LOADING

Type to search

La Red October Cantù sempre più all’attacco di un posto nei playoff

Paolo Corio 13 marzo 2018
Share

Che sia figlio di un matematico, è in questo caso del tutto incidentale: gli astrofisici conti di Marco Sodini sulla presunta quota salvezza nascono dal fatto che nessuno come il coach della Red October Cantù ha presente quale fosse la situazione di partenza. E’ per questo che anche ora ne va rispettata l’opinione come la prudenza: anche ora che i brianzoli, con 9 turni di regular-season da disputare, sono a +12 dalla coppia di coda costituita da Capo d’Orlando e Pesaro.

La certezza matematica (appunto) di rimanere nella massima serie è insomma ancora tutta da acquisire, anche se in questo momento i numeri fanno volgere la testa di tifosi e addetti ai lavori da tutt’altra parte, ovvero verso quella zona playoff che Cantù continua a presidiare a dispetto di emergenze finanziarie e infortuni a catena. L’ultima cifra scritta nella colonna delle entrate è stato il 106 (a 85) con cui è stata archiviata la pratica interna contro Pistoia in attesa di una cinquina (trasferte a Venezia, Brescia e Bologna, impegni interni con Torino e Milano) che non lascerà più dubbi sulla consistenza di Chappell e compagni. Che ai microfoni di RaiSport un Andrea Crosariol sulla via del recupero ha definito “un bel gruppo di solisti”: tanto imprevedibili quanto affiatati, aggiungiamo noi. Come ha dimostrato anche l’ultima vittoria al PalaDesio con ben 7 giocatori in doppia cifra, record assoluto a questo punto della stagione: 21 di Smith (con l’aggiunta di 8 assist), 17 di Burns (più 15 rimbalzi per la sua undicesima doppia doppia nel torneo), 14 di Chappell, 13 di Thomas, come del sempre più recuperato Culpepper e del sempre meno spaesato Ellis, 10 di Cournooh (più 3 assist).

A lanciare la Red October Cantù all’attacco di un posto nei playoff sono poi anche le statistiche offensive di squadra: con 87.7 di media i brianzoli guidano infatti la temporanea classifica degli attacchi più prolifici, davanti a Sassari (85) e Avellino (84.7). E a conferma che tutti tirano ma anche tutti se la passano, ecco poi il secondo posto nella speciale classifica degli assist: 18.3 a incontro, subito dopo Sassari (18.5) e subito prima di Avellino (18.2), giusto per non lasciare dubbi su quale sia la triade più effervescente del Campionato. Concetto ribadito anche dalle percentuali da oltre l’arco (Avellino 40.8%, Sassari 37.4%, Cremona 36.5%, Cantù 36.3%), mentre la graduatoria dei tiri da due vede sempre in testa Avellino (57.1%), seguita da Sassari (55.3%), con i brianzoli al quinto posto (52.8%) dietro a Milano (54.9%) e Venezia (53.4%). A livello individuale – oltre al tuttofare Burns – brilla invece soprattutto Randy Culpepper, che a dispetto di una stagione sinora non propriamente fortunata continua a veleggiare nelle parti alte della classifica-marcatori con 17.3 punti di media, quarto assoluto dietro a Jason Rich (19.6, Avellino), Dallas Moore (18.8, Pesaro) e Darius Johnson-Odom (18 tondi, Cremona).

Certo, a rifar tirare subito fuori la calcolatrice a coach Sodini sono però gli 87.3 punti subiti dalla sua squadra a partita, peggior difesa di tutta la Serie A e con sensibile distacco sulle ultime della classe Pesaro (84.1) e Capo d’Orlando (82.2), oltre che Sassari (82.2) e Cremona (82). Un trend probabilmente difficile da invertire, anche se questa stagione della Red October pare essere fatta per stupire. Come ha dimostrato anche “l’eroica vittoria” (ormai la chiamano tutti così tra le colline brianzole) di Firenze contro l’Olimpia Milano, che ha ispirato anche la vendita di speciali bottiglie di vino celebrative con ricavato a favore dell’associazione Abilitiamo Autismo Onlus, impegnata nella realizzazione di una comunità residenziale per giovani adulti affetti appunto da autismo. I tifosi canturini hanno già una buona causa alla quale brindare; in attesa di farlo per una buona ragione. Matematica, s’intende.

Tags:
Paolo Corio

Il giornalismo come lavoro, il basket come passione. Il massimo riuscire a unirli come accaduto ad esempio in passato con Superbasket, La Prealpina e Panorama.it. E ora con The Basketball Post.

  • 1