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Paurosa prova di forza Warriors, Clippers battuti dal -23

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– Warriors da paura: non basta un primo quarto fantascientifico di Chris Paul da 18 punti personali senza errori al tiro (35 punti e 8 assist alla fine per CP3), non basta un vantaggio di 23 punti maturato ad inizio secondo quarto, non basta un Blake Griffin da 27 punti ed a tratti dominante, non basta un vantaggio Clippers di 10 lunghezze a 5' dal termine, i Golden State Warriors trovano la forza di controbattere a tutte queste avversità e con un secondo tempo al limite della perfezione ribaltano il match e conquistano la tredicesima vittoria consecutiva. Una prova di forza da far tremare i polsi a tutti gli avversari perchè l'inizio di partita sembrava prefigurare una di quelle serate in cui va tutto storto per i campioni in carica, i 2 early fouls di Curry e Green con la contemporanea assenza di Livingston  complicano le rotazioni di coach Walton ma la capacità di mantenere la calma e di non affondare anche nelle situazioni più complicate dei Warriors è impagabile. Nel secondo tempo poi si scatena la consueta macchina da guerra targata Steph Curry (40 punti, 11/22 al tiro, 6/14 da 3, 11 rimbalzi), ben coadiuvato dal gemello Klay Thompson (25 punti) l'MVP prende decisamente in mano le redini del match imponendo il suo ritmo di pallacanestro, unico neo della serata qualche palla persa di troppo (7) ma il modo in cui si prende gioco dell'asfissiante difesa Clippers fa esclamare ai telecronisti di TNT che sembra di assistere ad uno “scherzo”. Decisiva ancora una volta la mossa di schierare nel finale il quintetto ultra piccolo con il frontcourt composto da Iguodala (preziosissimo ancora una volta con 2 triple nel finale), Barnes e Green, avere un “centro” che può segnare da 3 senza problemi e contemporaneamente marcare sia Blake Griffin che Chris Paul è il segreto di Pulcinella di questa favolosa squadra.

– Kings no difesa no party: a poche ore dal match di Miami DeMarcus Cousins viene sospeso per un match dall'NBA per la gomitata inflitta ad Al Horford la sera precedente ad Atlanta e quindi i Kings affrontano gli Heat senza la loro stella. Nonostante questo enorme handicap gli ospiti lottano per tutto il match ma non riescono mai ad impensierire in modo concreto una Miami dominante nel pitturato grazie al solito Whiteside (24 punti) e ad un Chris Bosh molto caldo (23 punti, 11 rimbalzi), decisivo anche l'apporto di Johnson dalla panchina (18 punti con 6/8 al tiro). Per Sacramento ottima prova del nostro Marco Belinelli top scorer dei suoi con 23 punti (5/11 al tiro, 5/10 da 3) ma purtroppo per coach Karl si ripete il solito ritornello di inizio stagione, buoni numeri offensivi (Rondo 18 assist), 51% al tiro di squadra, 6 uomini in doppia cifra ma un approccio difensivo inquietante per voglia di applicarsi e comprensione dei movimenti.   

– Cavs convinti e convincenti: era lecito attendersi una risposta dei Cavs alle due sconfitte consecutive subite recentemente e così è stato. I vicecampioni NBA guidati da un James da 27 punti, 9 rimbalzi e 6 assist si sbarazzano senza troppa fatica dei Bucks e soprattutto giocano una pallacanestro convincente lungo l'arco di tutti i 48' di gioco. A fine match LeBron si lascia andare ad un commento eloquente sulla situazione dei Cavs: “E' così che dobbiamo giocare ogni sera, senza se e senza ma”, parole che fanno capire come il principale problema di questa squadra sia la continuità di gioco e la capacità di esprimere il proprio meglio ogni singola sera.