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Pagellone NBA #4: Jackson, Bradley e Hornets promossi, Love da rivedere, e poi ci sono i Warriors

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– Luke Walton VOTO 10: chi vi scrive è fermamente convinto che il principale compito di un coach sia creare una cultura cestistica all'interno della squadra, dare un'idea di gioco ed una interpretazione comune quindi il 22-0 dei Warriors è figlio di coach Steve Kerr ed in parte del suo predecessore Mark Jackson. Detto questo a guidare i Campioni NBA a questo storico avvio ci ha pensato un assistant coach, con un record di 0-0 come head coach ma con una personalità ed una conoscenza del gioco fuori dal comune. Si perchè se lo stile di gioco e la mentalità di questi Warriors non sono farina del sacco di Walton, la lettura dei 48' di gioco, la capacità gestire le rotazioni a seconda dei momenti del match, le esecuzioni in uscita dai timeout sono tutte di responsabilità del figlio del grande Bill, fino ad oggi a dir poco perfetto.

Kristaps Porzingis VOTO 9: esser riuscito a conquistare il “complicato” pubblico di New York è già di per se un successo notevole, ma l'impatto del rookie lettone sull'NBA ora è certificato senza pericolo di smentita dai numeri. Porzingis in settimana ha messo a segno la decima doppia doppia stagionale diventando il secondo giocatore insieme ad un certo Shaquille O’Neal con 20 anni o meno a chiudere le prime 20 partite in carriera con almeno 275 punti, 175 rimbalzi e 40 stoppate. Ad inizio stagione avevamo scritto che una buona fetta della credibilità di Phil Jackson come Presidente dei Knicks si sarebbe giocata sulla scelta del giovane lettone, dopo poco più di 40 giorni di Regular Season possiamo dire che il venerabile maestro Zen anche questa volta ha fatto centro.

– Charlotte Hornets VOTO 8: alzi la mano chi, dopo lo 0-3 iniziale, avrebbe pronosticato gli Hornets con un record di 11-8 con un distacco dalla vetta della Eastern Conference di 1.5 partite. Sicuramente l'aver giocato spesso in casa ha aiutato Charlotte ma l'organizzazione offensiva messa insieme da coach Steve Clifford fa invidia a molte squadre decisamente più quotate (Cavs e Thunder dicono qualcosa?). Nonostante l'infortunio di Michael Kidd-Gilchrist gli Hornets sono noni nella lega in termini di rating offensivo, possono vantare un Nicolas Batum forse nel miglior momento della sua carriera in termine di produttività e leadership ed anche gli scarti di altre squadre come Lin e Lamb malamente messi da parte da Lakers e Thunder si stanno rivelando preziosissimi uscendo dalla panchina. Vedremo quanto e se durerà la favola, per ora gli Hornets meritano una piena promozione.

– Reggie Jackson VOTO 7,5: se i Pistons sono 12-9 ed in piena corsa playoffs nel competitivissimo est di questo inizio stagione il merito è per gran parte dell'asse play-pivot Jackson-Drummond. Se di Andre Drummond abbiamo già ampiamente parlato in altre puntate di questa rubrica oggi ci concentriamo sull'ex Thunder che in settimana è diventato il primo giocatore dei Pistons da Isiah Thomas nel 1987 ad aver messo a referto una partita da 30 punti e 15 assist. Il suo fatturato fin qua parla di 20.0 punti e 6.6 assist a partita in 31.2 minuti di impiego in un sistema di gioco molto adatto al suo stile dove Jackson può esprimere a pieno l'indubbio talento che possiede, anche ad OKC ora si accorgeranno di lui visto che Westbrook fatica a ricordarsi il suo nome?

– Avery Bradley VOTO 7: vogliamo parlare dell'impatto di questo giocatore sul buonissimo inizio di stagione dei Celtics? Con i dovuti distinguo Bradley sta avendo un'esplosione simile a quella avuta da Leonard agli Spurs, due giocatori conosciuti per le proprie qualità difensive che stanno esplodendo anche nell'altra metà campo. Bradley viaggia ai massimi in carriera in termini di punti (16.4), percentuale nel tiro da 3 (44.6%) ed efficienza ed è diventato uno dei punti di riferimento per coach Stevens anche in fase offensiva.

– Kevin Love VOTO 5: siamo sicuri che il giocatore che solo un paio di anni fa veniva visto come la miglior Power Forward della lega sia ancora da considerare tale? La sensazione vedendo giocare i Cavs in questo avvio di stagione è che l'apporto di Love tolga più alla fase difensiva (come sempre deficitaria) rispetto a ciò che dia in fase offensiva dove nelle ultime 3 partite (record 0-3 per i Cavs) l'ex T-Wolves viaggia a poco più di 9 punti di media con un tremendo 0/12 da 3 punti. Ci si aspetta decisamente di più da un giocatore come Love, soprattutto in circostanze come quella di Miami, quando vengono a mancare giocatori chiave come James.

– Sacramento Kings VOTO 4: l'imbarazzante impatto avuto dai Kings nella sfida di Città del Mexico contro i Celtics è uno dei tanti sintomi del momento a dir poco critico che stanno vivendo i californiani, se a questo aggiungiamo l'altrettanto imbarazzante finale della sfida contro i Thunder ecco che dall'imbarazzo si passa al semi disgusto. Una squadra con giocatori di talento come Cousins, Gay, Rondo, Collison che non riesce a trovare un minimo di continuità di gioco nemmeno in attacco, sulla difesa stendiamo un velo pietoso…

– Western Conference VOTO 3: siamo solo ad 1/4 di stagione regolare ma dov'è finito il selvaggio West dell'ultimo decennio? Solo 12 mesi fa si parlava di troppa disparità tra le due conference, di sistema di accesso ai playoffs da rivedere, oggi l'ottava formazione dell'ovest (Houston con 10-11) avrebbe il dodicesimo record ad Est.

Mauro Mazza