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Pagellone NBA #16: Hornets in volo, Favors talento sottovalutato, Mavs che tracollo!

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PROMOSSI:

– Charlotte Hornets: a Charlotte non vedono un successo nella postseason dal lontano 2001/2002, forse è ancora troppo presto per cantar vittoria ma questi Hornets hanno tutte le carte in regola per approdare ai playoffs giocandoli da protagonisti e non da vittime sacrificali come accaduto nelle ultime due apparizioni. 7 successi consecutivi, 8 nelle ultime 10 partite giocate ed un Kemba Walker che nelle ultime 10 vittorie viaggia a 27.2 punti, 6 assist, 5.2 rimbalzi, 1.4 rubate, 50% dal campo e 44% da tre, numeri da All-Star.

– San Antonio Spurs: 32-0 tra le mura amiche, 56-10 complessivo ed una difesa che riesce a limitare anche lo strapotere del duo Westbrook – Durant. In una normale stagione tutto il Mondo starebbe celebrando la stratosferica regular season dei texani, purtroppo (o fortunatamente a seconda delle idee) ci sono i Warriors ad oscurare il cammino degli Spurs che, siamo sicuri, vorranno andare sulle prime pagine dei giornali in primavera inoltrata.

– Derrick Favors: volete il nome dei uno dei talenti più sottovalutati dell'intera NBA? Citofonate gli Utah Jazz e chiedete informazioni su Derrick Favors. L'ala di Utah in questa stagione viaggia a quasi 17 punti con oltre 8 rimbalzi di media tirando con il 51,5% dal campo in una squadra in piena lotta playoffs. Dominante la sua prestazione contro i Kings nella quale ha messo a referto 28 punti e 14 rimbalzi; con un Favors così il sogno postseason dei Jazz può rimanere vivo.

– DeMar DeRozan: se i Toronto Raptors stanno giocando la miglior stagione della loro storia buona parte del merito va data al duo Kyle Lowry – DeMar DeRozan, quest'ultimo soprattutto è diventato l'idolo della tifoseria canadese per la sua crescita esponenziale avuta dai suoi esordi in NBA. I tifosi dei Raptors ogni anno hanno potuto assistere ai miglioramenti di questo ragazzo che oggi è in grado di regalare partite da autentico trascinatore come quella con cui ha steso gli Heat all'overtime con 38 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.  

 

 

BOCCIATI:

– Dallas Mavericks: improvvisa involuzione per i texani reduci da ben 5 sconfitte consecutive, il calo dei Mavs arriva nonostante un Nowitzki in buono spolvero ed ha le sue radici nel tracollo fisico di una squadra che sembra arrivata in questa fase finale della regular season in debito di ossigeno. Il calo si nota soprattutto in uomini chiave come Zaza Pachulia, preziosissima arma difensiva, determinante nell'arginare l'atletismo degli avversari. Ed ora il calendario propone sfide complicatissime contro Charlotte, Cleveland, Portland e Golden State, i playoffs che fino a poche settimana fa sembravano sicuri ora sono in serio pericolo.  

– Chicago Bulls: gli infortuni non stanno dando tregua ai Tori di Chicago, Jimmy Butler e Pau Gasol sono alle prese con acciacchi di vari natura che non consentono ai Bulls di trovare quella continuità necessaria per evitare la mancata qualificazione ai playoffs; una eventualità che senza mezzi termini sarebbe da considerare come uno dei più grandi fallimenti nella storia recente dell'NBA. Il tempo per ridare un senso alla stagione ci sarebbe, il rendimento delle ultime settimane fa pensare che sia un'impresa quasi disperata.

– Washington Wizards: l'altra vera delusione della stagione ad Est sono i Wizards; la formazione della Capitale sta “cavalcando” una striscia negativa di 5 partite ed è ormai ad un passo dall'eliminazione dai playoffs. La sensazione è che si sia giunti ad un punto di non ritorno in quel di Washington, con Bradley Beal perennemente acciaccato anche le motivazioni di John Wall sembrano venir meno di partita in partita.

Oklahoma City Thunder: negli ultimi 40 giorni i Thunder hanno affrontato 3 volte i Warriors, 2 volte i Clippers ed una volta Cavs e Spurs, record di queste 7 partite: 1 vittoria e 6 sconfitte. I problemi, ormai atavici, di questi Thunder sono sempre li da vedere ed emergono con prepotenza contro avversari di grande caratura, se poi anche uno dei pochi membri del supporting cast come Serge Ibaka sembra vivere un periodo di preoccupante involuzione il futuro prossimo ad OKC non sembra essere dei più luminosi