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[Editoriale]: L’Italbasket, la pressione e l’essere campioni

Luigi Liguori 5 Luglio 2016
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Torino. C’è un filo invisibile che unisce i cuori di tutti gli italiani della palla a spicchi. Un filo azzurro che vede la sua origine nella cittadina francese di Lille, ma capace di passare quasi un anno dopo per Folgaria, Trento, Bologna, Biella ed infine Torino. Azzurri come allora, azzurri come due giorni fa a Bordeaux con la nostra nazionale di calcio. L’Italia dei canestri rompe il ghiaccio del temuto-amato Torneo di Qualificazione Olimpica di Torino contro una Tunisia che dura appena due quarti. Il ritorno di Ettore Messina in panchina, il trio NBA, Datome ed Alessandro Gentile, sono solo alcune note per i nostri Azzurri chiamati ad essere – per citare David Bowie – “heroes just for one day” in questo caso (si spera) almeno 6 giorni.

SENZA DUBBIO l’Italia versione 2016 è fatta di campioni, di gente che ha vinto con le proprie squadre durante l’anno, e vuole continuare a farlo per staccare un tagliando valido per le prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro. “Solo i campioni hanno pressione” ha dichiarato il Presidente FIP Petrucci e così è stato. L’Italbasket, in apnea per venti minuti, soffre una Tunisia capace di dare tanto e di chiudere sotto di soli cinque punti un primo tempo di una gara dall’esito già scontato.

L’INTERVALLO fa bene ai dodici di Ettore Messina. Fiato, testa e soprattutto gioco di squadra, sono questi gli ingredienti per un secondo tempo da urlo in cui l’attacco degli Azzurri stupisce anche i più scettici. Il 22-2 di parziale la dice lunga sull’energia mentale messa in mezzo al campo per la gioia degli oltre 9.000 arrivati al PalaOlimpico in occasione del battesimo ufficiale della Nazionale.

IL MARGINE considerevole (59-29 ad inizio quarto quarto) porta con sé in dote l’allungarsi delle rotazioni per dare spazio e riposo a tutti in vista della prossima sfida con la Croazia. Il “Mago” Andrea Bargnani incanta tutti con una partita da 15 punti, 6 rimbalzi ed un 17 in valutazione, ma nell’Italia operaia di Ettore Messina c’è anche spazio per Pietro Aradori e Marco Belinelli, quest’ultimo più simile a Jim Carrey nel film The Mask.

NEANCHE il tempo di godersi una vittoria sulla carta scontata ed è già tempo di dover pensare al prossimo avversario: la Croazia. Ukic, Stipcevic e Simon sono volti noti in Italia, Saric ed Hezonja sono le incognite in chiave nazionale in una gara decisiva per il passaggio di turno come prima della classe. Ne vedremo delle belle.

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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