LOADING

Type to search

NBA: 10 motivi per guardare i playoffs

Antonio Lambiase 14 aprile 2018
Share

Da questa sera, il basket a stelle e strisce mette da parte la regular season per dar spazio agli emozionanti playoffs! Sappiamo che il tabellone che porterà alla conclusione la stagione NBA è un altro sport. D’ora in poi si giocherà per l’ambito titolo e le squadre coinvolte cercheranno in tutti i modi di strappare il trofeo dalle mani di Golden State. Allora eccovi 10 buoni motivi per cui non potete perdervi i playoff NBA:

1. I Minnesota Timberwolves accedono al tabellone playoffs dopo 14 anni

La squadra dei lupi strappa il pass per giocarsi il titolo NBA all’ultima giornata e solamente dopo i tempi supplementari contro una Denver, anch’essa agguerrita per cercare un posto nelle magiche 16, vince e si qualifica come ottava nella Eastern Conference. E, come succede all’ultima della classe, dovrà vedersela contro gli Houston Rockets. Chissà se Butler e KAT riusciranno ad avanzare al secondo turno da underdog?

2. Giannis Antetokounmpo contro i Celtics orfani di Irving

Uno degli accoppiamenti incerti ad Est è proprio quello tra Boston Celtics, che devono fare a meno di Irving (il quale si è infortunato a pochissime gare dal termine della RS) e soprattutto dell’acquisto di quest’estate Hayward e i Milwaukee Bucks del “Greek Freak” Antetokounmpo. Il greco dovrà caricarsi la squadra sulle spalle per cercare di andare avanti ai playoffs. I Celtics invece, dovranno affidarsi alle mani (inesperte) del rookie Jayson Tatum, il quale sa come essere incisivo quando vuole ma, come abbiamo detto prima, i playoffs sono tutta un’altra cosa.

3. I Philadelphia 76ers, la squadra dei record e Belinelli per tifare Italia

Diciamo, fin da subito, che i 76ers dovranno rinunciare, per le prime gare, al giocatore simbolo di questa “rivoluzione” filadelfiana: Joel Embiid, ma non mancano certo i rimpiazzi. Per quanto riguarda la squadra che ha chiuso con 16 vittorie consecutive, c’è Simmons che ha mostrato, durante le 82 gare di RS, una crescita pazzesca in questo anno e unito a giocatori di esperienza come JJ Redick e al nostro Belinelli possono cercare di arrivare in fondo a questo torneo.

4. Vedere giocare un professionista di 40 anni

Per la 21esima volta consecutiva, i San Antonio Spurs sono ai playoffs NBA. Ma quest’anno è soprattutto grazie al veterano Manu Ginobili: all’anagrafe 40 anni, sul campo ne dimostra metà. È lui che trascina al tabellone la squadra del Texas. Dovrà vedersela, in questo primo turno, con i campioni in carica di Golden State. Spurs che dovranno giocare senza Kawhi Leonard (per un problema al quadricipite) ma anche l’avversario è incerottato, visto l’infortunio di Steph Curry. I Warriors sono i favoriti per vincere questa sfida al meglio delle 7 partite ma, come si evince, chissà se Ginobili potrà fare la voce grossa anche ai playoffs?

5. Oladipo potrà spodestare il Re?

Accoppiamento interessante anche per quanto riguarda i vice campioni NBA. I Cleveland Cavaliers inizieranno il percorso con gli Indiana Pacers di Oladipo. Quest’ultimo però non basta ad arginare il Re. McMillan deve cercare di preparare bene la serie, ingabbiando Lebron James, il quale ha chiuso la sua migliore regular season da quando calca i parquet dell’NBA. Ad aiutarlo a superare il primo turno c’è Kevin Love, del quale non si parla quasi mai ma sta viaggiando a numeri impressionati.

6. Wall e Beal per fare il colpaccio nella capitale

Ottavo posto ad Est anche per Washington, la quale sfida Toronto in questo turno. Supremazia dei canadesi ad Est; chiudono la stagione con 59 vittorie e 23 sconfitte. Se vediamo i numeri, è una serie che dice già la sua, con Lowry e DeRozan a fare da mattatori. Ma il talento ai Wizards non manca. Tornato in campo Wall (anche se durante le ultime partite non ha inciso come dovrebbe) e unito all’estro di Beal potrebbero riuscire a spuntarla ed accedere al secondo turno con una “magia.

7. Mr. Tripla-doppia contro il candidato al Rookie of the Year

Il tutto si traduce nella sfida tra Oklahoma City Thunder e Utah Jazz. La prima capeggiata da Russell Westbrook (ha chiuso la sua seconda stagione in tripla-doppia) e accompagnato da un trio di tutto rispetto: Paul George, Carmelo Anthony e Steven Adams. Dall’altra però oltre al rookie Donovan Mitchell, il quale ha fatto vedere di poter dettare legge a Salt Lake City , c’è da aggiungere il lungo che ha fatto impazzire le squadre avversarie, Rudy Gobert (nomination per difensore dell’anno). Un’altra serie equilibrata difficile da perdersi.

8. Anthony Davis per la consacrazione

Pelicans che sfidano i Portland Trail Blazers. È la serie che mette difronte Damian Lillard e Anthony Davis. Due giocatori dal sicuro futuro da MVP. New Orleans ha fatto le scarpe agli Spurs e quindi, qualificata come sesta ad Ovest, affrontano lo squadrone che ha fatto inchinare mezza NBA subito dopo l’All Stars Game. I Trail Blazers sono una squadra cosiddetta umana, in più c’è apporto in attacco di McCollum che male non fa ad una franchigia che ambisce alla vittoria del titolo. Davis cercherà sicuramente di spegnere le ambizioni degli avversari.

9. Arrivare al con questi presupposti al 31 maggio

Come abbiamo detto in precedenza, questa sera scatta il primo turno di playoffs NBA. Primo turno che durerà al massimo fino al 29 aprile. Il giorno successivo, saranno subito semifinali di conferenze e del 15 maggio le finali per decretare il vincitori di tali conference. Le vere e proprie finals si giocheranno dal 31 maggio, un giovedì notte per noi italiani. Il culmine, se dovesse protrarsi a gara-7 sarà il 17 giugno.

10. Noi europei prossiamo seguire molte più partite

Molti di noi, non riescono a fare le ore piccine per godersi un po di sano spettacolo, beh, i playoffs NBA sono l’occasione giusta per vedere in azioni i vari Curry, James e Ginobili darsi battaglia nell’ultimo atto di questa stagione NBA. Purtroppo però le Finals saranno sempre di notte ma per 7 partite potete mettere la sveglia, non succede nulla!

Buoni Playoffs a tutti!!

Tags:
Antonio Lambiase

Nasce a San Giovanni Rotondo (FG) il 18/04/1992. Sin da piccolo si appassiona al calcio prima e subito dopo segue e si informa sullo sport in generale, il basket su tutto. Si diploma presso l'Istituto Pascal di Foggia. Il suo amore per i viaggi e le lingue straniere lo portano a frequentare il Corso di laurea in Mediazione Linguistica presso L'università degli studi di Macerata. Quasi in dirittura d'arrivo,si auspica di terminare gli studi intrapresi per dedicarsi a quello che per lui oltre ad essere un possibile futuro lavoro e un piacere... il giornalista sportivo in giro per il mondo!!!!

  • 1