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NBA

Il meglio ed il peggio della notte Nba 08-01

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Bulls a forza sei: Sesta vittoria consecutiva, nona partita oltre quota 100 punti realizzati sulle ultime nove disputate e secondo posto consolidato – seppur nella ristrettissima classifica – nella Eastern Conference. Questi i numeri dei Chicago Bulls che vincono anche contro i Boston Celtics (al contrario in calo, quarta sconfitta nelle ultime cinque) sul parquet amico, continuando nell'ottimo periodo di forma. Se le idee offensive di Hoiberg, soprattutto per quanto riguarda il “ritmo”, stanno iniziando ad emergere, c'è ancora da lavorare sulla fase difensiva. Non inganni il 35% concesso a Boston nella notte, più episodico rispetto alle più negative prestazioni contro Bucks e Raptors nonostante siano coincise con due vittorie. Sono però innegabili i passi in avanti nella metà campo offensiva dove non a caso Butler infila la seconda partita consecutiva con almeno 10 assist ( a fronte delle zero nelle sue precedenti annate), Gasol continua ad essere un fattore (17+18 rimbalzi) e dove Rose ha raggiunto un livello accettabile, tenendo ben presente che comprensibilmente non sarà più il giocatore dell'annata da Mvp. Dubbi sul quintetto con Mirotic da “3” che porterà inevitabilmente la dirigenza dei Bulls quantomeno a considerare una trade, al netto di 5 lunghi (il positivo Portis, non una sorpresa, compreso) di grande livello da dover ruotare. Che siano i rivali più accreditati ai Cavaliers nella Eastern Conference era noto da inizio stagione, ora i Chicago Bulls hanno finalmente iniziato a mostrarlo anche sul parquet.

Dr Jekyll o Mr Hide?: Probabilmente è la domanda che si sta ponendo anche un Geroge Karl assolutamente furioso a fine partita, nonostante la vittoria dei suoi Kings sui Lakers. Il  motivo? Presto detto. Sacramento dilapida un vantaggio di 27 punti alla fine del terzo periodo vedendosi addirittura sotto (108-109) a 3 minuti dalla fine contro i giovani gialloviola, trascinati dal career high di Russel (27 punti). Qui qualche palla persa di troppo di un – seppur positivo – Clarkson ed il “floater” di Rondo a 22 secondi dalla fine permettono ai Kings di rivincere la partita, ma non di evitare l'ira del proprio coach a fine partita. Nonostante partite come queste, la sconfitta contro i 76ers ed uno spogliatoio infuocato, “Sacto” si trova  a mezza partita di distanza dagli Utah Jazz per l'ottavo posto, un miracolo. Il talento da playoff è indiscutibile, sul resto qualche dubbio rimane. Menzione anche per un Kobe Bryant all'ultima partita alla Sleep Train Arena, autore di 28 punti in 31 minuti che gli hanno permesso di scollinare quota 33000 punti: un bel modo di salutare un'Arena dalle mille indimenticabili battaglie, dove la Gara-7 del 2002 rappresenta una delle puntate più belle nella carriera della sua leggendaria carriera.

Houston ed Atlanta in controllo: Sulla vittoria degli Hawks poco da dire, basta leggere il nome degli avversari, ovvero i Philadelphia 76ers (Okafor 22 punti), ma al termine di una buona prestazione necessaria dopo la doppia cocente sconfitta contro i Knicks. Più difficile il compito dei Rockets contro i decimati Jazz che ritrovano però Rudy Gobert (6 punti e 3 rimbalzi in 15 minuti). Un Harden alla 15esima partita oltre i 30 punti trascina Houston che deve fare continuamente i conti con un Howard assente per problemi fisici di relativa importanza, ma costanti per un giocatore ormai sempre più incline ad infortuni.
 

Stefano Chiossi