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Pagellone NBA #11: Blatt un vero signore, Lue dichiarazioni rischiose

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PROMOSSI

 

– David Blatt: poche ore dopo l'incredibile esonero subito dai Cleveland Cavaliers David Blatt rilascia un comunicato stampa, avrebbe tutto il diritto di sfogare rabbia e frustrazione per esser stato cacciato nel momento in cui la sua squadra stava guidando la classifica della Eastern Conference, ma l'ex coach del Maccabi è un vero signore e si limita a dire: ” “Sono davvero grado di aver occupato il ruolo di capo allenatore dei Cleveland Cavaliers. Vorrei ringraziare Dan Gilbert e David Griffin per avermi dato questa opportunità e sono onorato di aver lavorato con un gruppo di ragazzi incredibile: da LeBron James, Kyrie Irving e Kevin Love a tutto il roster. Vorrei anche esprimere la mia estrema gratitudine al coaching staff; ho un debito con loro per la professionalità, il lavoro duro, la fedeltà e l’amicizia che ci hanno messo durante questo percorso. Sono fiero della strada che abbiamo fatto a partire dal giorno in cui sono diventato allenatore e auguro solo il meglio ai Cavaliers per questa stagione e per il futuro”. La classe non è acqua.

– Toronto Raptors: le vittorie consecutive sono 8 e la seconda piazza nella Eastern Conference al momento è molto solida. I “canadesi” durante questa striscia di successi hanno macinato avversari di primo piano come Heat e Clippers dando una dimostrazione di solidità impressionante. Non stupisce più di tanto la grande qualità della coppia di esterni Lowry – DeRozan quanto l'equilibrio trovato da coach Casey, i Raptors al momento sono il quinto miglior attacco come rating offensivo e sono nettamente cresciuti in difesa rispetto alla scorsa stagione pur dovendo fare a meno di quel DeMarre Carroll che dovrebbe rappresentare l'arma in più nella propria metà campo.

– San Antonio Spurs: ovviamente c'è differenza tra il quintetto titolare e le seconde linee, ma vedere gli Spurs vincere comodamente sul campo dei Suns tenendo a riposo Duncan, Parker e Ginobili e concedendo minutaggi amplissimi a giocatori come McCallum, Marjanovic e Anderson fa capire come la forza degli Spurs non risieda solo nel talento dei singoli ma in un sistema ormai assimilato anche dal dodicesimo uomo della panchina. Passano gli anni, cambiano i giocatori ma la cultura Spurs resta salda nel tempo, con un unico minimo comun denominatore, coach Gregg Popovich!

DeMarcus Cousins: se guardiamo le statistiche dal 1° Gennaio 2016 il signor DeMarcus Cousins viaggia a 32.5 punti di media con il 50% dal campo ed il 47% da 3, a mani basse l'MVP della lega. Non è un caso che i Kings abbiano collezionato 5 successi consecutivi e siano rientrati prepotentemente in zona playoffs. A Sacramento vivono nel terrore che qualsiasi piccola sciocchezza possa rompere l'incantesimo ma nel frattempo si godono uno dei talenti più incredibili di tutto il panorama NBA.

 

BOCCIATI:

– Tyronn Lue: il neo coach dei Cleveland Cavaliers nella conferenza stampa di presentazione a precisa domanda su cosa intende cambiare rispetto al suo predecessore dichiara: “Non farò nulla di diverso, lo farò meglio”. Per un “ragazzo” di 38 anni con alle spalle oltre 10 anni di carriera da giocatore ma senza nessuna  esperienza da capo allenatore non solo è una dichiarazione priva di umiltà ma anche decisamente impegnativa. Se è vero che Blatt ha fallito principalmente per la mancanza di personalità nel rapporto con James siamo sicuri che un neo coach senza alcuna esperienza a nessun livello nel guidare una squadra sia adatto ad un ruolo tanto delicato?

– Miami Heat: le assenze e gli acciacchi fisici hanno sicuramente condizionato i ragazzi guidati da coach Spoelstra negli ultimi tempi, ma 2 sole vittorie nelle ultime 10 uscite condite da sconfitte al limite dell'umiliazione contro squadre non irresistibili come Bucks e Wizards fanno capire il momento delicatissimo che si sta vivendo in Florida. Le dichiarazioni di Wade e Bosh contro Whiteside, ritenuto troppo incostante, danno il senso di un disagio non solo tecnico ma anche di rapporti all'interno dello spogliatoio.

– Orlando Magic: la magia di inizio stagione sta velocemente svanendo, la cura Scott Skiles che nei primi mesi di Regular Season aveva lanciato la squadra della Florida in zona playoffs sta perdendo il suo effetto. Il ritorno in quintetto di Victor Oladipo ha ridato animo al giocatore ed alle sue statistiche ma i Magic non riescono più a ritrovare quella fluidità di gioco, soprattutto offensiva vista ad inizio stagione.

– D'Angelo Russell e Julius Randle: la coppia di rookies dei Lakers al termine dell'ennesima sconfitta umiliante sul campo dei Blazers vengono sorpresi a ridere di gusto da Kobe Bryant, secondo voi come può proseguire la storia? Ovviamente e giustamente il Mamba non ci sta e non fa mancare di far giungere la voce di questa ramanzina anche all'esterno dello spogliatoio. Esagerato? Cattivo gusto? Oppure semplicemente voglia di far capire a due ragazzini alle prime armi NBA che la sconfitta non può esser presa alla leggera? Prima di essere campioni tecnicamente bisogna esserlo mentalmente e Kobe Bryant in questo è un maestro.