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NBA

Il meglio ed il peggio della notte Nba 07-01

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Spurs invalicabili: Nella facile vittoria contro i Jazz, i San Antonio Spurs ritoccano il loro record per vittorie casalinghe consecutive, aggiornato a quota 21 su 21 gare disputate in questa stagione, ed a quota 30 se aggiungiamo le nove “W” risalenti alla scorsa annata, che permette alla squadra dell'Alamo di assestarsi a quota 30 vittorie consecutive sul parquet amico, nona striscia di sempre nella storia della Lega. Il tutto condito dalla solita distribuzione di punti (18 per Duncan, top scorer oltre ai suoi 8 rimbalzi e 6 assist) minuti (11 giocatori in doppia cifra per minutaggio, con un massimo di 25' per David West) ed assist (34 nella serata); il massimo risultato con il minimo sforzo per la vera antagonista – almeno ad Ovest – dei Golden State Warriors.

Anthony profetico: ” Nelle prossime partite incontreremo squadre di alta classifica, dovremo dimostrare lì il nostro valore per puntare ai playoff”. Parole e musica di Carmelo Anthony nemmeno una settimana fa, da li in poi New York (18-19) ha sempre vinto – eccetto la scellerata sconfitta di Chicago – compresa la partita nella notte contro i Miami Heat, costretti a concedere alla squadra di coach Fisher il 56% dal campo, ovvero la percentuale più alta per una delle tre migliori difese della Lega. Un Anthony in versione facilitatore ed un Robin Lopez da 19 punti (season high) sono ben supportati dall'ottimo lavoro di squadra, dove spicca un Derrick Williams da 13 punti in 16 minuti dalla panchina. Nel progetto quinquennale di Phil Jackson, questo secondo anno doveva essere quello del rilancio. Risultati alla mano per adesso la stagione dei Knicks può ritenersi soddisfacente, in un lungo processo di crescita che solo il tempo potrà giudicare.

Sprofondo Pelicas: Una Dalla senza gli assenti Williams Matthews Pachulia Nowitzki – tenuti a riposo da coach Carlisle in back to back dopo il doppio overtime contro i Kings – riesce incredibilmente a passare in casa di New Orlenas, ormai sempre più in crisi. Nonostante un Anthony Davis da 26 punti e 12 rimbalzi, la squadra di Gentry (arrivato per dare una svolta alla squadra) è riuscita nell'impresa di perdere una partita difficilmente commentabile. Se il record, come più volte ribadito, è critico ma non impossibile da recuperare, sconfitte come queste fanno capire come il problema per i Pelicans sia molto più ampio. Al netto di infortuni e partite sfortunate è chiaro come questo nucleo non riesca a rendere secondo le aspettative. Se a ciò aggiungiamo un mercato difficilmente attuabile, a causa di “contrattoni” garantiti, la situazione non si presenta semplice da risolvere. La possibilità di qualche trade potrebbe portare benefici ad una squadra destinata – nonostante Anthony Davis – ad essere la più grande delusione della stagione.

Bargnani al palo: 3 punti in 6 minuti di gioco per Andrea Bargnani nella sconfitta dei suoi Nets contro i Raptors. “il Mago”, nonostante fosse free-agent, ha deciso quest'estate di andarsi a giocare le sue carte in una squadra dal probabile record perdente, ma soprattutto in un roster affolatissimo nel reparto lunghi, che lo vede relegato al ruolo di quarto lungo dietro la confermatissima coppia Young-Lopez ed addirittura a Thomas Robinson. La scelta – discutibile già quest'estate – si sta rivelando un totale fallimento come risultati di squadra e personali. Tutto ciò in una stagione fondamentale per cercare un contratto remunerativo in vista della prossima stagione, che vedrà Bargnani padrone del proprio destino grazie alla player option sul contratto al minimo salariale firmato quest'estate. Inutile girarci intorno, Andrea è al punto più basso della sua carriera Nba, e le responsabilità non possono essere sempre degli altri. Una sistemazione in Europa per la prossima stagione non è più un pensiero così utopistico.

Stefano Chiossi