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Il meglio ed il peggio della notte NBA 28-11

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Continua inesorabile la marcia dei Golden State Warrirors che migliorano il record di best-start stagionale mai fatto registrare in NBA, arrivando, momentaneamente, a 17 vittorie consecutive a fronte di 0 sconfitte. La vittoria in Arizona, contro i Phoenix Suns, è emblematica dello strapotere che al momento Curry & Co. possono vantare nella lega. I numeri della partita sono irreali: 44 punti segnati nel solo primo quarto, 75 al termine del primo tempo e 103 all'inizio dell'ultima frazione. Il tutto condito da 22 triple di squadra (nuovo record della franchigia). Stephen Curry è, come al solito, strabiliante: termina con 41 punti (9/16 da 3) e 8 assists (di cui 6 realizzati nei primi 6 minuti della partita) giocando appena 30 minuti. Sempre più pilastro di questa squadra Draymond Green che, in 33 minuti di partita, riesce a siglare una tripla-doppia di 14 punti, 10 rimbalzi e 10 assists. Grande prestazione anche di Leandro Barbosa che, sul parquet che lo ha visto protagonista ai tempi dei Suns di Mike D'Antoni, termina con 21 punti in 23 minuti di gioco, uscendo dalla panchina, frutto di 8/9 dal campo e 5/5 da 3. Nella squadra dell'Arizona non bastano i 21 punti a testa di Brandon Knight e di Eric Bledose. Ottima prestazione del sophomore TJ Warren che, uscendo dalla panchina, termina con 12/16 dal campo per 28 punti realizzati;

Continua l'andamento altalenante dei Cleveland Cavaliers in trasferta (al contrario di un andamento in casa finora perfetto). Questa notte è arrivata la vittoria in casa dei Charlotte Hornets che stanno attraversando un periodo di ottima forma. Degno di nota per i Cavs il rientro da titolare, nello spot di point guard, di Mo Williams e le doppie doppie siglate da LeBron James (25+13) e da Kevin Love (18+16). Grazie a questa W, i Cavs interrompono la striscia di 3 sconfitte subito al di fuori della Quicken Loans Arena;

Nella partita che vede assente il coach Jason Kidd, per motivi di squalifica, i Milwaukee Bucks mettono in mostra l'ennesima prestazione deludente di questo inizio stagione, che causa la sconfitta n. 10 a fronte di sole 6 vittorie. La sconfitta avviene sul parquet degli Orlando Magic di Scott Skiles che decide, per la seconda partita consecutiva, di far entrare Victor Oladipo dalla panchina. Il giocatore ripaga la scelta con un'altra buona prestazione fatta di 17 punti, 6 rimbalzi e 9 assists. L' MVP della gara è però Elfrid Payton che termina con 22 punti (10/12 dal campo) e 10 assists;

Oltre alla squadra del Wisconsin, anche i Washington Wizads sono stati protagonisti di un brutto avvio di stagione. Nella notte è arrivata la terza sconfitta consecutiva (n. 7 in stagione) contro i Boston Celtics, nella quale la banda di Randy Wittman è stata in grado di siglare solamente 78 punti. Brutta partita di John Wall, attualmente in un brutto periodo di forma; 

Seconda vittoria nell'arco di pochi giorni dei Miami Heat contro i New York Knicks. Nella partita della notte, giocata al Madison Square Garden, coach Spoelstra decide, a sorpresa, di schierare Gerald Green nello starting five, nel suo consueto ruolo di ala piccola. L'ex Phoenix Suns ripaga la fiducia con 25 punti. Tra gli orange di New York, arrvati alla terza L consecutiva, l'unica nota positiva è ancora il rookie Kristaps Porzingis che, nonostante i consueti problemi di falli, termina la gara con 11 punti, 8 rimbalzi, 2 steals e 3 blocks;

Nella sfida di alta classifica della Eastern Conference, gli Indiana Pacers hanno la meglio, sul parquet di casa, su dei Chicago Bulls confusionari nel gioco offensivo. Paul George continua a collezzionare prestazioni che al momento lo renderebbero un potenziale candidato al premio di MVP stagionale. Per il prodotto da Fresno State 33 punti e 8 rimbalzi questa notte. Tra i tori dell'Illinois l'unico a slavarsi è Nikola Mirotic che termina con 8/14 dal campo per 25 punti. Con questa vittoria i Pacers raggiungono il record di 10-5 superando proprio i Chicago Bulls, fermi a 9-5, e raggiungendo la seconda posizione della Eastern Conference a braccetto con i Miami Heat;

Gli Houston Rockets stanno attraversando un pessimo periodo di forma anche dopo il licenziamento dell'ex head coach Kevin McHale. L'arrivo sul parquet di casa dei disastrosi Philadelphia 76ers sembrava potesse rappresentare l'occasione ideale per far ritrovare ad Harden & Co. la vittoria. Nonostante le aspettative di partita “facile”, i rockets hanno però dovuto sudare le proverbiali 7 camicie per avere la meglio. Per ottenere la W n. 6 in stagione, è servito un James Harden da 50 punti (50% dal campo), 9 rimbalzi e 8 assists ma anche 9 palle perse. La squadra della Pennsylvania rimane in partita fino agli ultimi secondi grazie alle prestazioni di Robert Covington (28 punti) e di Iasiah Canaan (23 punti). Risalgono dal risultato di 75 a 91 fino ad arrivare ad un vantaggio di 5 punti a metà dell'ultimo quarto. A pochi secondi dalla fine però, sul risultato di 113 a 116, i 76ers non riescono a costruire il tiro da 3 punti del possibile pareggio, ottenendo la sconfitta consecutiva n. 17 a fronte ancora di 0 vittorie. Con tale sconfitta eguagliano il proprio poco invidiabile record negativo di 0-17 fatto registrare già lo scorso anno. Si trovano ad 1 sola sconfitta dal pareggiare il peggior inizio di stagione in NBA: lo 0-18 che fino ad oggi appartiene ai Booklyn Nets della stagione 2009-2010;

