola così che è più facile) utilizzavamo Archimede, un software della Lega Femminile in cui andavamo ad inserire a mano ogni volta tutti i giocatori. L’elaborato non era come quelli di oggi, ma per l’epoca era già una grande cosa.  Ricordo molto bene quando la LNP introdusse il netcasting e l’attuale software Full Court.  L’annata 2005-2006 sancì l’entrata non solo della B1 ma anche degli altri campi ove disponibile, nel mondo del netcasting e dei risultati in tempo reale. Il passaggio da Archimede a Full Court fu come passare da un hotel a tre stelle ad uno a cinque stelle extralusso. Pensate che ogni weekend veniva pubblicato un pacchetto di aggiornamenti dei giocatori per essere sempre aggiornati.

Tempi diversi. Erano tempi diversi, tempi in cui il risultato di – per esempio – Matera-Latina non lo trovavi in giro facilmente. Non esistevano i social network, Full Court era giusto agli inizi e l’unico modo per rintracciare uno straccio di risultato era o mandare un SMS (dimenticatevi Whatsapp) oppure sperare che sul forum Basket Caffè qualcuno scrivesse qualcosa. Il netcasting di allora era quasi in tempo reale perché purtroppo anche una rete internet non era facile da avere su tutti i campi.  Spesso inviavamo solamente i finali di quarto visto che utilizzavamo un cellulare ed i megabyte costavano tanto, ma grazie ad una persona speciale e molto paziente, potevamo usare l’allora 3G (era una novità per l’epoca) per mandare questi pacchetti di dati. Al termine della partita si finalizzava lo scout, lo si inviava e si scriveva sulla chat di AOL alla LNP per avere conferma della ricezione dei dati. Rudimentale eh? Certo, ma era appunto l’inizio e le cose migliorarono.

Ad maiora. Col passare degli anni le cose sono migliorate. La LNP ha obbligato almeno i campi di B1 ad avere una connessione stabile, il software fu migliorato, fu inserito “l’obbligo” (spesso non rispettato) di avere due persone al tavolo delle statistiche, e si iniziò a capire l’importanza delle statistiche pure nel terzo campionato. Furono infatti creati dei corsi ad-hoc per rilevatori statistici per insegnare non solo l’uso di Full Court, ma anche come fare materialmente la rilevazione statistica.

Gli errori. Non mancarono in quegli anni gli errori derivanti dall’ignoranza della gente e/o  dalla furbizia (o presunta tale) di qualcuno. Ricordo un numero spropositato di assist assegnato ad un giocatore di Patti e poi smentito da un’attenta visione del video della partita da parte dell’amico della LNP Gianni Di Luozzo e di un sempre attento Giovanni Pansolin; ricordo che nella Finale di Coppa Italia a Montecatini non venne aggiunto un giocatore e l’allora rilevatore non sapeva come aggiungerlo a partita in corso, obbligando il povero collega a segnarsi a penna tutto quello che “Mister X” aveva fatto in mezzo al campo; ricordo anche una discussione con annesse scuse con due giocatori a Sant’Antimo per alcuni assist e rimbalzi mancati in più di qualche partita: ero in torto e feci modificare le statistiche.

Oggi. Chi non ha commesso errori, ma sorvolando su questi è tempo di parlare della situazione attuale. Nel 2017 il netcasting è un qualcosa a cui non si può rinunciare. Il ritardo è ammissibile per tante motivazioni, ma, tale ritardo, è ammissibile nell’ordine dei 2-3 minuti e non sempre. Quello che si vede in giro, grazie anche alle segnalazioni di Emiliano Carchia del sito web Sportando, supera i 2-3 minuti ed i risultati sono spesso ribaltati.

Polemica? Forse. Prima di fare polemica e ricevere i soliti commenti ironici del tipo “il nostro basket è in salute”, a cui risponderei con una frase della canzone “Tutto molto interessante di Rovazzi” (provate voi ad indovinare quale), rifletterei un attimo e mi porrei delle domande. Ve le elenco onde evitare di tirarla troppo per le lunghe:

1.Pensate che la Lega sia felice di questa situazione?

2.Pensate che la Lega non sappia che c’è un problema e che sia felice di starsene con le mani in mano?

3.E se la colpa non fosse della Lega?

Alle prime due risponderei con un secco no; alla terza lascerei molti dubbi. Perché? Perché purtroppo i campi non sono cablati come dovrebbe e spesso la rete seppur adsl, se il campo è in una zona remota o mal coperta, è lenta: ergo i pacchetti di dati vengono inviati più lentamente …  forse troppo.

Senso di necessità. L’importanza del netcasting l’ho già sottolineata e non può che essere una priorità per una Lega (qualunque essa sia) che voglia informare e far lavorare bene anche gli addetti ai lavori: non solo The Basketball Post oppure Sportando, ma anche i quotidiani locali e le grandi testate che stanno dedicando spazio a delle belle realtà come Legnano e Biella. E’ però tempo anche di fare chiarezza su chi ha le colpe. Che sia la LNP, il club X oppure un soggetto esterno, questo deve essere chiarito. Questo non è il classico “puntare il dito contro” tipico della politica italiana, ma è bensì un atto dovuto ad un intero sistema che ha imparato ad utilizzare (e di conseguenza ha anche rottamato i “vecchi sistemi”) ed utilizza un servizio per cui i club pagano. Pagano? Si avete sentito bene. Paga la LNP e pagano anche i club per tutto l’impianto statistico.

Mi ritorni in mente. Quanti ricordi mi ritornano in mente. Quanti amici ho conosciuto quando collaboravo con la LNP e, di sicuro, tre anni non si dimenticano facilmente … e non li voglio dimenticare. Piaciuta la storia? Forse ve ne racconto altre la prossima settimana. Per ora vi saluto e vi auguro un buon weekend. Ah, quasi dimenticavo: sabato andrà in onda sulla nostra pagina Facebook alle 15:00 la nostra seconda puntata di “Hands Up Basketball”. Fateci un salto se vi va. Buon Basket ed à bientot!

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Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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