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Il meglio ed il peggio della notte Nba 18-12

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La discontinuità dei Thunder: Difficile valutare oggettivamente gli Oklahoma City Thunder, provenienti da 6 vittorie consecutive ed ospiti nel big match della notte dei Cleveland Cavaliers. La sconfitta in sè non sorprende più di tanto, Cleveland al netto delle assenze di Mo Williams, Shumpert e dell'ormai rientrante Irving poteva vantare un record casalingo di 10-1, interrotto solo dalla sciagurata sconfitta contro i Wizards. Eppure sono le modalità a lasciare perplessi. Okc dopo aver dominato i primi 18 minuti del match arrivando fino al +12 (40-28) è riuscita a subire un clamoroso break di 18-0, perdendo completamente il filo della partita e trovandosi improvvisamente sotto (40-46). Nonostante ciò la squadra di Billy Donovan aveva ripreso in mano la partita nel corso del secondo tempo, prima di abbandonarla definitivamente ad inzio ultimo periodo con alcuni atteggiamenti inspiegabili, trovandosi nuovamente sotto di 10 punti e fermandosi alle ultime due triple sbagliate di Westbrook e Durant per forzare l'Overtime. I 75 punti del trio (dove si aggiunge Ibaka), la partita quasi perfetta di Westbrook (offensivamente migliorato enormemente nelle letture della partita, sulla fase difensiva sorvoliamo…) ed un buonissimo Durant non sono bastati contro una Cleveland rimaneggiata – trascinata dal solito James (33 punti ed 11 assist) e da un Love sempre più gregario ma fondamentale nei possessi decisivi – ed apparentemente inferiore ai Thunder, ma alla fine dei conti vincente. Limiti di Okc o meriti di Cleveland? Non semplice da valutare, certamente però le due squadre hanno dimostrato un livello mentale completamente differente in favore della squadra dell'Ohio e questo – sfortunatamente per Durant e soci –  difficilmente si può allenare.

Farewell Tour: “Un concerto o uno show che intende celebrare il ritiro di un cantante o lo scioglimento di un gruppo”. Dovreste aver sentito spesso questa parola in queste ultime 3 settimane, ovvero da quando Kobe Bryant ha annunciato il (doloroso) ritiro a fine stagione. Vogliamo partire da qua per descrivere la partita tra Lakers e Rockets allo Staples, della quale si parla per un solo motivo, ovvero l'incredibile schiacciata – rapportata alla sua età – di Kobe Bryant su Clint Capela da assoluto “Vintage Kobe”. Ecco, ma la partita? Vittoria dei Rockets che fermano la loro striscia di 4 sconfitte consecutive contro i gialloviola, ovvero l'ultima squadra contro la quale avevano vinto, aggiornando il record della squadra di Scott ad un impietoso 4-18. Qui torniamo al Farewell Tour: sembra infatti che l'intera franchigia abbia ormai approcciato questa stagione essenzialmente per celebrare Kobe Bryant, che da una parte distoglie l'attenzione (positivamente) verso una squadra mal costruita e probabilmente ancor più mal allenata, ma dall'altra parte sembra fornire una scusante per prestazioni difficilmente commentabili. Ricordando che la scelta al Draft dei Lakers è protetta nelle prime 3 posizioni (in caso contrario passerebbe ai Philadelphia 76ers)  sembra chiara la posizione all'interno della dirigenza, ed il secondo peggior record della Lega probabilmente è li a dimostrarlo. Pur costruita male e catapultata in situazioni contingenti, il roster gialloviola non è da 4-18 dopo le prime 22 partite, ma se le scelte sono queste il risultato non può essere diverso. Programmazione? Ciò che sperano i tifosi gialloviola, anche se ultimamente le scelte dirigenziali non sono state esattamente inappuntabili. Ah, queste giocate qui bisogna saperle fare anche a 37 anni comunque.

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Il disastroso OT dei Raptors: Premessa necessaria: sul 90 pari della partita tra Charlotte Hornets e Toronto Raptors, Kemba Walker perde palla in un tentativo mal riuscito di Pick and roll, catturata prontamente da DeRozan. Qui la guardia dei Raptors, con 4 secondi da giocare, sembra perdere il tempo dell'azione, salvo poi involarsi verso il canestro avversario ed iniziare un terzo tempo da poco oltre la metà campo: proprio in questo preciso istante il fischio degli arbitri ferma la partita, timeout Casey con 7 decimi da giocare, non avvadendosi però del fatto che l'improbabile tiro scoccato dalla sua guardia fosse finito incredibilmente nel cesto, consegnando virtualmente la vittoria ai Raptors. Tra la disperazione dei giocatori il successivo schema si conclude con un nulla di fatto, trascinando la partita all'overtime. In 5 minuti di extra-time, i Raptors riescono a subire un parziale di 19-9, crollando completamente dal punto di vista mentale. Sul tabellino finale saranno 31 i punti per DeRozan, mentre dall'altra parte torna la “Linsanity” per una notte grazie ai 34 a referto per Jeremy Lin, in una partita sostanzialmente buttata via – più o meno colpevolmente – dalla squadra canadese.

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Stefano Chiossi