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Super Cousins nel successo Kings, i Celtics sbancano OKC

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– I Celtics sono Smart: quando si dice che il sistema batte sempre le individualità raramente ci si sbaglia e la vittoria dei Celtics sul campo dei Thunder non fa altro che confermare questo semplice assunto della pallacanestro. Boston sbanca OKC con autorità e con il piglio della grande squadra vincendo la sfida in ogni settore del gioco, dalle percentuali di tiro ai rimbalzi passando per i recuperi difensivi, una bellissima macchina da pallacanestro con alla guida per l'occasione Marcus Smart autore del suo career high a quota 26 punti. Ad OKC invece nulla di nuovo sotto il sole, con Durant ancora fermo ai box si assiste al solito one man show di Russell Westbrook (27 punti ma anche 5/20 al tiro, 2/10 nelle conclusioni pesanti e 4 palle perse) con il solo Ibaka (16 punti) che scollina oltre la doppia cifra, il dilemma è sempre lo stesso, si può costruire un sistema corale con questo tipo di giocatori? La risposta a coach Billy Donovan…

 

– Cousins devastante, Raptors KO: che stia tornando il sereno a Sacramento? Non arriviamo a queste improbabile affermazioni ma la reazione della squadra californiana dal -10 di inizio quarto periodo al successo in volata sui Raptors è una rarità per questo travagliato inizio di stagione. Protagonista assoluto ovviamente DeMarcus Cousins (36 punti, 10 rimbalzi) ma la cosa che più deve far felice coach Karl e l'ambiente Kings in generale è l'energia messa sul parquet sui due lati del campo negli ultimi 5'. Uno sforzo corale nel quale anche il nostro Marco Belinelli (7 punti ed una tripla importante nel finale) da il suo importante contributo.

 

– Davis predica nel deserto, sorridono i Knicks: il solo Anthony Davis (36 punti, 11 rimbalzi) basta per spaventare ma non per battere i Knicks al Madison Square Garden, nel quarto periodo Anthony (29 punti, 13 rimbalzi) con il prezioso supporto di Galloway e Seraphin dalla panchina produce lo strappo decisivo. La speranza di tutti gli appassionati NBA e dei tifosi dei Pelicans è che in tempi brevi a New Orleans si riesca ad avere una squadra minimamente competitiva, vedere un talento così predicare nel nulla fa male al cuore.

 

– Sprazzi di vintage Bryant: un lampo di classe, uno spruzzo di vero Bryant, il quarto periodo del Mamba contro i Pistons risveglia nel pubblico dello Staples Center gloriosi ricordi del recente passato; Kobe realizza 8 dei suoi 17 punti negli ultimi 8' di partita ed insieme a Clarkson (17 punti anche per lui) è il grande protagonista dello strappo decisivo che stende i Pistons. Certamente la partita non entrerà nei libri di storia visto il 36% al tiro di Detroit e le sole 16 assistenze messe a referto dagli ospiti ma almeno per una sera torna il sorriso in casa Lakers.

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– No Teague no party ad Atlanta: senza Jeff Teague, fermato da problemi alla caviglia, gli Hawks sbattono contro la solita solidissima Utah anche se nel finale Paul Millsap (28 punti) ha tra le mani la palla della vittoria. Atlanta paga i troppi acciacchi che la stanno colpendo (Bazemore anch'esso KO a fine match) ed incassa la terza sconfitta consecutiva mentre i Jazz continuano nella loro stagione di crescita esponenziale. Vincere sul campo degli Hawks con un Hayward da 7 punti, tirando il 51% dal campo e con una panchina che straccia i pari ruolo 34-14 ha un solo significato, i Jazz sono ben allenati e sanno quello che devono fare sul parquet, qualunque sia il punteggio.