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Curry di un altro pianeta, “decima” per i Warriors contro i T-Wolves

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Minnesota Timberwolves- Golden State Warriors (116-129): 10 su 10. Golden State continua la caccia al record dei Boston Celtics della stagione 1957-58, o più recentemente dei Chicago Bulls 1996-97, capaci rispettivamente di iniziare la stagione da campioni in carica con un filotto di 13 e 12 vittorie consecutive. Per farlo si sbarazzano degli interessantissimi Minnesota Timberwolves (4-4) ancora senza vittorie in casa e nuovamente senza Ricky Rubio. La squadra di coach Mitchell non disputa una brutta partita, rimanendo sempre a contatto con i Warriors, ma purtroppo per loro Steph Curry è in serata di grazia assoluta firmando 46 punti (8/13 dall'arco) dando l'impressione di poter segnare qualsiasi cosa tiri per aria, con uno strapotere tecnico e mentale sulla partita semplicemente mostruoso, arrivando a scomodare il paragone con Micheal Jordan da parte di un certo Kevin Garnett: godersi una partita di questo Curry è un piacere assoluto, quanto ciò di meglio il basket possa offrire in questo momento. Non deve sorprendere il dato sul tiro da tre punti, 18/38 per i Warriors contro i soli 9 tentati (e 3 messi a segno) per i T-Wolves, ovvero lo Yin e lo Yang della Lega su questo specifico fondamentale, in cui Minnesota dovrà gioco forza migliorare, anche se il roster a disposizione non consente più di tanto questo tipo di gioco. Towns porta a casa la sesta doppia doppia su otto partite disputate (17+11 rimbalzi) riportando i suoi a contatto nell'ultimo quarto con un parziale di 18-2, ma prima Draymond Green (23+8 rimbalzi +12 assist) e poi un Curry da 11 punti negli ultimi 8 minuti chiudono definitivamente la contesa. 19 punti per il rientrante Wiggins.