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Reggio Emilia troppo forte per Bologna, la Grissin Bon è campione d’inverno

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IN SINTESI – Nel matineé televisivo di inizio anno, in una Unipol Arena stracolma, la Obiettivo Lavoro, sempre senza il capitan Ray lotta con tutte le sue forze ma deve rendere le armi alla corazzata Reggio Emilia (senza Kaukenas e senza il neo arrivo Gobulovic), dopo aver battagliato alla pari per quasi tre quarti. I vice campioni d'Italia hanno mostrato tutto il loro valore e i bianconeri alla lunga non hanno avuto la forza e la lucidità per contrastare tutto l'arsenale a disposizione di Menetti. La partita ha comunque dato buoni segnali di crescita di squadra, non tutte le volte ci sará una pretendente al titolo di fronte, ed il girone di ritorno che partirà dopo la pausa dell'All Star Game. Sicuramente valida la prova di Pittman, piú che buono il backcourt Gaddy Vitali ma troppo soli, in ombra gli altri, Fells su tutti, fuori partita per colpe sue e e per falli evitabili, compito prioritario trovare continuità e salute per cominciare a risalire nelle posizioni di sicurezza.

1' QUARTO – Le difese prevalgono sui rispettivi attacchi nei primi due minuti, gli errori abbondano sono Fontecchio e Pittman a muovere il tabellone per primi e a dare il primo slancio alla Obiettivo Lavoro. Sono i lunghi a prendere il proscenio, per le VuNere sono Mazzola e Fontecchio a entusiasmare la folla con schiacciate in testa ai reggiani (13-8 al 6'), che si aggrappano all'esperienza di Lavrinovic per rimanere a contatto. Qualche decisione arbitrale che non punisce l'aggressività dei biancorossi (che si rifanno veementemente) fa brontolare a ragione il pubblico bianconero, Pittman riprende peró rapidamente il controllo dell'area e carica di falli i lunghi lituani di Menetti, mostrando i muscoli, in un quarto che la Virtus gioca gagliardamente.

2' QUARTO – Ancora due minuti di abulia offensiva rotta da un layup di Gentile, la truppa di Valli concede troppi rimbalzi offensivi e pur avendo le polveri bagnate resiste con una difesa strenua e la leadership di Gaddy. I ragazzi di Menetti insistono da sotto su Polonara e Lavrinovic, ed é un duello splendido con il centro del Texas, a Fells viene fischiato il terzo fallo e deve andare a sedersi frustrato dopo uno splendido assist (26-25 al 15'). La OL fatica a vedere il canestro, Vitali sbaglia tanti tiri buoni ma fa da collante difensivo, Penna non molla un centimetro su DeNicolao ma l'esperienza e la classe degli italiani di Reggio viene fuori alla distanza. Lavrinovic con la classe e Polonara con la sua atleticitá prendono possesso della partita spingendo gli ospiti al primo allungo, che Vitali rintuzza con un gioco da 4 punti e un bel layup. La Virtus pur soffrendo le mani addosso degli avversari, resta pienamente in partita, mentre gli arbitri escono tra i fischi per la loro eccessiva permissività.

3' QUARTO – Si riparte sulle stesse linee del primo tempo, anche se i centri da fuori di Polonara e Della Valle spingono di nuovo avanti, la Obiettivo Lavoro resiste con le unghie e i denti trascinati dall'asse Gaddy Pittman. La GrissinBon spinge sull'acceleratore cavalcando un Vereemenko molto incisivo e difendendo ad un livello molto alto, ma la Virtus, pur commettendo qualche errore fisiologico contro i vice campioni d'Italia, c'é e non affonda giocando con grinta e decisione (45-51 al 26'). La superiorità fisica dei lunghi lituani viene sfruttata con continuità e questo provoca qualche falla nella retroguardia bianconera, Valli chiede minuto quando Aradori segna indisturbato da sotto, primo segnale di scoramento in una prova fin lí valorosa. Reggio continua a crivellare la retina fino al massimo vantaggio sulla tripla di Silins che da il +13 sul finire di parziale.

4' QUARTO – Il duello tra giganti prosegue con Lavrinovic che ha subito la meglio su Pittman e con la GrissinBon che strappa l'ovazione dei suoi supporter dopo un paio di giocate eccellenti di squadra, concluse da Gentile, creando un gap che raggiunge, poco dopo anche il +22. La OL non ne ha più ma ci prova anche senza la lucidità necessaria, gli emiliani continuano nel loro preciso martellamento al tiro e la resa Gli ultimi minuti della contesa, giá in ghiaccio per gli ospiti, non hanno molto da dire a livello di punteggio ma sono molto utili per gli staff tecnici per provare schemi che verranno buoni per il prossimo futuro.

TURNING POINT – Lo stint nel terzo quarto di Vereemenko é un clinic di basket di quello che un centro dovrebbe dare alla sua squadra, solidità e concretezza allo stato puro che indirizzano il match verso il biancorosso, dopo 25 minuti di equilibrio totale.

MVP – In assoluto Lavrinovic fa quel che vuole ed é il migliore dei suoi (che a turno trovano le luci della ribalta) con numeri pazzeschi in solo 16 minuti sul parquet, per la Virtus grande prova di Pittman contro una batteria di lunghi tra le piú forti del campionato.

I NUMERI NON MENTONO – All'intervallo i numeri sono quasi tutti in equilibrio, così come la gara, che ha il sapore antico di compagini che cercano il gioco sotto a discapito del tiro da 3 (25 tiri per la Virtus, 17 per Reggio, entrambe con 11 centri, contro rispettivamente 7 e 9 tentativi dalla lunga). La rinvio fa 22 di valutazione in 16 minuti con 8/9 da 2.

Fonte: Ufficio Stampa Virtus Bologna