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Nba Stats Corner #7

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Strisce vincenti: Golden State infila la sua quinta vittoria consecutiva, aggiornando il record come miglior record di sempre dopo 36 partite a quota 34 vittorie e 2 sconfitte grazie all'ottava tripla doppia stagionale di Draymond Green (Rajon Rondo secondo a quota 4), che a sua volta allunga il suo personale record di triple doppie per un “big man” in singola annata, staccando Kevin Garnett fermo alle 6 della stagione 2003-04. San Antonio porta a 22 le vittorie consecutive casalinghe, 31 considerando la passata stagione (nona striscia più lunga di sempre in Nba) e a 7 le vittorie consecutive grazie alla vittoria in volata sui New York Knicks, fermati solo dall'errore dall'angolo per la vittoria di Calderon. Infine i Cleveland Cavaliers, grazie al season high di 27 punti di JR Smith, ottengono la loro sesta vittoria consecutiva passeggiando sui T-Wolves nonostante il career high da 35 punti di un Andrew Wiggins sempre “in palla” contro la squadra che l'aveva draftato alla numero 1 due anni fa. Ci sarebbero anche i Chicago Bulls a quota 6 vittorie consecutive, ma ci fermiamo alle prime tre appena citate, non a caso le tre indiscusse favorite – fino a questo punto – per la conquista del titolo Nba.

Panchina extralusso: I 70 punti realizzati dalla panchina dei San Antonio Spurs nella facile vittoria contro gli Utah Jazz – sui 123 segnati – sono l'emblema della forza della squadra di coach Popovich. Confrontando infatti il quintetto con la second unit, tatticamente parlando, si nota come siano in buona parte dissimili, dove i titolari con le due torri Aldrige e Duncan producono una pallacanestro più ragionata, mentre la panchina, con i vari Mills Ginobili e Diaw, aprono maggiormente il campo alzando il ritmo offensivo. Si dice spesso come non ci sia un unico modo di giocare per vincere le partite, affermazione corretta che gli Spurs hanno preso alla lettera. Il quintetto infatti risulta secondo come net-rating dietro ai soli Golden State Warriors, con un +14.5 da far invidia. Il problema – per gli avversari – che la panchina, statisticamente parlando, risulta ancora più incisiva con un net-rating di +15.6. Non è difficile capire come la squadra texana abbia eguagliato a questo punto della stagione il miglior record di sempre nella storia della franchigia (32-6).

Bryant ed i Lakers: Nella settimana dove Kobe Bryant scollina quota 33000 punti (trentatremila punti), ovvero il terzo di sempre, rispettando anche la classifica realizzatori di tutti i tempi dietro a Jabbar e Malone, c'è un altro dato interessante nel dare una dimensione al dominio tecnico e mentale del Mamba sulla sua squadra. I 44 punti di Lou Williams nella sconfitta in volata contro i Thunder, oltre a rappresentare il career high per l'ex Raptors, risultano essere la più grande prestazioni dai tempi di Shaq anno di grazia 2003 di un compagno di Bryant negli ultimi 12 anni. Mai nessuno infatti aveva realizzato questa cifra giocando insieme a Kobe in questo lasso di tempo, in cui i Lakers qualche partita – eufemismo – l'hanno disputata e qualche titolo (2) l'hanno vinto. La statistica può portare a varie considerazioni positive o negative, ma non si può sindacare su chi sia stato il padrone dei Lakers negli ultimi 11 anni (dall'addio di Shaq) e di come questo dominio, inevitabilmente, stia volgendo al termine.

Stefano Chiossi