Continua la risalita degli Oklahoma CIty Thunder che, con la vittoria di stanotte contro i Detroit Pistons (quarta vittoria consecutiva), arrivano ad occupare la terza posizione alle spalle dei San Antonio Spurs. Partita facile per OKC grazie sopratutto alla prestazione di Kevin Durant. L'MVP del 2014 termina con 34 punti, 13 rimbalzi e 5 assists. Per una volta, invece, Russell Westbrook si rende protagonista di una brutta prestazione. Il prodotto di UCLA esce per falli dopo appena 28 minuti di gioco, nei quali segna 14 punti (a causa di pessime percentuali al tiro) e perde palla per ben 11 volte. In maglia  Pistons altra prestazione sottotono di Reggie Jackson. Oltre alla rivedibile prestazione del playmaker di Pordenone, in tale partita va anche registrata la performance di Andre Drummond che, per la prima volta in stagione, non riesce a catturare almeno 10 rimbalzi (finora il suo minimo stagionale era stato di 11);

Gli Spurs continuano a vincere. Le vittime di quest'oggi sono i Denver Nuggets che, invece, incassano la quinta sconfitta consecutiva (la n. 6 in casa su un totale di 10). Siamo ancora lontani dal vedere il bel gioco fatto tutto di velocità e ball-movemente di marchio Popovich. La vittoria è firmata Kawhi Leonard. Il giocatore sopperisce alle assenze di Tim Duncan (sostituito dal centro serbo di 222 cm Bojan Marjanovic) e di Manu Ginobili disputando una partita completa sotto tutti i punti di vista. Termina con 25 punti (11/18 dal campo), 7 rimbalzi, 6 assists, 5 stoppate e 4 palle rubate. Rimandato ancora una volta LaMarcus Aldridge che disputa una gara nettamente sottotono (8 punti e 4 rimbalzi) rispetto ad i suoi standards. Nella squadra del Colorado le uniche note positive sono Danilo Gallinari (in doppia doppia da 16 punti, nonostane percentuali rivedibili, e 10 rimbalzi) e la sorpresa di quest'inizio stagione Will Barton (12 punti e 9 rimbalzi dalla panchina);

Facciamo un salto nella capitale della California per vedere cosa hanno fatto i Sacramento Kings. La squadra di Geroge Karl continua sulla falsa riga che ha caratterizzato il loro primo mese di stagione, arrivando a perdere la partita n.11. Le premesse non erano delle migliori data l'assenza del big-man nonchè primo terminale offensivo, DeMarcus Cousins. A nulla sono servite le ottime prestazioni del suo sostituto Kousta Koufos (16 punti e 10 rimbalzi) e del solito Rajon Rondo (16 punti e 16 assists). Non è bastata neanche la grande prestazione di Marco Belinelli che, partendo dalla panchina (ma resterà in campo per 33 minuti risultando il secondo giocatore più utilizzato in tale match), finisce per essere il top-scorer della squadra in maglia viola con 17 punti grazie al suo 7/12 dal campo. Pessima giornata per Rudy Gay che chiude con soli 2 punti (1 conclusione a segno su 13 tentate) in poco meno di 27 minuti. I Minnesota Timberwolves vincono quindi la terza partita consecutiva impattando il proprio record sul 50% (8 W e 8 L). Tra i giovani lupi ottime le prestazioni al tiro di Andrew Wiggins (22 punti), Zach LaVine (19 punti e 8 rimbalzi) e di Shabazz Muhammad (15 punti in 15 minuti dalla panchina). Continua invece il periodo di “magra” per Karl-Anthony Towns che comunque gioca una solida partita fatta di 7 punti e 8 rimbalzi;

Terminiamo rimanendo in California, andando a Los Angeles, sponda Clippers. La truppa di coach Rivers ottiene segni di ripresa da due giocatori fondamentali quali Blake Griffin e JJ Redick, fermo restando il sempre decisivo contributo che Chris Paul porta ad ogni allacciata di scarpe. Nella vittoria di oggi contro i New Orleans Pelicans vanno menzionati i 17 fondamentali punti che il figlio di Doc, Austin Rivers, porta alla causa. Per i pellicani della Lousiana arriva un brutto risveglio dal sogno “rimonta playoff”. Oltre ad incassare la sconfitta n.12 (dopo un intervallo di 3 vittorie consecutive), tutta la società incassa la notizia dell'ennesimo infortunio della stagione. La vittima illustre è nuovamente Anthony Davis, che già aveva saltato qualche incontro in queste prime 16 partite sempre per problemi fisici. Nella partita di stanotte l'infortunio (si tratterebbe comunque di una semplice contusione al ginocchio destro) è stato causato in modo particolare. Su un contropiede lanciato dei Clippers, CP3 si è volontariamente spostato sulla sua sinistra per essere “tamponato” da AD che stava correndo per ritornare in difesa. Il giocatore si è subito accasciato a terra per il dolore e non è stato in grado di tornare negli spogliatoi sulle proprie gambe. Con i prossimi accertamenti si riuscirà a capire quante partite Davis dovrà saltare, nel prossimo futuro, prima di ristabilizzarsi completamente. Unica nota positiva per la squadra di Alvin Gentry è stata l'ennesima prestazione convincente di Ish Smith (15 punti e 10 assists), sicuramente la più bella sorpresa postivia dall'inizio della stagione.

Leo Lucio Screnci