Latest NewsLega A Basket

Virtus Bologna, Zanetti: “La pressione è tutta su Milano. E non vedo Bologna senza Ale Gentile”

Le parole del Patron della Virtus

Automobilismo, ciclismo, calcio e pallacanestro. Da più di 30 anni Massimo Zanetti, magnate del caffè con la Segafredo (nella foto con il suo braccio destro Luca Baraldi e il presidente Alberto Bucci) è uomo di sport e non solo a parole. Dopo averla rilanciata, la sua Virtus Bologna è attesa domani sera al Forum per la sfida con Milano. Torna la classicissima dunque, nobilitata dal nuovo corso, e anticipata dal patron bianconero con una visita in Gazzetta in cui ci racconta il nuovo corso della V Nera.
Dottor Zanetti, come nasce la sua avventura nella pallacanestro?
«Premessa: sono un uomo di sport da sempre. Bici e calcio soprattutto, ma anche la Formula 1 con la grande epopea di Ayrton Senna. Il mio basket comincia a Gorizia dove ho degli stabilimenti industriali. Il club non se la stava passando bene ed entrai in società come sponsor. Un atto di sostegno nei confronti della città, un progetto che guardava al sociale attraverso lo sport perché è così che concepisco il mio impegno. Furono anni belli e divertenti».
E la Virtus?
«La nostra azienda ha sede nel bolognese e quindi ho sempre detto che sarei tornato nel basket solo per la Virtus. Mia figlia ha fatto l’università a Bologna, sciarpe e cappellini bianconeri giravano già allora per casa. Insomma, la Virtus è una questione di famiglia, oltre che un club titolato, di grande prestigio e dal fascino irresistibile. Inoltre il progetto è condiviso con le Coop, un nostro cliente molto importante».
Si aspettava un avvio così promettente? «Sinceramente no, siamo al di sopra delle aspettative. Sapevamo di aver costruito una squadra competitiva, ma con molte novità. In genere serve tempo per diventare performanti e invece abbiamo dimostrato di poter competere con tutti. La nostra aspirazione è quella di entrate nelle Final Eight di Coppa Italia, centrare i playoff e viverli da protagonisti. I tifosi già sognano, ma il nostro piano è quello di costruire nel tempo una Virtus sempre più forte con inserimenti mirati e riportarla, nell’arco di un triennio, dove è sempre stata. Ad Alberto Bucci, persona squisita a cui sono affezionato e pilastro di questo nuovo corso, ho anche promesso di riportare il club in Europa».
Esiste una doppia Europa: quella Fiba e quella di Euroleague. Quale delle due?
«La nostra è un’azienda su scala mondiale e quindi siamo interessati ad avere uno spessore internazionale. È un passaggio ineludibile. Al contempo ribadisco che intendiamo seguire i dettami della Federazione e siamo allineati al presidente Petrucci. Il primo step quindi è la Champions League, poi l’obiettivo successivo dovrebbe essere l’Eurolega, sperando che la diatriba in atto trovi soluzione».
Lei possiede il 40% della Virtus. Prevede un impegno ulteriore?
«Direi di no. Sono per un azionariato che coinvolga anche esponenti bolognesi. Serve gente del posto, ho l’incrollabile convinzione che il club debba essere prima di tutto della città, non come succede nel calcio. Sono stato presidente del Treviso a più riprese e del Bologna e tifo Milan da sempre. Nel calcio girano cifre esorbitanti, a Milano sono arrivati a contestare Moratti e Berlusconi e ora si ritrovano i cinesi. Siamo fuori dalla grazia di Dio».
Tornando alla pallacanestro. La Virtus è anche un affare di immagine?
«Lo è. Ci sta dando grandi soddisfazioni a livello di sponsorizzazione, merchandising e immagine. Sul piano pubblicitario la pallacanestro, al pari del ciclismo, rende più del calcio dove peraltro siamo presenti in diverse realtà a cominciare dalla Juventus. Tra gli appassionati, il nostro club ha lo stesso impatto di popolarità della Juve. Il trittico Segafredo, Bologna, Basketcity si sta rivelando vincente. Tra l’altro la pallacanestro è ancora un ambiente sano, passionale e offre un prodotto altamente spettacolare».
Arrivate alla sfida con Milano dopo aver perso di un punto con i campioni d’Italia.
«Peccato. Questione di dettagli. Se i tiri liberi di Alessandro Gentile fossero entrati staremmo a raccontarci un’altra storia, ma siamo comunque convinti di essere sulla strada giusta».
A proposito di Alessandro. A fine stagione il suo contratto scade. Lo vede ancora nella Virtus?
«Bologna, il nostro ambiente, la vicinanza della sua famiglia e la presenza del fratello Stefano lo stanno aiutando a ritrovarsi. Può diventare il nostro valore aggiunto ed è chiaro che faremo di tutto e di più per tenere lui e suo fratello a Bologna. Se non dovesse arrivare l’Nba, in Europa non vedo Alessandro in nessun altro club se non nel nostro». ”
Domani la classicissima: come giudica il lavoro di coach Ramagli?
«Sta lavorando molto bene. Abbiamo allestito una campagna acquisti importante, ma tanti sono anche quelli saliti dalla Serie A-2. Mi pare si stiano gettando le basi del percorso che abbiamo in testa».
Si parla di un innesto nel settore lunghi.
«Dopo le sfide con Milano e Brescia valuteremo. Dico sì a un top player, altrimenti meglio far crescere un giovane».
Domani a Milano cosa si aspetta?
«Noi non abbiamo nulla da perdere, loro invece sono obbligati a vincere. Certo, battere Milano farebbe impazzire i nostri tifosi».
Le manca il derby con la Fortitudo?
«Sì. Speriamo venga promossa, noi vogliamo il derby in A».
La Virtus è uno dei club che ha deciso di puntare sugli italiani. «Fa parte della nostra filosofia. Abbiamo investito 4 milioni di euro su settore giovanile, foresteria e strutture».
Infine: meglio vincere il Giro d’Italia o lo scudetto?
«Il Giro. Perché è un’impresa unica nella vita. La Virtus ha vinto 15 scudetti, nessun ciclista ha vinto 15 Giri. Mettiamola così: un anno il Giro e quello dopo lo scudetto sarebbe l’ideale…».

Vincenzo Di Schiavi

Fonte: Sito Ufficiale Virtus Bologna

The following two tabs change content below.

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

recommended

In breve

The Basketball Post.Net è un portale innovativo nato come espansione della Scouting Center.Net. L’obiettivo è quello di fornire ai lettori uno strumento unico per soddisfare la voglia di pallacanestro.

Gravityscan Badge

Copyright 2017 - The Basketball Post.Net - Tutti i diritti Riservati Il sito web contiene immagini tratte da internet. Nel caso di contenuti coperti da diritti si chiede gentilmente di contattare la Redazione per la loro modifica o per una rimozione immediata.