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Il meglio ed il peggio della notte NBA – 12/12/2015

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– Non basta la doppia doppia di Chris Bosh e l'ottima partita disputata da Dwayne Wade (20+5+5). Gli Indiana Pacers ritornano a difendere come ci avevano abituato in questo primo pezzo di stagione e portano a casa un'agile vittoria. Tra le file della squadra di Indianapolis mgiliore prestazione stagionale del nuovo arrivato Monta Ellis che ritorna ai suoi soliti livelli offensivi, ai quali ci aveva abituato sin dai tempi di Golden State, siglando 24 punti. Oltre The Mississippi Bullet, i padroni di casa ottengono una sorprendete prestazione del centro di orgigini francesi Ian Mahinmi che segna 18 punti (career high) ai quali aggiunge 12 rimbalzi. Con delle prestazioni individuali simili, Paul George si può permettere di giocare una partita “normale” senza mettere a repentaglio la vittoria;

–  Non poteva esserci modo migliore per festeggiare il rientro il campo dopo l' infortunio al polso che lo aveva costretto a saltare quest'inizio di regular season. Iman Shumpert entra dalla panchina nella partita contro gli Orlando Magic e aiuta la sua squadra ad ottenere una facile vittoria contro i padroni di casa. L'ex Knicks riprende da dove aveva lasciato, cioè da tanta difesa aggressiva e triple realizzate. Con un pò di fortuna, nel giro di qualche settimana, coach Blatt avrà recuperato al 100% della forma la shooting guard titolare. Non pervenuti in campo gli uomini di Scott Skiles che, dopo una serie di gare impegnative ravvicinate, si prendono un giorno di riposo al cospetto di LeBron James che chiude con 25 punti;

– Altra partita e altra sconfitta dei Philadelphia 76ers, nella settimana più chiacchierata della loro intera stagione. Oltre alla conferma di coach Brown, con il prolungamento del contratto per altri 2 anni, e l'assunzione di Jerry Colangelo nel direttivo dei sixers; conitnuano a circolare voci che riguardano sia l'assunzione di coach D'Antoni come assistente di Brett e sia l'attuale proprietà alla ricerca di nuovi acquirenti. In questo subbuglio i padroni di casa perdono l'ennesima volta. Unica nota positvia è l'attestato di stima di coach Van Gundy per Jahlil Okafor“E' il giovane lungo offensivamente più abile che abbia mai visto dai tempi di Duncan”;

– Vittoria n.24 dall'inizio della regular season a fronte di 0 sconfitte. Superati i Miami Heat come seconda squadra a far registrare la winning-streak più lunga della storia NBA, ora davanti a loro solo i Los Angeles Lakers con le loro 33 vittorie. I Golden State Warriors sono inarrestabili. Ci hanno provato e sono andati molto vicini all'impresa i Boston Celtics. Hanno trascinato i campioni in carica a 2 supplementari e hanno avuto la palla della vittoria nella mani di Isaiah Thomas. Superano anche questa difficoltà e continuano il loro viaggio ad East non conoscendo ancora la parola sconfitta. Tra i giocatori della baia buona prova di Stephen Curry che termina con 38 punti (ma un insolito 33% dal campo) e di Draymond Green che è il primo giocatore dai tempi di Hakeem Olajuwon, nel 1993, a mettere in mostra una prestazione da 5X5 (24 punti, 11 rimbalzi, 8 assists, 5 palle rubate e 5 stoppate). Nella squadra di casa ottima prova difensiva di Avery Bradley che riesce a far sudare le proverbiali sette camicie a Steph. Grande prova, partendo dalla panchina, anche di Kelly Olynyk che termina con 28 punti e 6 rimbalzi.

Nelle altre gare non si può non menzionare la sconfitta dei Los Angeles Lakers in casa dei San Antonio Spurs. Commovente il lungo abbraccio tra Tim Duncan e Kobe Bryant e tra quest'ultimo e Gregg Popovich. Il passaggio di testimone tra i lacustri è sempre più evidente, con D'Angelo Russell che termina con 24 punti (career high), 6 rimbalzi e 6 assits. Continuano a stupire i Charlotte Hornets che sono ad 8 vittorie nelle utltime 10 gare e si trovano saldamente in seconda posizione nella Eastern Conference con un record complessivo di 14-8, a solo 1 gara di distanza dai Cavs capolisti. Nella notte hanno dominato sul parquet avversario dei Memphis Grizzlies, nonostante un notevole parziale negativo subito nel primo quarto. Ottima la prestazione di Kemba Walker che, sempre più alla guida della truppa di Michael Jordan, chiude con 33 punti, 5 rimbalzi e 6 assists. Si decidono invece negli utlimi istanti le partita giocate a Denver e a Salt Lake City. Nella prima i Minnesota Timberwolves vengono sconfitti dopo un tempo supplementare dai padroni di casa. A decidere il tutto è Danilo Gallinari che nell'ultimo minuto sale in cattedra e con 6 punti consecutivi, 2 jumper e 2 tiri liberi, regala la vittoria alle pepite. Per i lupi del Minnesota menzione speciale per Kevin Garnett che, superando Karl Malone, diventa il giocatore con più rimbalzi difnsivi raccolti nella storia dell'NBA. Nell'altra partita decisa negli ultimi istanti, alla voce clutch shot citofonare a Kevin Durant. L'MVP del 2014 termina con 21 punti ma i più decisivi sono quelli che danno il vantaggio ad OKC, per 89 ad 87, con meno di un minuto da giocare. Da quello svantaggio gli uomini di Snyder, ancora privi di Rudy Gobert, non risuciranno più a risalire.