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Il meglio ed il peggio della notte NBA 1-12

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– Warriors 19-0: gli Utah Jazz ci hanno provato e ci sono andati veramente vicini, solo un grande Steph Curry nel finale ha evitato la prima sconfitta stagionale dei Warriors portando i campioni NBA ad un incredibile 19-0. I Jazz si inchinano solo all'MVP che realizza 10 dei suoi 26 punti nella seconda metà del quarto periodo e soprattutto mette a referto 5 punti negli ultimi 60″, decisivi per il successo finale. Utah fallisce a pochi secondi dalla sirena una tripla con Hood che con ogni probabilità avrebbe regalato la vittoria e si deve arrendere dopo un match ben giocato. In casa Warriors solita prestazione solidissima di Draymond Green ancora una volta vicinissimo alla tripla doppia con 20 punti, 9 rimbalzi e 7 assist, per i Jazz 24 punti di Hayward, 23 punti e 10 rimbalzi di un eccellente Favors.

Bulls che difesa! Spurs KO: I Chicago Bulls mostrano sprazzi di difesa vecchio stampo e con merito superano a domicilio gli Spurs che nel finale hanno per ben due occasioni con Leonard e Parker per pareggiare la contesa e mandarla all'overtime. I texani pagano a caro prezzo la scarsa mira nel tiro pesante (2/14) e l'apporto inconsistente di una panchina che questa volta tradisce in modo clamoroso le aspettative (30-15 Bulls il fatturato delle due panchine). I Bulls dal canto loro pur con qualche imprecisione di tropo nella costruzione del gioco giocano con grande energia soprattutto nella propria metà campo impedendo canestri facili agli avversari, importante la prova sotto i tabelloni di Pau Gasol (18 punti e 13 rimbalzi), agli ospiti non bastano i 23 punti di Leonard e la doppia doppia da 21 punti e 12 rimbalzi di Aldridge.

– Thunder e Heat KO: OKC spreca un vantaggio di 4 lunghezze a 2'20″ dal termine e viene rimontata dagli Hawks. Troppi gli errori dei Thunder nei possessi decisivi della partita che ancora una volta dimostrano come non ci sia sicurezza in questo sistema di gioco basata sullo strapotere del duo Westbrook-Durant (59 punti in due sui 100 della squadra). Gli Hawks hanno il merito di crederci fino alla fine e con un Teague formato All-Star e decisivo quando contava di più portano a casa una importante vittoria. Brutto KO anche per gli Heat battuti a domicilio dai Celtics, anche in questo caso lo strapotere della coppia Wade-Bosh (51 punti in 2) coincide con un apporto poco concreto del resto del team ed i Celtics ne approfittano vincendo il match con merito grazie ad una prova corale di alto livello (6 uomini in doppi cifra). Ancora una volta top scorer Bradley con 25 punti, per lui e per i Celtics il momento di grande forma continua.

– Rockets è ancora buio: I Detroit Pistons abusano dei Rockets nel primo tempo arrivando fino al +28 poi perdono le redini del match vedendo gli ospiti arrivare fino al -4 ma nel finale hanno la forza per ricacciare indietro gli avversari e conquistare la nona vittoria stagionale. Reggie Jackson (31 punti) ancora una volta imprendibile per la modesta difesa di Houston ed anche Andre Drummond, pur con i soliti tremendi problemi dalla lunetta (4/18), stravince il duello sotto i tabelloni con Dwight Howard. In casa Rockets 29 punti per James Harden ma l'inconsistenza di questa squadra resta preoccupante, soprattutto nella propria metà campo l'applicazione dei Rockets non è sufficiente per poter aver successo.

– Kings OK, Nuggets disastrosi: fortune alterne per gli italiani impegnati nella notte, i Kings di Marco Belinelli tornano alla vittoria battendo con autorità a domicilio i Mavs. Il ritorno di Cousins (31 punti) spiana la strada ai padroni di casa, capaci di rimontare un -14 maturato in avvio di match. Per Marco soli 2 punti in 15' di impiego, a fine partita l'azzurro confesserà di aver avuto una serata di grande stanchezza e di aver messo poca energia in campo. Poca l'energia messa in campo anche dai Nuggets sconfitti nettamente a Milwaukee dai non irresistibili Bucks di questo avvio di stagione, ancora una volta Denver paga un secondo tempo giocato in modo orribile in attacco con pochissimo movimento di palla e con idee a dir poco confuse, ne sono dimostrazione chiara le 24 palle perse ed i soli 74 punti messi a referto, numeri che non lasciano spazio a valutazioni positive sulla prestazione di Denver. Il nostro Danilo Gallinari è il top scorer dei suoi con 13 punti (3/8 dal campo) ma anche la sua prova è poco lucida e confusionaria al pari di quella di una squadra incapace di produrre una pallacanestro con un minimo di qualità.