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Varese-Cantù, che derby è stato? “Non è derby senza rivali”

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Varese-Cantù è stato un derby emozionante, come sempre del resto. Ma c’era un’aria diversa, non per assenza di tifo, anzi. Quello non manca mai, in questo il Pala Whirpool è davvero incredibile. Il palazzetto era una bolgia ma c’era qualcosa di strano. A mancare erano i tifosi di Cantù, a loro è stato vietato l’acquisto dei biglietti. Per qualcuno, come il prefetto Giorgio Zanzi, questo può anche essere stato giusto, ma non per i tifosi di Varese. A dimostrare questo rammarico ci ha pensato la curva biancorossa che in più occasioni, prima e durante la gara, ha esposto uno striscione con queste parole: “Non è derby senza rivali.” Significativo come appena lo striscione sia stato esposto, siano partiti applausi scroscianti dal resto del pubblico presente. Come a dire: “Dove sono i nostri nemici di sempre? Ci mancano.” Come biasimarli? D’altronde derby vuol dire passione ma anche sfottò, odio e amore. Il 136esimo derby lombardo ha comunque regalato emozioni, non per il gioco espresso (abbastanza deludente), ma per episodi chiave che, solitamente, rendono esaltante una partita di pallacanestro. Primo su tutti il tuffo disperato di Capitan Cavaliero su un pallone vagante, costatogli un infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo. Un gesto da guerriero che ogni tifoso, allenatore o compagno di squadra vorrebbe vedere in un derby. Non è stata da meno anche la rimonta ospite, da -15 a -6, che ha fatto tremare il pubblico di casa. Quando la vittoria sembrava ormai ad un passo per Varese, Cantù ha tirato fuori gli artigli, con la beffa che stava per concretizzarsi. E’ però Wayns, eletto MVP a gara conclusa, a far tirare un sospiro di sollievo al pubblico, ricacciando indietro i brianzoli. Finisce 79 a 66 per gli uomini di Coach Moretti e al Pala Whirpool è festa grande. E’ stato comunque un bel derby, anche senza gli “Eagles Cantù.”

Alessandro Palermo