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I numeri di Italia-Croazia: Azzurri brillanti in difesa, Hackett e Belinelli da applausi

Fabrizio Fasanella 5 Luglio 2016
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35, come i minuti giocati da un Daniel Hackett che ha tenuto in piedi tutto da solo il reparto playmaker. Il nativo di Forlimpopoli è stato l'uomo chiave della vittoria degli Azzurri con 12 punti, 8 rimbalzi e 2 palle recuperate. Da sottolineare il suo secondo quarto di dominio offensivo e la difesa da manuale su Bogdanovic nel secondo tempo. Reattivo su ogni palla e sempre coinvolto: ottima prova dell’esterno dell’Olympiacos.

25, come i punti realizzati dalla Croazia nella seconda metà di gara. L’Italia è stata discreta in difesa anche nel primo tempo, ma dalla ripresa in poi è riuscita a fare un ulteriore salto di qualità sul piano dell’aggressività. Saric e compagni, nel finale, si sono trovati davanti un vero e proprio fortino.

24, come i canestri segnati dall’Italia su ben 71 tentativi. E’ arrivata la vittoria e il primo posto nel girone, ma in attacco ci sono ancora diversi aspetti da sistemare. I ragazzi di coach Messina, in fase offensiva, sono apparsi molto statici e con poche idee: il 33.8%, quindi, è frutto di una negativa circolazione di palla e di qualche forzatura di troppo.

7, come i punti nel secondo tempo di Bojan Bogdanovic. Il giocatore dei Nets è stato inarrestabile nei primi due periodi con 19 punti a referto arrivati in tutte le salse, ma dopo l’intervallo ha sbagliato un paio di tiri facili che lo hanno messo fuori partita. La difesa degli Azzurri è stata brava a non fargli riprendere fiducia. 

19, come i punti di Marco Belinelli con 6/15 dal campo, 5/6 dalla lunetta e un paio di canestri fuori equilibrio che solo pochi eletti possono permettersi.

7, come i liberi sbagliati dai croati su 17 tentativi. Sono errori che in partite del genere, dominate dalle difese e con basse percentuali, hanno un notevole peso specifico.

5, come i rimbalzi offensivi di Danilo Gallinari (8 totali con 12 punti). L’asso dei Nuggets è stato spesso poco aggressivo con la palla in mano e ha litigato con il canestro, ma si è distinto grazie a tante piccole cose in difesa e, appunto, a rimbalzo. Poi, da vero leader, ha bucato la retina con i due canestri che nel finale hanno chiuso la pratica.

Fabrizio Fasanella

Nasce a Milano, dove vive tuttora, l’1 Novembre del 1996. Studia comunicazione e società all’Università degli Studi di Milano dopo cinque anni di liceo delle scienze umane opzione economico-sociale all’Istituto Tenca. Gioca a basket dalla terza elementare alla quinta superiore, girando diverse società milanesi e dell’hinterland. Appassionato ed esperto della stella dei Nuggets Danilo Gallinari, nel 2010 apre una pagina Facebook a lui dedicata che gli permette di farsi notare e di avere la possibilità di unire le sue due più grandi passioni: la pallacanestro e la scrittura giornalistica. All’inizio della stagione 2012-13 comincia a pubblicare i primi articoli sull’Olimpia Milano per ScoutingCenter.net (la “vecchia” versione di The Basketball Post) e già nel 2014, a 18 anni nemmeno compiuti, ha l’opportunità di vivere da giornalista accreditato le Final Four di Euroleague a Milano e le finali scudetto (nei match al Forum d’Assago) tra l’Olimpia e la Mens Sana. Verso la fine del 2014 diventa, tra le altre collaborazioni, vice responsabile di Redazione del sito assieme ad Alessandra Conti. Su Facebook lo trovate sulla pagina “Fabrizio Fasanella’s Basketball Articles”. I suoi giocatori preferiti di sempre sono il già citato ‘Gallo’, Ray Allen, Kobe Bryant, Vassilis Spanoulis, Manu Ginobili e Sasha Djordjevic. Sul web scrive anche di benessere e sport all'aria aperta.

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