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Enes Kanter risponde a suo padre: “Da addesso in poi la mia famiglia sarà Gulen che ha le lacrime agli occhi.”

Luigi Liguori 9 Agosto 2016
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Non tarda ad arrivare la lunga lettera di risposta di Enes Kanter alla sua famiglia dopo che la stessa l'ha disconosciuto. Ecco quello che ha uplodato sul suo profilo twitter.

“Oggi ho perso mia madre, mio padre, i miei fratelli e le mie sorelle,  la mia famiglia e tutti i miei parenti. Mio padre mi ha chiesto di cambiare il mio cognome. Mia madre, lei che mi ha dat la vita, mi ha disconosciuto. I miei fratelli e le mie sorelle con cui sono cresciuto mi ignorano. I miei parenti non vogliono vedermi più.
Per il lavoro svolto da Gulen, cresciuto sulle lacrime delle persone devote, potrebbero essere sacrificati non uno ma migliaia di Enes. Io sacrificherei mia madre, mio padre e l'intera famiglia per il bene di Gulen.
Io darei la mia testa per quesot caso. Spero che Dio prenda  la mia vita e la dia a Gulen. Io sacrificherei il mio paradiso e camminerei nell'inferno per questa causa. Il mio amore per Gulen è molto di più forte di quello verso mia mamma, mio padre i miei fratelli e le mie sorelle. 
Mia madre e mio padre sarebbero sacrificate per te, per questa causa. Non ci sono dubbio. Dio si prenderà cura delle persone che supportano questa causa, Dio ci farà vincere.
Resistete mie fratelli, resistete mie sorelle. Resistete. Non perdiamo questa prova. Non diventiamo sconfitti ma vincitori. 
Da oggi i miei fratelli e le mie sorelle saranno quelli che supporteranno la causa in 171 paesi. I soldati di questa causa saranno i mie fratelli e le mie sorelle. Da addesso in poi la mia famiglia sarà Gulen che ha le lacrime agli occhi. 
I tiranni saranno cacciati presto. Resistete Dio e con noi. Con Dio dalla nostra parte non si può perdere”

Enes (Kanter) Gulen

Di seguito il tweet in originale:

 

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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