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Pagellone NBA #17: Nowitzki leggenda vivente, Jazz mina vagante, che caos ai Knicks

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PROMOSSI:

– Dirk Nowitzki: i 40 punti con cui Wunder Dirk abbatte i Blazers in una sfida dal clima playoffs non sono solo una super prestazione individuale ma rappresentano un evento rarissimo, Nowitzki diventa infatti il primo giocatore di 37 o più anni a mettere a segno 40 punti in un match dai tempi di Karl Malone nella stagione 2000/2001. A questo aggiungiamo che il tedesco è in striscia aperta di 8 partite con 20 o più punti, in una sola parola, leggenda!!

– San Antonio Spurs: tenere a quota 79 punti i Golden State Warriors rientra nella categoria delle vere e proprie imprese. Al di la del record stagionale strabiliante la sensazione è che gli Spurs siano l'unica squadra della lega in grado di mettere qualche sassolino nell'ingranaggio dei Campioni NBA in carica, gli unici in grado di difendere con aggressività sugli esterni dei Warriors per 48 minuti.

– Toronto Raptors: alzi la mano chi avrebbe scommesso di ritrovarsi ad inizio primavera con i Raptors ad una sola partita di distanza dai Cavaliers e dalla leadership della Eastern Conference. I ragazzi guidati da coach Dwyane Casey stanno andando oltre le più rosee aspettative dimostrando una continuità di rendimento quasi insospettabile contro avversarie di buon rango come Pacers, Celtics e Magic, dimostrazione che a Toronto quest'anno si può sognare con cognizione di causa. I Raptors come gli Hawks nel 2015?

– Washington Wizards: quando la stagione sembrava ormai compromessa arriva una reazione di orgoglio per i Wizards che con 4 vittorie consecutive si riportano ad una partita e mezza dalla zona playoffs. I larghi successi contro Pistons e Bulls dimostrano come il potenziale di John Wall e compagni sia di buon livello, il problema è quello di esprimerlo con continuità.

– Utah Jazz: 5 vittorie nelle ultime 6 uscite con uno scalpo di grande spessore come quello dei Cavs, i Jazz non hanno nessuna intenzione di mollare la loro presa in ottica playoffs, una mina vagante che potrebbe presto esplodere nelle mani dei Rockets nello scontro diretto che andrà in scena mercoledì notte.

 

BOCCIATI:

– New York Knicks: il caos che regna ai New York si può capire dalle voci sul futuro della panchina dei Knicks che sono emerse durante la settimana. Da una parte Phil Jackson che pur di confermare il fido Kurt Rambis sarebbe disposto a tornare ad allenare nelle partite casalinghe (ipotesi tanto bizzarra quanto poco gradita a Carmelo Anthony), dall'altra il proprietario James Dolan che sarebbe pronto all'ennesima rivoluzione non fidandosi della personalità del “delfino” di Jackson. In sostanza si naviga a vista, come ormai accade da troppi anni.

– Portland Trail Blazers: momento difficile per i Blazers che con la sconfitta in overtime di Dallas si ritrovano risucchiati nella difficile lotta per gli ultimi posti validi per la postseason. Nelle ultime 4 uscite sono arrivate 3 sconfitte, sicuramente gli avversari non erano facili ma ora serve un cambio di ritmo per non gettare al vento una stagione fin qua straordinaria.

– Boston Celtics: momento delicato anche peri Celtics, l'ovvia vittoria di Philadelphia non può far dimenticare i pesanti KO subiti contro Raptors, Thunder, Pacers e Rockets. La sensazione è che la squadra stia vivendo un momento di stanchezza e non riesca più ad esprime con la consueta brillantezza il gioco voluto da coach Stevens. Attenzione perchè con l'Eastern Conference di quest'anno ci vuole poco per passare dal terzo al sesto posto.

 – Dwight Howard: può un professionista prendere un pallone, cospargerlo di una sostanza appiccicosa e restituirlo all'avversario per effettuare i tiri liberi? Se si chiama Dwight Howard non c'è nulla di cui stupirsi. In una stagione delicatissima piena di alti (pochi) e bassi (tantissimi) mancava giusto questa perla di sportività per rendere ancor più memorabile una stagione che a Houston vorrebbero dimenticare in fretta.

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