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Nba Stats Corner #2

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Golden State & Curry: Partiamo da una banale ma fondamentale premessa: se dovessimo parlare di tutte le statistiche da record totalizzare dai Warriors (17-0) e da Steph Curry (32.6 punti a partita) dovremmo occupare un Blog giornaliero, cerchiamo pertanto di mostrare quelle più significative. In questa settimana Golden State sta riscrivendo la storia, arrivando a quota 17 vittorie consecutive nella vittoria di Phoenix, record aggiornato per un inizio di stagione, ed a quota 20 se consideriamo le ultime 3 partite delle Finals contro i Cavs, dietro solo ai Lakers dei record del 1972-73 (33 vittorie), i Miami Heat 2012-13 (27 vittorie) e gli Houston Rockets 2007-08 (22 vittorie). Nei 135 punti segnati a Phoenix i Warriors hanno totalizzato un 22/38 dall'arco, a -1 dal record di sempre per triple segnate in una partita, e stanno viaggiando a 29.6 assist di media a partita, secondi solo ai 30.1 dei Lakers versione “showtime” 1984-85, risultando terzi nel rating difensivo, primi (chiaramente) in quello offensivo con un margine medio di vittoria di 15.6 punti e diventando l'unica squadra nella storia della Lega a totalizzare una striscia di 16 vittorie in due stagioni consecutive. In tutto ciò aggiungete uno Steph Curry da 32 punti a partita (+8 rispetto alla sua stagione da Mvp), da 27 punti ed 8 assist nel solo primo tempo di Phoenix – cifre raggiunte in una intera partita da soli altri 13 giocatori quest'anno – e da 87 triple segnate in 17 partite (Baron Davis si era fermato a quota 63 nello stesso arco di tempo nel 2003) e 1278 (and counting…) in carriera, superando LeBron James al 35esimo posto nella classifica all-time. Occorre aggiungere altro? History in the making.

LeBron da record: Due importanti traguardi raggiunti da “King” James in questa settimana. Nella notte infatti con i 25 punti realizzati nella vittoria contro Charlotte, James ha superato Reggie Miller al 18esimo posto nella classifica All-time per punti segnati nella Lega a quota 25.298 punti, puntando dritto dritto ad Alex English, ex realizzatore di Milwaukee Indiana e Denver tra le altre (dove i Nuggets hanno ritirato la sua “2”) e visto anche in Italia con la maglia di Napoli nella stagione 1991-92, fermo a sua volta a 25.613. Inoltre ha raggiunto Oscar Robertson – al quale ha ammesso da sempre ispirarsi – come unici giocatori in grado di entrare nella Top25 per punti segnati ed assist smazzati, roba da “prescelti” insomma.

1/14 di Kobe: Ahi, qui si tocca un tasto dolente. Il Black Mamba fornisce una prestazione orrenda con un 7% totale nella partita persa contro i soliti Warriors, ovvero la peggior partita di sempre ( statisticamente parlando) delle 1276 presenze con la casacca gialloviola. Citando una statistica un pò ingenerosa, Steph Curry (sì, sempre lui) potrebbe sbagliare le prossime 219 triple consecutive mantenendo una percentuale dall'arco superiore a quella del “24”, fermo ad un misero 19% da tre punti. Si potrebbe discutere della scellerata gestione di Byron Scott (37 minuti nella partita di Domenica scorsa) ma certamente fa male vedere una Leggenda di questa Lega in un periodo così difficile, ricordandosi di come poco più di due anni fa trascinava i Lakers ai Playoff al termine di una stagione surreale, prima di rompersi il tendine d'achille. Il primo ad essere frustrato da questa situazione è proprio Kobe, che dovrà probabilmente modificare il proprio stile di gioco, in quella che rischia di essere – a questo punto – la sua ultima stagione.

27 sconfitte consecutive 76ers: Per una Golden State che vince, c'è una Philadelphia intenta a demolire ogni possibile record negativo. Considerando la passata stagione sono 27 le sconfitte consecutive, battendo il record precedente di 26 dei…Philadelphia 76ers stagione 2013-14, giusto per non farsi mancare nulla, a -2 dal record negativo all-time come partenza (0-18 dei Brooklyn Nets stagione 2008-09). Se vogliamo oltre al danno troviamo anche la beffa, per una serie di partite (non ultima quella persa a Houston nella notte per soli 2 punti) perse in volata – per esempio quella di Boston – oppure a causa di Blackout offensivi nei finali (vedasi Miami): ci provano anche, ma senza risultati. Difficili da commentare, allenare, guardare e giudicare, in una parola semplicemente tragicomici.

Stefano Chiossi