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NBA Recap: Porzingis è Re di New York. San Antonio vince, i Bucks sprofondano. Bene i Kings.

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7 gare nella notte NBA, iniziata alle 23 italiane con il nostro Marco Belinelli impegnato coi Kings sul campo degli Orlando Magic. A farla da padrone, nel bene e nel male, è come sempre DeMarcus Cousins. Croce e delizia di tantissimi appassionati NBA, di certo gatta da pelare non indifferente per tutto lo staff tecnico di Sacramento a partire da coach Karl, é DMC a dare alla gara lo strappo decisivo con una serie di giocate importanti tra secondo e terzo quarto, in cui prima si mette in proprio con conclusioni dalla media e dal post-basso, poi mostra tutte le sue abilità di passatore imbeccando a turno i vari Koufos, Casspi, Rondo, per un 24-4 di parziale a cavallo tra i due quarti centrali che porta la gara nella direzione dei californiani. A fine partita saranno 29 punti, 12 rimbalzi e 6 assist per il centro, ben coadiuvato da Belinelli che chiude a 13. Nei Magic l'ultimo a mollare è Harris che chiude a 24, ma non basta da solo per evitare la sconfitta. Sconfitta che invece arriva, e pesante, per i Bucks, che incassano 123 punti realizzandone solo 86 in casa Pacers. Paul George e CJ Miles chiudono a 20 e 21, Jordan Hill ne porta altri 20 dalla panchina e i Bucks, talentuosi ma ancora ad intermittenza, sprofondano. Le doppie cifre di Williams e Antetokounmpo non ingannino, perché a salvarsi per la truppa di Kidd stanotte non c'è stato nessuno. Il potenziale c'è, e resta infinito soprattutto nella Eastern, ma urge trovare continuità e solidità mentale in un gruppo tanto dal talento roseo quanto immaturo. Passiamo a Cleveland, dove un Lebron James a tratti nervoso (sul +26 Cavs, dopo una palla persa, si è auto sostituito senza passare nemmeno per il cubo dei cambi e prendendo un tecnico) chiude comunque a 2 assist dalla tripla doppia, aiutando i Cavs a sconfiggere la comunque fiacca resistenza degli Hawks. Love trascina la squadra dell'Ohio con 25 punti e 12 rimbalzi, mentre Thompson spazza i tabelloni raccogliendo 16 rimbalzi a cui aggiunge 9 punti. Anche JR e DellaVedova (15 e 12) fanno la loro figura e la squadra di Budenholzer capitombola senza opporsi più di tanto. La gara forse più interessante e combattuta si giocava a Detroit, dove gli interessanti Pistons di questo inizio stagione perdono di sole due lunghezze contro i Wizards, che sembrano la maturazione completa (che arriverà, statene certi) del gruppo ancora aspro nelle mani di coach Van Gundy. Nenè è l'uomo in più di Washington, alzandosi dalla panchina per 18 punti totali annichilendo il malcapitato Drummond e soprattutto rimediando alla pessima serata di Humphries, che chiude con 0/7 dal campo. Otto Porter conferma i progressi di inizio stagione e chiude a 17 punti, mentre stavolta non brillano Beal e Wall, 15 punti in due con un complessivo 7/19 dal campo. A sistemare le cose però è l'intera panchina Wizards che colleziona un +17 medio di plus/minus che fa da toppa alla scarsa vena dei titolari. Per i Pistons solite prestazioni di Jackson (20) e Drummond (8 ma con 13 rimbalzi), anche se le sensazioni per il futuro immediato sono più che positive. 27 di Wade e 13-9-8 stoppate di Whiteside potrebbero a volte non bastare contro le corazzate NBA, ma gli avversari degli Heat di stanotte si chiamavano Philadelphia 76ers, motivo in più per parlare poco di una partita che si mostra più combattuta del previsto (96-91 finale per Miami) ma che finisce col regalare l'ennesima sconfitta di Philly, ormai a quota 14 di fila e ancora a secco da inizio stagione. Ok il tanking, ma servirebbe maggiore dignità in certe scelte: cambiare, un giorno, una mentalità che tende al perdente da ormai 2 anni o più, non sarà facile. New York passa 107-102 sul campo dei Rockets, per la verità non molto convincenti dall'addio di McHale che a quanto pare non era l'unico responsabile del pessimo inizio dei texani. A trascinare i Knicks ci pensa ovviamente Carmelo, anzi no! È Kristaps Porzingis a prendersi, ancora una volta, le luci della ribalta, con 24 punti, 14 rimbalzi e 7 stoppate che tolgono ogni chance di vittoria a Houston. Il classe '95 diventa così il primo rookie nella storia di NY a chiudere con almeno 20-10-5, nonché il quarto degli ultimi 20 anni con 20-10-7. Gli altri tre sono dei santoni del calibro di Odom, Gasol e Duncan. Proprio Duncan coi suoi Spurs chiude il nostro recap: i texani passano 92-82 sul parquet di casa contro i Grizzlies ancora contratti di inizio stagione (occhio alla panchina). Il caraibico chiude con 10 punti, 10 rimbalzi, 4 assist, 4 palle recuperate e 2 stoppate, per superare lo shock della prima gara senza rimbalzi dopo 1342 partite in carriera. Si unisce Leonardo con 18 e Parker-Ginobili con 33 in due, e Memphis cade, complice anche l'assenza di Randolph, per le pessime prestazioni di Gasol (8 punti) e di tutto il quintetto ad eccezione di Conley, che con 15 punti è, assieme ad Allen (16) il migliore dei suoi.