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Il meglio ed il peggio della notte Nba 30-12

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Attacchi al potere: Serata “allegra” al Toyota Center di Houston dove i Rockets, pur con il massimo stagionale per punti in un tempo (71), risultano sconfitti dagli Hawks. Il confermatissimo quintetto con i due lunghi Capela ed Howard non sembra inficiare sulla produzione offensiva texana, mentre crea più problemi dalla lunetta, soprattutto in un terzo quarto decisivo nel dare il là alla rimonta di Atlanta. I 30 punti di Howard non sono sufficienti perchè proprio in una partita di difese latitanti, la squadra di coach Budenholzer alza la muraglia nell'ultimo minuto e mezzo, ottenendo lo scalpo con un parziale finale di 9-0 per chiudere definitivamente il match. Il record di coach Bickerstaff – teoricamente nominato “ad interim” – parla di un discreto 12-10, meglio del 4-7 di Kevin McHale ma certamente nulla di eccezionale: Houston (16-17) si trova così in una situazione di stallo solo potenzialmente pericolosa, dato che il talento per raggiungere i playoff non manca, ma indubbiamente insufficiente rispetto alle aspettative di inzio stagione. Gli Hawks invece (vittoriosi nonostante lo 0/8 di Korver, fermo ad un 2/26 dall'arco nelle ultime 4) ringraziano Millsap (23 punti 13 rimbalzi e ben 5 stoppate, due decisive nel finale) e continuano nella loro buona stagione (23-13 il record) senza particolari picchi. La squadra può offrire questo, meriti a coach Budenholzer nel riuscire ad estrapolarlo: chiedere di più sarà obiettivamente difficile.

Memphis camaleontica: Panchinato Zac Randolph nel tentativo di adeguarsi maggiormente ai canoni della Lega, con un attacco più “spaziato”, Memphis è tornata alla vecchia soluzione nella vittoria in Overtime contro Miami. Principalmente due i motivi: il primo l'assenza di Matt Barnes per squalifica, dopo il pacifico diverbio (fino ad un certo punto) con Derek Fisher, l'altra invece di carattere puramente tecnico, stante la coppia di lunghi Bosh-Whiteside da marcare in modo differente. Potremmo dire che con il quintetto piccolo i risultati sono stati alterni in casa Grizzlies, ma vero anche che le prime partite stagionali – al netto di un Randolph in comprensibile calo – avevano suggerito un possibile cambio di rotta. La possibilità per coach Joerger di modificare il proprio quintetto potrà rivelarsi una buona soluzione, in attesa di una transizione seguendo il modello dei Pacers, con la netta differenza che la propria stella risulta essere un centro, ovvero Marc Gasol.

Cavs rimandati: 4 partite nel giro ad Ovest in 5 giorni per i Cleveland Cavaliers, vittoriosi nella notte a Denver (senza Mudiay e soprattutto Gallinari, vicino al rientro) grazie ad una prova maiuscola di James, dopo 3 prestazioni decisamente opache. Al netto della preventivabile sconfitta di Natale contro i Warrios, le altre avversarie sono state Portland (ripassata di 30 punti nonostante l'assenza di Lillard) Phoenix (vinta grazie ad una bomba di Irving) ed appunto Denver, con un record finale di 2-2. Proprio per la qualità delle avversarie incontrate sono le prestazioni – ancora più del mero conteggio vittorie-sconfitte – a lasciare perplessi. Doveroso ricordare come Irving non sia ancora in grado di disputare i back to back per recuperare appieno dall'infortunio, ma le percentuali di James (il peggiore al di fuori del pitturato dell'intera Lega con almeno 200 tiri), il rendimento opaco di un Love non ancora inserito nel sistema ed un Blatt relegato ad un ruolo più di rappresentanza che di guida tecnica lasciano necessariamente dei dubbi. Rimandati non significa bocciati, si parla sempre di una squadra arrivata ad una Gara-6 contro i Warriors senza Love ed Irving, ma la pressione su questa stagione dei Cavs è enorme e non sarà facilmente stemperabile.

Mal di trasferta:  Con la sconfitta ad Ock, i Bucks si vedono relegati alla 14esima “L” nelle ultime 15 trasferte disputate, cifre da 76ers per chiarirci, nulla a che vedere con una squadra alla ricerca di un piazzamento playoff. I 131 punti subiti ( a fronte comunque dei 121 fatti) dimostrano una volta di più come il problema sia prettamente difensivo, dove i Bucks hanno subito un crollo verticale in questa stagione. L'attacco manca completamente di spaziature (il solo Middleton da 36 punti risulta essere un tiratore), se a questo ci si aggiunge una metà campo difensiva deficitaria si spiega facilmente il disastroso 10-21 tra vittorie e sconfitte. Okc invece scopre finalmente Cameron Payne, autore di 16 punti in 16 minuti, vice-Westbrook scelto alla 14 nelll'ultimo Draft, giocatore assolutamente interessante da affiancare verosimilmente anche allo stesso ex Ucla, nel tentativo di farlo giocare anche lontano dalla palla.

Stefano Chiossi