LOADING

Type to search

Sardara: “Dopo un risultato, importante gestire bene il cambiamento o il progetto è a rischio”

Share

Il presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara è intervenuto a “Cestisticamente Parlando” su Radio PrimaRete Caserta.

In questo momento ci sono state “assonanze” tra le dichiarazioni sue e quelle di Iavazzi…

“Credo si sia detto già abbastanza per il movimento isolano e nazionale. L’ambiente deve essere consapevole degli sforzi che le società fanno ed essere allineato ad un qualcosa che le piazze possono esprimere. Ciò può essere legato anche al periodo sociale che viviamo nel quale una volta si andava al palazzetto per svuotarsi la testa che ora è già piena e magari c’è già un bel po’ di nervosismo. Qualsiasi tifoso di piazze come le nostre di provincia può analizzare gli impegni che le società hanno messo in relazione ai risultati e non può non riconoscere gli sforzi che le società sostengono. Poi, nella concitazione, e noi per primi, non si fanno scelte razionali”.

Recentemente lei ha dichiarato che mentre i dirigenti usano la ragione per prendere decisioni, i tifosi le fanno con il cuore, non conoscendo le dinamiche interne alla società…

“Spesso in questo periodo ho usato la metafora del matrimonio e del divorzio. Ciò che è dentro il rapporto intanto non è giusto portarlo fuori, poi per poterlo capire bisogna comprendere le dinamiche, anche di anni e non necessariamente la colpa sta da una sola parte. I tifosi vivono la parte emotiva legata all’addio di un giocatore o allenatore ed è giusto che la possono esternare come noi abbiamo vissuto con Travis Diener e ora con Meo. Il tifoso però deve arrivare fino ad un certo punto ed altrettanto le società”.

E’ possibile che l’aver raggiunto in anticipo l’obiettivo dello scudetto, rispetto al progetto Dinamo 2018, possa aver sminuito la vostra identità?

“Mi rendo conto che talvolta trasportare concetti economici ed aziendali in ambito sportivo può portare disorientamento. L’obiettivo del Progetto è raggiungere la stabilità economica della Dinamo a prescindere dai risultati sportivi. Nel caso che non dovessi esserci più, l’azienda Sassari ha ricavi per andare avanti tranquillamente fino al 2018. Il risultato sportivo può arrivare prima, dopo o anche non arrivare mai; ci sono società che hanno speso tanto e non hanno vinto niente. Quando si raggiunge un obiettivo sportivo tutto l’ambiente deve gestire il cambiamento; ecco perché ho, anche in maniera forte, richiamato l’attenzione su tale aspetto che se non adeguatamente valutato potrebbe minare le basi del progetto stesso. Se viene meno il “fuoco” che ci ha portato a raggiungere questi risultati, potrebbe essere messa in discussione la nostra stessa esistenza. La crisi di risultati, dopo una vittoria, è fisiologica, ma senza una programmazione economica può essere devastante. Errori? E’ possibile che a giugno abbia deciso con il cuore e non con la ragione…”

Il vostro terzo tempo è una trovata davvero bella!

“Si ci hanno invidiato anche società come il CSKA e il Maccabi!”

Potrebbe essere uno dei candidati a commisioner della Lega?

“No assolutamente. Devo fare una cosa e farla bene. Apprezzo Nando Marino e il lavoro che sta facendo anche domenica scorsa senza l’instant replay non si sarebbero potute decidere un paio di gare importanti. Un commento sulla partita di domenica? E’ un momento non facile per entrambe. Sono legato affettivamente a Caserta: al mio primo anno di presidenza cogliemmo proprio a Caserta i playoff e i festeggiamenti restano tra i miei ricordi più belli”.