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Pagellone NBA #9: Clippers forza 9, canta il Gallo, Nets incomprensibili

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– Los Angeles Clippers VOTO 9: come il numero di successi consecutivi il voto dei Clippers è frutto di un'altra settimana perfetta senza sconfitte. L'infortunio di Blake Griffin paradossalmente ha compattato il gruppo e soprattutto ha ridato a Chris Paul quell'aggressività offensiva che a volte si dimentica di mettere sul parquet. CP3 nelle ultime 3 uscite ha sempre scollinato sopra i 20 punti, quando succede per i Clippers sono sempre buone notizie.

– DeMarcus Cousins VOTO 8: la valutazione di DeMarcus Cousins dovrebbe andare oltre le cifre ma quando quest'ultime sono tanto imperiose non possono passare sotto silenzio. DMC dall'inizio del 2016 ha collezionato  3 partite sopra i 30 punti ed è andato in doppia doppia per ben 4 volte con una media di 32.4 punti e 13 rimbalzi, numeri da MVP. Peccato che Sacramento fatichi a trovare la quadratura del cerchio e non si riesca bene a capire la reale volontà di Cousins di vestire a lungo la maglia dei Kings.

– Danilo Gallinari VOTO 7: impossibile non esaltare il momento di forma del Gallo, l'azzurro nel 2016 dopo il breve stop per la distorsione alla caviglia viaggia a 25.8 punti di media con 5 prestazioni con 20 o più punti in un contesto di squadra non certo favorevole per mettere a referto cifre offensive di grande spessore visto che i Nuggets hanno il ventiquattresimo rating offensivo della lega. Per una volta facciamo i patriottici, questo Gallinari meriterebbe una vetrina diversa e con quella anche un All-Star Game.

– Charlotte Hornets VOTO 4: l'ottimo lavoro di inizio stagione si sta lentamente dissolvendo, gli Hornets sono in striscia negativa da 7 partite e sono sprofondati ben al di fuori della zona playoffs. L'assenza di Al Jefferson pesa molto sul rendimento della squadra ma nel complesso tutto il roster dimostra un deficit di personalità evidente, lontano da Charlotte il record dice 3 vinte e 14 perse.

– Minnesota Timberwolves VOTO 3: è vero i giovani vanno aspettati e fatti crescere con calma ma una sola vittoria nelle ultime 11 uscite per una formazione di talento come quella di Minnesota non fa parte di un processo di crescita sano anche perchè queste sconfitte arrivano dopo prestazioni a tratti sconcertanti e con poca voglia di lottare. Kevin Garnett cerca di fare da chioccia ma il lavoro da fare è ancora tanto soprattutto dal punto di vista dell'atteggiamento.  

– Portland Trail Blazers VOTO 1: voto che ovviamente non riguarda il rendimento sul campo di una squadra che sta andando oltre le aspettative di inizio stagione. La sonora bocciatura riguarda la figuraccia fatta dai Blazers in occasione della sfida casalinga contro i Clippers quando per una clamorosa svista la formazione di Portland si è dimenticata di inserire nella lista dei giocatori attivi CJ McCollum, in assenza di Damian Lillard il giocatore più importante della squadra. Errori di questo tipo non sono concepibili a livello amatoriale figuriamoci per una franchigia NBA.

– Brooklyn Nets VOTO 0: che dovesse essere una stagione disgraziata era chiaro ed evidente ancor prima del training camp, le scellerate scelte fatte negli anni scorsi pesano come macigni sul futuro dei Nets e continueranno a pesare per molti anni. In questo contesto quale sia il significato di licenziare coach Hollins (che ha avuto il grande merito di portare i Nets ai playoffs lo scorso anno) ed il general manager Billy King nel bel mezzo della stagione non è molto comprensibile anche perchè è noto come il disastro dei Nets sia iniziato 3 anni fa con la voglia di Mikhail Prokhorov di firmare contratti milionari a giocatori in la con gli anni per vincere il titolo il prima possibile svuotando la franchigia di scelte al draft. Ora il magnate russo scarica la responsabilità su altri e fa saltare teste, troppo tardi per una franchigia senza presente, senza futuro e soprattutto senza identità.

 

Mauro Mazza