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Pagellone NBA #7: Hawks silenziosi ma efficaci, Suns crisi profonda

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– Atlanta Hawks VOTO 8: gli Hawks stanno cavalcando una striscia di 6 vittorie consecutive ed al momento sono in seconda piazza nella competitiva eastern conference a solo un match dai più celebrati Cavs. E' opinione comune, ed anche di chi vi scrive, che gli Hawks non hanno alcuna possibilità di titolo ma il totale disinteresse mediatico che suscitano i ragazzi di coach Budenholzer non è molto giustificabile. E' vero non ci sono superstar di primissimo livello, la città non è glamour ma ad Atlanta si gioca una pallacanestro di grande qualità in un sistema collaudato ed efficace di popovichiana estrazione, una cultura ed una qualità di gioco che molte franchigie dovrebbero prendere da esempio.

– Boston Celtics VOTO 7: verrebbe voglia di fare copia ed incolla del commento fatto per gli Hawks, anche a Boston si stanno raccogliendo i frutti di un ottimo lavoro di ricostruzione fatto dalla dirigenza e soprattutto da coach Brad Stevens. Secondo Gregg Popovich i Celtics sono una delle migliori squadre NBA per esecuzioni e se lo dice lui c'è da crederci, se poi durante l'inverno il GM Danny Ainge dovesse riuscire nell'impresa di cedere David Lee per qualcosa di concreto si potrebbero aprire scenari interessanti.

– Chicago Bulls VOTO 6: alzi la mano chi ha capito l'identità di questi Bulls! A Chicago si passa da prestazioni super convincenti come quella di Natale contro OKC a partite incomprensibili come quella contro i Nets. Sicuramente coach Hoiberg sta cercando di portare delle novità soprattutto in fase offensiva con risultati apprezzabili ma la sensazione è che siamo di fronte ad un progetto ancora indefinito.

– Warriors vs Cavs VOTO 5: c'era grande attesa per il re-match delle scorse Finals, c'era curiosità nel vedere come si sarebbero accoppiati i Warriors con i Cavs finalmente al completo (anche se con Irving e Shumpert chiaramente indietro di condizione) e soprattutto c'era la grande curiosità nel vedere la sfida tra i due più grandi giocatori del momento Steph Curry e LeBron James. Bene i 48 minuti dell'Oracle Arena hanno praticamente disatteso ogni aspettativa, partita mal giocata da entrambe le squadre e spettacolo decisamente sotto le attese con i Warriors che non hanno praticamente mai fatto vedere il loro basket scintillante ed i Cavs che per l'ennesima volta sono andati a sbattere contro la difesa avversaria accontentandosi di isolamenti fini a se stessi. Una sola partita non può fare testo, di certo a San Antonio vedendo questa sfida non si sono spaventati più di tanto.

– Victor Oladipo VOTO 4: nel bel momento dei Magic (Voto 7) la nota stonata è senza dubbio quella di Victor Oladipo. Il talento dei Magic da quando è stato declassato a sesto uomo da coach Scott Skiles è entrato in una fase di depressione tecnica ed emotiva preoccupante. Nelle ultime 10 partite Oladipo ha collezionato ben 4 prestazioni sotto la doppia cifra culminate con i 0 punti in 31 minuti contro i Rockets (0/12 dal campo), il paradosso è che nell'occasione Orlando ha portato a casa la vittoria.

– Phoenix Suns VOTO 3: la sconfitta casalinga contro i Sixers da sola spiega in modo eloquente il momento delicatissimo che stanno vivendo “i Soli” di Phoenix; non che fosse uno scenario del tutto inaspettato ma dopo il buon avvio di stagione non era prevedibile vedere un tracollo tanto repentino. Phoenix èp giunta a quota 4 sconfitte consecutive e soprattutto ha vinto solo 5 delle ultime 20 partite, un trend che sembra ormai consolidato alla mediocrità. L'infortunio di Bledose sicuramente non aiuterà a risolvere la situazione ma la colpa di questo tracollo ha radici più profonde, da uno spogliatoio poco unito (vedi caso Markieff Morris separato in casa da mesi) fino ad arrivare ad una dirigenza che ha fatto molta confusione inseguendo vanamente LaMarcus Aldridge per arrivare a pagare in modo molto salato Tyson Chandler. Vogliamo poi parlare di coach Hornacek e delle sue poche idee e molto confuse?

Mauro Mazza