LOADING

Type to search

NBA

Nba Stats Corner #3

Share

La stagione di Nowitzki: Esattamente 11 anni fa Dirk Nowitzki aggiornava il suo career high nella partita vinta dai suoi Mavs in overtime contro i Rockets grazie ad una prestazione da 53 punti (15/32 dal campo e 21/22 dalla lunetta) 16 rimbalzi e 4 stoppate in 50 minuti di impiego. E' possibile essere decisivi per la propria squadra anche 11 anni dopo, ovvero a 37 anni compiuti? Certamente sì, sviscerando le incredibili statistiche di “WunderDirk” in questo inizio di stagione. Nel sorprendente record di 11-9 dei Mavs, Nowitzki viaggia con percentuali surreali da 50.4 % dal campo, 44% da tre punti ed un 90% abbondante ai liberi, che lo pongono insieme a Kevin Durant e Stephen Curry come unici giocatori (con almeno 200 minuti giocati) ad avere queste percentuali nelle prime 18 gare disputate. Non solo: il tedesco ha totalizzato sole due stagioni al di sopra del 50% dal campo, l'ultima quella coincisa con il titolo nel 2010-11, inoltre la sua percentuale attale al tiro da tre punti sarebbe la più alta mai realizzata in carriera (massimo raggiunto il 42% nel 2009-10) ed il 90% ai liberi è stato raggiunto in 3 stagioni nei suoi 17 formidabili anni di Nba.
Il giocatore più “anziano” a concludere una stagione da 50+40+90 fu Steve Nash a 35 anni nella stagione 2009-10, infine se il fenomeno dei Mavs riuscisse a concludere la stagione con il 45% da tre punti (mantenedo invariati gli altri due dati statistici) entrerebbe in una èlite che vede i soli Steve Nash 2007-08 (50%, 47% e 90% ai liberi) ed un impressionante Steve Kerr 1995-96 (50%, 51% e 93% ai liberi) come unici giocatori in grado di realizzare simili cifre nella storia della Lega. Meno tiri, un minor sforzo fisico ma un'impressionante efficenza offensiva permettono a questo straordinario giocatore (ed alla sapiente gestione di coach Carlisle) di risultare ancora una volta decisivo nelle sorti dei Dallas Mavericks.

Porzingis e Shaq: Quali sono gli unici giocatori debuttanti con 20 anni o meno ad aver realizzato almeno 275 punti, 175 rimbalzi e 40 stoppate nelle prime 20 partite disputate? Sono proprio un certo Shaquille O'Neal e…Kristaps Porzingis. Non devono sorprendere le parole di Byron Scott, pungolato sulla scelta dei Lakers di “bypassarlo” per prendere Russel, che sostiene di “aver sottavalutato (come allenatore e dirigenza) il lettone”: la verità è che delle prime quattro scelte assolute, al netto di un Okafor difficilmente valutabile visto il contesto, è proprio D'Angelo Russel il meno produttivo, da considerare però in un ruolo totalmente diverso rispetto ai vari Towns, Okafor e Porzingis ed in un sistema (sostanzialmente inesistente) dove non sembra essere libero di poter imporre la sua pallacanestro. Un dato di fatto è certo, ed è che il lettone in un sistema di gioco perfetto per lui (oppure, viceversa, scelto da Jackson perchè perfetto nel suo sistema) stia giocando un primo quarto di stagione sensazionale, non tanto nelle mere statistiche, ma anche e soprattutto per le piccole cose e per la comprensione del gioco dimostrata, difficile da intravedere in un ragazzo di soli 20 anni.

Stats della settimana: Concludiamo con una carrellata di statistiche in questa settimana Nba.
– Nella vittoria contro i Kings, quattro giocatori dei Celtics (Crowder, Thomas, Jerebko e Bradley) sono riusciti a mettere a segno almeno 20 punti, gli ultimi 4 a riuscirsi per Boston in un unica partita furono Allen Rondo Pierce e Garnett nel 2008 contro i Warriors, ecco, diciamo altri tempi ed altri giocatori senza risultare necessariamente poco rispettosi.
– Durant e Westbrook, da quando giocano insieme (2009) hanno totalizzato contemporaneamente 16 partite con almeno 25 punti 5 rimbalzi e 5 stoppate, compreso il match perso contro Miami. Con queste cifre superano Wade e James fermi a quota 15 nella loro militanza a Miami in questa speciale classifica; singolarmente Durant ha realizzato 116 partite con queste cifre specifiche, mentre Westbrook si “ferma” a quota 103.
– I 34 punti e 16 assist di Reggie Jackson nella vittoria di Detroit contro Phoenix mercoledì notte sono una rarità in casa Pistons: l'ultimo giocatore a realizzare una prestazione da almeno 30 punti ed almeno 15 assist nella “Motor City” è stato Isiah Thomas nel lontano 1988 contro i Nuggets, in una partita conclusa a 40 punti e 17 assist, cifre che non si vedono spessissimo in casa Pistons.
– Concludiamo (non potevano mancare) con i Golden State Warriors, capaci di battere i propri avversari con un differenziale totale di 308 punti nelle prime 20 gare, record assoluto -ovviamente- strappato ai New York Knicks stagione 1969-70, che si erano fermati a quota 303.

Stefano Chiossi