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Il meglio ed il peggio della notte NBA – 22/12/2015

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La parola che descrive meglio la stagione dei Sacramento Kings è incostanza. Alternano ottime e sorprendenti prestazione, contro squadre ben più quotate alla vittoria, a partite deludenti che causano sconfitte evitabili. Questo è quello che è accaduto questa notte, dove gli uomini di coach Karl hanno perso in casa dei Washington Wizard privi di Bradley Beal e con un John Wall impreciso al tiro ma che riesce a mettere benissimo in ritmo i compagni (19 assists per lui). Neanche la prestazione di Marco Belinelli (15 punti uscendo dalla panchina) è servita a qualcosa. Arriva la sconfitta e l'ottavo posto ad Ovest resta un miraggio.

Dopo le voci che volevano David Lee sul mercato, coach Stevens risponde proponendo il lungo ex Warrior titolare dal primo minuto. L'ex all-star risponde presente e chiude con 13 punti e 8 rimbalzi. Per gli sconfitti Minnesota Timberwolves ottima prestazione della premiata ditta WigginsTowns. La matricola dell'anno della passata stagione termina con 26 punti mentre la probabile matricola dell'anno di questa stagione chiude con 25 punti e 16 rimbalzi. Con tale vittoria i Celtics rimangono attaccati al treno playoff.

I New York Knicks non riescono a superare neanche in questa occasione il muro del 50% di vittorie e crollano in casa contro gli Orlando Magic. Per gli orange and white di New York ottima prova di Carmelo Anthony, che chiude con 23 punti ma è costretto ad uscire nei minuti finali della partita a causa di un infortunio (in dubbio la sua presenza nel prossimo match contro i Cleveland Cavaliers), e di Lance Thomas (24 punti in 26 minuti con 9/9 al tiro). Dure accuse mosse, a fine partita, a coach Fisher; accusato di aver tenuto seduto per troppo tempo Kristaps Porzingis (altra brutta prestazione per il lettone “crollato” al cosìdetto rookie-wall) e di non aver saputo opporre rimedio allo strapotere fisico di Nikola Vucevic (MVP della partita con 26 punti e 9 rimbalzi).

Senza Damian Lillard, costretto ai box (a causa di una fascite palantare) per la prima volta nella sua intera carriera NBA, i Portland Trail Blazers non riescono ad opporre resistenza ai ritrovati Atlanta Hawks che vincono agilmente in casa. Quarta W consecutiva per la franchigia della Georgia che ritorna ai vertici della Eastern Conference. Attualmente la classifica dice secondo posto, a pari merito con i Miami Heat, e vetta distante olo 2 partite e mezzo. Play of the game? Senza ombra di dubbio la reazione di Dennis Shroeder ad un fortuito scontro di gioco contro un avversario. Il play tedesco perde un dente, lo raccoglie, lo conserva nel calzettone e riprende a giocare.

Sembra che i Chicago Bulls non si siano ancora ripresi dalle fatiche delle ultime 2 partite (4 overtime disputati contro i Detroit Pistons e partita in back-to-back contro i New York Knicks) e perdono malamente in casa contro i Brooklyn Nets. Le solite solide prestazioni di Pau Gasol (20+9) e di Jimmy Butler (24 punti) non bastano per raggiungere la vittoria. Se poi all'equazione aggiungiamo l'imprecisione di Derrick Rose (solo 3/11) il risultato non può essere che una sconfitta. Tra le fila dei Nets fondamentali sono state le prestazioni di Brook Lopez e di Thaddeus Young (entrambi hanno concluso in doppia doppia di punti-rimbalzi).

Momento di forma opposta per i Houston Rockets ed i Charlotte Hornets. I primi, dopo un avvio di stagione disastroso, stanno lentamente risalendo la corrente e con la vittoria della notte si avvicinano pericolosamente alla quarta piazza della Western Conference, occupata attualmente dai Dallas Mavericks. Per i secondi, dopo un avvio di stagione tanto incoraggiante quanto inaspettato, arriva la seconda sconfitta di fila che li colloca, momentanemaente, oltre l'ultima posizione utile per partecipare ai playoff. Le chiavi di lettura della partita sono i 36 punti di James Harden, da una parte, ed il 6/21 combinato di Nicolas Batum e Kemba Walker dall'altra.

L'AT&T center è per il momento un fortino inespugnabile. Sedicesima partita disputata da inizio stagione e sedicesima vittoria ottenuta dai padroni di casa. Per i San Antonio Spurs la partita si rivela più facile del previsto, grazie sopratutto ai problemi di tiro dell'avversario più temibile in maglia Indiana Pacers. Paul George termina con 1/14 e così gli uomini di coach Popovich, che trova anche il tempo durante la panchina di far notare al suo ex giocatore George Hill il suo nuovo “particolare” colore di capelli, vanno subito in vantaggio e si limitano ad amministrare per tutti i 48 minuti.

Dopo alcune prestazioni deludenti di Brandon Knight, coach Hornacek cerca di mischiare le carte in tavola. Le sue decisioni sono panchina per l'ex Milwaukee Bucks e dentro, al suo posto, il rookie Devin Booker. Il risultato non cambia ed arriva la sconfitta in casa degli Utah Jazz (saldi al posto n. 8 della conference occidentale). Se Knight, in questa partita, reagisce alla sua “bocciatura” portando in dote alla squadra 26 punti partendo dalla panchina, ci pensa Eric Bledsoe a vanificare tutto terminando con 2/10 dal campo.

Concludiamo con quello che è stato, senza ombra di dubbio, il big match della serata: Oklahoma City Thunder @ Los Angeles Clippers. I protagonisti sono i soliti volti noti che, puntualmente, non si fanno attendere. Da una parte Kevin Durant (24 punti, ma solo 1/7 da 3, 9 rimbalzi e 7 assits) e Russell Westbrook (33 punti, 5 rimbalzi e 7 assits). Dall'altra Chris Paul (32 punti, 5 rimbalzi e 10 assits) e Blake Griffin (15 punti, a causa di un rivedibile 7/21 al tiro, 7 rimbalzi e 5 assists). La partita si chiude negli ultimi secondi quando, sul risultato di 99 a 98 per i padroni di casa, KD riceve palla in uscita dal timeout e segna il jumper da 2 punti che da il vantaggio alla propria squadra. Conclude l'opera nell'azione successiva dove stoppa il tiro della vittoria di CP3. Dopo questa partita i Thunder continuano la loro rincorsa a Spurs e Golden State Warriors mentre i Clippers scivolano in sesta posizione, superati dai Mavericks, vedendosi avvicinare anche i Rockets.