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Pagellone NBA #5: qualcosa si muove a Philadelphia, Spurs sornioni, Al Jefferson dietro la lavagna

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– Philadelphia '76ers VOTO 10: in settimana è giunta la notizia dell'ingaggio da parte di Philadelphia di Jerry Colangelo nello staff dirigenziale con un ruolo di primo piano, contestualmente si parla di un arrivo di Mike D'Antoni come associate head coach. E' praticamente certo che questa manovra sia stata obbligata dall'NBA ma a noi amanti del gioco interessa poco, l'unica cosa che ci interessa è che una franchigia storica come quella dei Sixers ritrovi la sua rispettabilità e credibilità, con Colangelo il primo passo è stato fatto ed è già tantissimo viste le sciagurate strategie dirigenziali degli ultimi anni.

San Antonio Spurs VOTO 8: tutti giustamente parlano dell'incredibile avvio dei Warriors, si parla del ritiro di Kobe Bryant, del ritorno ad altissimi livelli di Kevin Durant, si parla di qualsiasi cosa tranne di San Antonio. La cosa a Popovich non può che far piacere anche perchè gli Spurs zitti zitti sono 20-5 con un perfetto 12-0 tra le mura amiche, ma la cosa che dovrebbe terrorizzare gli avversari è che i texani concedono solo 88.8 punti a partita (miglior rating difensivo della lega) ed hanno un margine medio di vittoria di 12.2 punti, secondo non di molto ai Warriors tanto celebrati; il tutto dovendo ancora completare il processo di inserimento di Aldridge. Attenzione…

– Toronto Raptors VOTO 7: secondi ad Est con infortuni pesanti come quelli di Valanciunas e Carroll. I Raptors non sono una squadra da titolo, probabilmente faranno fatica a superare il primo turno di playoffs ma hanno un ottimo coach in Dwyane Casey che ha dato loro una identità di gioco ed un'anima battagliera. Ed occhio a Masai Ujiri, con il GM ex Nuggets non sono mai da escludere mosse sul mercato.

– Matt Barnes VOTO 6: mix tra il 2 per la scelta di tirar da metà campo avendo la possibilità di chiamare timeout con 5″ sul cronometro ed il 10 per l'esecuzione ed il canestro “ignorantissimo” mandato a bersaglio. Guardare per credere:

[youtube=https://youtu.be/sSg5fjDQ4Fw]

– Joe Johnson VOTO 4: rumors insistenti fanno capire che i Nets se non riusciranno a scambiare Joe Johnson entro la trade deadline di Febbraio procederanno al buyout del giocatore, una soluzione già esplorata dalla dirigenza di Brooklyn la scorsa stagione con Deron Williams ma che risulterebbe essere un clamoroso salasso economico per un giocatore che in questa stagione dovrebbe percepire 24.894.863$. D'altronde difficile dare torto ai Nets se si guarda il rendimento dell'ex Hawks, 11,4 punti a partita con il 36% dal campo ed un atteggiamento sul parquet da dopo lavoro serale; i Nets non saranno la squadra dei sogni per contesto di squadra e sistema di gioco ma la professionalità è un'altra cosa.

Al Jefferson VOTO 0: nell'ottimo momento degli Hornets la nota stonata è quella di Al Jefferson sospeso dall'NBA per 5 gare per aver violato il rigido regolamento NBA contro l'uso di sostanze dopanti e stupefacenti. Una leggerezza che la stessa franchigia ha definito “imperdonabile” e che macchia la professionalità del giocatore, i 600.000$ che il giocatore lascerà sul piatto in termini di stipendio sono una punizione fin troppo leggera.

 

Mauro Mazza