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Il meglio ed il peggio della notte Nba 19-02

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Clippers dominanti: Nelle sole tre partite disputate nella notte Nba, la più importante si giocava probabilmente allo Staples, dove i Clippers (senza il nuovo arrivato Jeff Green) ospitavano gli Spurs. Risultato? Tanto a poco. Los Angeles ha sostanzialmente dominato la partita dall'inizio alla fine, trovando buone soluzioni offensive ma soprattutto limitando difensivamente l'attacco degli Spurs. Detto di un Griffin tornato quantomeno in panchina dopo la nota rissa con l'amico magazziniere, in campo il solo Chris Paul da 28 punti e 13 assist ha dominato una contesa priva di contenuti rilevanti, non fosse altro perchè nei neroargento mancava l'uomo più decisivo della squadra, ovvero Kawhi Leonard. Senza la propria stella, fermato da un infortunio al polpaccio che probabilmente lo priverà anche dalla partita contro i Lakers nella trasferta a Los Angeles, San Antonio non ha trovato soluzioni da un Aldrige spento (10 punti con un 3/12 dal campo), un Duncan comprensibilmente ancora indietro di condizione, ed un Parker a corrente alterna. Soddisfazione (comprensibile) per Doc Rivers, al primo successo stagionale contro una delle migliori tre squadre delle rispettive Conference. Nonostante ciò continua la situazione paradossale di una squadra che ha vinto 19 delle ultime 24 partite senza Blake Griffin, ovvero la seconda stella designata (se non prima a volte) insieme a Chris Paul: le incognite sul futuro Clippers, una volta reintegrato Griffin dopo l'infortunio e la squalifica, sono decisamente ingombranti. Meglio godersi il momento, valutando il possibile ottimo innesto di Jeff Green, per poi fare i conti a ridosso dei playoff.

Popovich spiega in sintesi i problemi offensivi della sua squadra… [youtube=https://youtu.be/pyqfegZMiyM]
Cleveland in scioltezza: Se Clippers-Spurs ha deluso le attese, la partita di Cleveland contro i Chicago Bulls non è mai sostanzialmente iniziata. Troppe le mancanze in casa Bulls, sia da un punto di vista tecnico (Mirotic Noah e Butler) che prettamente mentale, dove fino a qualche ore prima della palla a due si parlava ancora in una trade per Pau Gasol. Le uniche notizie positive per i “tori” sono il rientro di Dunleavy dopo un lungo calvario, e la prestazione di Rose da 28 punti, aggressivo fin dal primo minuto nell'attaccare il ferro, pur con qualche definitivo chilometro/orario in meno nel suo “motore”. Sotto di 15 punti nel primo tempo, Chicago aveva abbozzato una reazione chiudendo i primi 24 minuti con soli 6 punti di svantaggio (48-42), prima di crollare in un'impresa in cui probabilmente non credevano nemmeno gli stessi giocatori. 25 con 9 rimbalzi e 9 assist la prestazione di ufficio di LeBron James, senza nemmeno sforzarsi più di tanto, mentre si aspetta in casa Cavs di inserire Channing Frye, aumentando ancor di più la batteria di tiratori a disposizione della propria stella indiscussa.

Rilancio Washington?: Ok, non sarà di certo una vittoria – seppur rotonda – contro gli Utah Jazz a poter rilanciare la negativa stagione dei Wizards fino a qui, però è opportuno dare un'occhiata al mercato. Proveniente dal deserto di Phoenix (geografico e tecnico), Markieff Morris potrebbe essere un'arma a doppio taglio, ovvero o il giocatore che ti può far fare il salto di qualità – un “4” tiratore serviva come il pane a coach Wittiman – oppure il definitivo crollo di una stagione partita male e potenzialmente conclusa peggio. Molto dipenderà anche dallo stesso Morris, il cui talento sembra calzare perfettamente per questa squadra, mentre sul carattere qualche – comprensibile – riserva occorre tenersela. La sensazione è che Washington possa lanciarsi definitivamente dopo questa pausa dell' All-Star Game, come fece l'anno scorso: per eventuali valutazioni non rimane che aspettare ed ammirare il solito Wall dominante.

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Stefano Chiossi