LOADING

Type to search

NBA Finals: il primo atto va ai Warriors grazie all’accoppiata Curry-Durant

Antonio Lambiase 2 Giugno 2017
Share

[kopa_youtube]https://youtu.be/4vVruyC8eLk[/kopa_youtube]

È tempo di Finals. Si comincia! Gara-1 come prevede il regolamento è in casa Warriors. All’Oracle Arena di Oakland, gremito in ogni ordine di posti, va in scena lo spettacolo. Dopo un Regular Season “da signori” si incrociano la migliore ad Est, i Cleveland Cavaliers e la controparte ad Ovest i Golden State Warriors. Il finale di questo primo atto se lo aggiudicano i padroni di casa: 113-91 per Durant (bisogna citarlo per una partita magistrale) e soci . Per quanto riguarda i campioni in carica, solamente i Big-3 all’appello per il resto è un “non pervenuto” generale.

Gioocatore

Kevin Durant. Non a caso si è fatto questo nome perché, l’ex Oklahoma City, prima Finals per il #35, è lui che, coadiuvato dal “solito” Steph Curry, tiene sotto controllo l’attacco di Golden State. Quest’estate KD ha scelto i Warriors per un solo motivo: vincere l’anello e in questa Gara-1 di Finali NBA ha mantenuto la sua parola. Alla fine dei 48 minuti regolamentari, il prodotto di Texas Longhorns piazza ben 38 punti, 8 rimbalzi e altrettanti assist. Solo come numeri, sotto di lui, c’è Steph Curry.

Il Momento

La partita è al quanto combattuta, i padroni di casa quasi sempre in vantaggio, se non per un +3 sul 14-17 del primo quarto. La prima frazione si chiude in favore Warriors 60-52. Purtroppo, però, la squadra di coach Tyronn Lue inizia il terzo quarto con una dormita colossale: 13-0 di parziale nei primi 5 minuti della ripresa. Gap che King James e soci non sono in grado di recuperare, visto lo strapotere in attacco della premiata ditta Curry-Durant. Ed da li in poi, Warriors sempre in avanti nel punteggio.

Stats

E qui si intravedono le falle di Cleveland in questa Gara-1 di Finali: se le uniche note positive sono: il mattatore James che chiude la sua partita personale con 28 punti nei 40 minuti in cui calca il parquet, Kevin Love da 15 punti e Irving (quasi) infallibile dalla lunga distanza, 3 su 4 da tre per 24 punti complessivi, l’altra parte della medaglia è la panchina, o meglio, tutti tranne questi tre citati sopra. In più ci si aggiungono le 20 palle perse rispetto alle 4 lasciate dagli avversari e si può così notare la “mini” debacle dei campioni. La controparte Californiana riesce a piazzare, oltre a KD, Steph Curry vicino al trentello, fermato a quota 28 e all’orsacchiotto Green che da una mano in difesa 11 rimbalzi per lui.

Tags:
Antonio Lambiase

Nasce a San Giovanni Rotondo (FG) il 18/04/1992. Sin da piccolo si appassiona al calcio prima e subito dopo segue e si informa sullo sport in generale, il basket su tutto. Si diploma presso l'Istituto Pascal di Foggia. Il suo amore per i viaggi e le lingue straniere lo portano a frequentare il Corso di laurea in Mediazione Linguistica presso L'università degli studi di Macerata. Quasi in dirittura d'arrivo,si auspica di terminare gli studi intrapresi per dedicarsi a quello che per lui oltre ad essere un possibile futuro lavoro e un piacere... il giornalista sportivo in giro per il mondo!!!!

  • 1