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Verso le Beko Final8: le più grandi prestazioni individuali

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Milano 2016 rappresenta la 40esima edizione della Coppa Italia, un viatico importante per una competizione istituita nel 1968 – ma non disputata tra il 1975 ed il 1983 – e giunta alla sua formazione definitiva nel 2000, tramite l’affermazione della formula delle “Final Eight”. Analizzando le prestazioni individuali, sorprende fino ad un certo punto notare come le più formidabili siano concentrate tra gli anni ’80 e  ’90, dove una differente costruzione delle squadre garantiva maggiori responsabilità offensive a pochi specifici giocatori. In termini assoluti il miglior realizzatore di sempre per partita singola risulta essere Drazen Dalipagic, autore di 53 punti nell’allora Hitachi Venezia contro Mestre durante l’edizione 1988. Al secondo posto, sempre nella stessa edizione, troviamo i 52 punti di Joe Bryant con la maglia di Pistoia, probabilmente di fronte agli occhi interessati di suo figlio, un “tale” Kobe Bryant. Più recentemente troviamo i 45 punti del “Diablo” Esposito edizione 1999, nell’incredibile vittoria della sua Imola contro un’edizione di Varese ben al di sopra degli standard attuali: curioso ritrovarlo in panchina con la cenerentola Pistoia, in una veste da allenatore probabilmente impensabile 17 anni fa.

Gli ultimi 15 anni di “Final Eight” ci conducono ai tempi più recenti, dove il nuovo format ha spesso regalato sorprese inaspettate (la storia cavalcata di Avellino nel 2008 su tutte), ma dove di certo non sono mancate sontuose prestazioni individuali.

Quarti di Finale: Difficile dimenticare i 36 punti di un indiavolato Drake Diener nell’edizione 2013, dove la prima grande Sassari di Meo Sacchetti vinse in Overtime contro Brindisi, trascinata proprio dalle magie dei due cugini Diener, in una partita in cui Travis mise a referto ben 12 assist. In una manifestazione così ravvicinata, Drake non riuscì a ripetersi contro la MontePaschi Siena, che grazie ai 19 punti di Hackett accederà alla Finale vinta contro la sorpresa dell’anno, ovvero la Varese di coach Vitucci, ottenendo così la quinta Coppa Italia consecutiva.

Semifinale: Parlano sloveno i “trentelli” di Fucka e Gorenc, rispettivamente a quota 31 e 32 punti segnati nelle due edizioni consecutive del 2001 e del 2002. Per il naturalizzato italiano non bastò ad evitare la sconfitta a sorpresa contro Pesaro, impedendo così alla Fortitudo di raggiungere la Finale, che la Kinder di uno scatenato Griffiths vinse agevolmente per poi chiudere la stagione con lo storico Grande Slam.

I 32 punti di Gorenc invece riuscirono a portare Siena in Finale, dove insieme ad un Chiacig dominante (vedremo in seguito) si giocarono la vittoria contro la solita Kinder Bologna, nuovamente vincente grazie al talento sconfinato dell’Mvp della Finale, un Emanuel Ginobili (28 punti) che a fine stagione approderà alla corte di coach Popovich e dei San Antonio Spurs.

Finale: Dobbiamo obbligatoriamente ritornare alla Finale del 2002, teatro della prestazione “monstre” di Roberto Chiacig, autore di 35 punti e 14 rimbalzi, stabilendo due primati per punti e rimbalzi tutt’ora imbattuti. Menzione d’obbligo anche per l’indimenticabile Alphonso Ford, autore di 31 punti nella Finale 2004 persa contro la Treviso di Garbajosa, l’ultimo grande valzer di uno straordinario giocatore che purtroppo si spense 6 mesi dopo, a causa di quella Leucemia con cui aveva imparato a convivere 7 anni prima, affrontandola fino all’ultimo senza mai rinunciare alla sua passione per la pallacanestro.

Stefano Chiossi