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Il meglio ed il peggio della Notte NBA 10/1

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7 partite nel sabato notte NBA. Si parte da Los Angeles, dove i Clippers confermano la loro maggiore facilità nel giocare senza Blake Griffin e lanciano più di un campanello di allarme in vista del rientro del N.32: è davvero lui a arrugginire un meccanismo offensivo che da due settimane a questa parte non conosce sconfitta e sta mostrando in fluidità raramente vista negli ultimi anni? Di certo avere un giocatore da 25 e 10 non è un problema, ma va sfruttato in modo diverso senza intaccare i ruoli degli altri giocatori che stanno emergendo dopo un difficile inizio di stagione (Pierce e Reddick su tutti). Los Angeles vince di 16 contro gli Hornets, incappati invece in un mese negativo dopo le scintille e i complimenti di inizio stagione. L'ultimo ad alzare bandiera bianca per la franchigia di MJ è Lin, con 26 punti, ma dall'altra parte Reddick, Crawford, Paul e Jordan (come sembra bestiale sotto le plance) confermano i progressi e archiviano senza fatica la pratica. Ad Atlanta i Bulls tentavano di prolungare la striscia di vittorie, marcata sopratutto Jimmy Butler. Il primo tempo però vede i padroni di casa decisamente più frizzanti e capaci di chiudere avanti di 13 grazie al buon impatto di Scott dalla panchina e alla verve di Teague, Korver e Horford su tutti. Chicago trova risposte nei soli Mirotic e Gibson. Il secondo tempo vede i Bulls avvicinarsi più volte grazie a Butler e a sprazzi di Rose, ma Atlanta ha Horford su tutti in formato All-star che chiude a 33 punti con 15/21 al tiro, a cui aggiunge 10 rimbalzi e 6 assist. La sua prestazione totale è la vera chiave del successo Hawks, che spezzano la striscia di vittorie di Chicago portandosi a mezza partita proprio dal team di Hoiberg. Chi cerca un posto in paradiso ma finora sta deludendo è sicuramente Washington, complice anche l'infortunio di Beal. I Wizards, appena decimi nella Eastern (a dir la verità estremamente competitiva quest'anno), vincono di 6 contro i Magic, appena sopra di loro e invece protagonisti di un campionato finora al di sopra delle aspettative. Tanto per cambiare, nel 105-99 dei capitolini, grande contributo lo offre Wall (24 punti e 10 assist), ben supportato dal resto del quintetto interamente in doppia cifra e dall'importante prestazione di Neal partendo dalla panchina (17). Orlando si arrende nonostante una buona prestazione del collettivo su cui svettano ovviamente i soliti Vucevic (23) e Oladipo (20), quest'ultimo finalmente sulla via della “normalità” dopo una prima parte di stagione al di sotto delle aspettative. Terza W di fila per i Pistons, settimi a Est, che sempre sull'asse Jackson-Drummond (23 ciascuno) battono abbastanza agevolmente i Nets per 105-89. Nella squadra di Prokhorov si salvano Joe Johnson e Lopez, ma l'aria che tira induce a pensare che le ultime due star dell'ambizioso progetto che il russo aveva fino a 2-3 anni fa verranno cedute per iniziare una ricostruzione seria. Terza vittoria in fila anche per i Raptors, che affrontavano il fanalino di coda Philadelphia, per una sfida dall'esito ampiamente prevedibile. I canadesi hanno la meglio grazie ai 25 di Lowry, 19 di DeRozan e 17 di Valanciunas, il cui rientro sembra aver dato nuovo slancio a Toronto, ora terza a Est a mezza partita dai Bulls secondi. Di Philadelphia, invece, c'è veramente poco da dire: basti pensare che qualche giorno fa si parlava di Elton Brand e Jason Richardson, giocatori ritirati, per dare un po' di ordine a un gruppo di matricole talentuoso ma abbastanza indisciplinato dentro e fuori dal campo. Un dato sorprende dei Miami Heat, sorprendente a dir poco: 11-12 di record contro avversarie della Eastern, 11-2 contro il temuto Ovest. Beh, per quelle sconfitte contro team della Western fate 3. Nella notte i Jazz vincono infatti 98-83, trascinati da un Hayward finalmente a lucido (34 punti) e che da solo porta i suoi alla vittoria. Per Miami brutta prova di Wade (3-17) e Bosh (24) può davvero poco da solo. La squadra di Spolestra scivola al quinto posto, complice anche la vittoria di Atlanta sui Bulls. La vera notizia nella vittoria dei Warriors 128-116 sul parquet dei Kings non sta tanto nei 38 di Curry (sempre marziano, 8/14 dall'arco) ma nel fatto che Green non ha messo la solita tripla doppia: “solo” 25 punti, 9 rimbalzi e 4 assist. Ciò nonostante, ai Warriors risulta abbastanza agevole battere Sacramento, ovviamente trascinata da Cousins in versione “miglior centro della Lega” già da qualche settimana, e portarsi sul 35-2 di record, miglior partenza ogni epoca.