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NBA

Warriors in overtime sui Nets, Cavs sconfitti nonostante un grande LeBron, disastro Rockets e Nuggets

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– Brividi Warriors ma la striscia continua: undicesima vittoria in altrettante uscite e la domanda sorge spontanea, quando perderanno i Campioni in carica? Klay Thompson marca visita per un fastidio alla schiena ed i Warriors rischiano tremendamente di veder interrompersi la loro striscia vincente contro una buonissima Brooklyn battuta solo all'overtime (Bargnani 4 punti in 8' minuti). Ma anche nella serata in cui Steph Curry non ha la mano bollente (34 punti ma 13/31 al tiro) ci pensano Draymond Green con un tripla doppia da 16 punti, 12 assist e 10 rimbalzi e Andre Iguodala con il solito super apporto dalla panchina a tenere in piedi la baracca. Per Iggy anche questa giocatina che porta il match all'overtime, non male avere l'MVP delle Finals che esce dalla panchina:

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– Crawford e Griffin, orgoglio Clippers:  rimonta casalinga dal -17 e vittoria per i Clippers contro gli ostici Pistons; grandi protagonisti di serata Blake Griffin (34 punti, 9 assist, 8 rimbalzi) e Jamal Crawford (37 punti, 8 assist, 6 rimbalzi), in particolare quest'ultimo, promosso in quintetto, da la sveglia ad una squadra un pò assopita e disorientata dalle assenze di Chris Paul e JJ Redick, orgoglio e talento non mancano ai Clips.

 

– Cavs ed il supporting cast mancato: LeBron James marca una prestazione da 37 punti e 12 rimbalzi, Kevin Love mette a referto 24 punti e 14 rimbalzi ma nonostante ciò i Cavs escono sconfitti da Milwaukee in doppio overtime. Per la prima volta in stagione delude profondamente il supporting cast, Mo Williams si limita a 4 punti e non incide, JR Smith tira 4/14 ed il solo Richard Jefferson da un contributo significativo dalla panchina. Se a questo aggiungiamo 21 palle perse (7 di James) ecco che la sconfitta rientra nella logica delle cose.

 

– Houston la crisi è profonda: perdere in casa contro i Mavs privi di Nowitzki, Matthews e Parsons è già di per se un segnale scoraggiante, se a questo aggiungiamo che la sconfitta arriva a causa di un primo tempo da 34 punti chiuso sul -23 ecco che si può tranquillamente iniziare a parlare di crisi per i vicecampioni della Western Conference. Il back to back ed il riposo concesso a Dwight Howard sono scusanti che non reggono per una squadra che era chiamata ad una reazione emotiva dopo due sconfitte consecutive. Coach McHale ha molto da lavorare nella psiche di una squadra che sembra tutt'altro che convinta.

 

– Nuggets e Gallo senza energia: l'NBA è una brutta bestia e non lo scopriamo certo oggi, giocare in back to back a Phoenix dopo aver speso ogni goccia di energia la sera prima per battere i Rockets non è la cosa più semplice del Mondo da fare ma questo è ciò che distingue le grandi squadre dalle squadre “normali” e ciò che eleva un grande giocatore al rango di superstar. Il primo tempo di questa notte dei Nuggets (28-60 di parziale ed il 22% al tiro) non è giustificabile da nessun back to back e rientra senza mezzi termini nell'ordine dell'imbarazzo. Da questa serataccia non si salva nemmeno il nostro Danilo Gallinari, 8 punti 2/12 al tiro -28 di plus minus ed intensità sotto le scarpe, le giustificazioni non mancano ma per fare l'ultimo step verso l'elite di questa lega ci vuole continuità di prestazione anche in serate come queste.