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Pesaro vittoria di cuore, battuta Brindisi

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Ci sono punti e punti. Questi due arrivati grazie a un 75-70 contro l'Enel Brindisi hanno un peso specifico molto diverso da quelli che si ottengono vincendo una partita qualunque. Già, perché questa vittoria della Consultinvest Pesaro forse non è arrivata con un gioco brillante, ma di certo è stata conquistata con il cuore, con la coesione tra compagni, con la fame di canestri e di punti. Non a caso Coach Paolilli sintetizza così la festa biancorossa: “Quello che mi è piaciuto oggi è il cuore, nonostante tutte le difficoltà. Il cuore con cui siamo riusciti a vincere questa partita”. 

Ancor prima della palla a due, Pesaro-Brindisi parte dal ricordo. Quello delle oltre cento vittime degli attacchi terroristici di Parigi. E allora le note della Marsigliese rispettate in rigoroso silenzio da tutto il palazzo. Bandiera francese che sventola metaforicamente e non solo, visto che, neanche a farlo apposta, le squadre erano vestite di rosso, bianco e blu. Poi spazio alla pallacanestro. Primo tempo targato Enel Brindisi. Un vantaggio che matura piano piano, ma che si consolida fino a un +14 arrivato dopo un dominio non tanto nel gioco espresso, quanto sotto canestro. I rimbalzi sono stati infatti la nota negativa dei primi venti minuti, nonché la chiave che ha permesso a Brindisi di concretizzare la supremazia sui biancorossi. Ma proprio quando la partita sembrava scivolare di mano agli uomini di Coach Paolini, è arrivata la reazione di cuore, di grinta, di fame. A fine del secondo quarto arriva infatti un parziale di 5 punti che permette alla Consultinvest di andare al riposo sotto di soli 4 punti. 21-35 il massimo svantaggio a metà secondo quarto, 35-39 il parziale al riposo. Semaj Christon da una parte, con 12 punti e 2 rimbalzi, Scott Durand dall’altra, 10 punti e 2 rimbalzi. Timidi segnali di risveglio? Niente affatto, tutt’altro che timidi. Nel secondo tempo salgono in cattedra anche McKissig e Banks, che trascinano i rispettivi compagni per tutto il terzo quarto. La Vuelle si disunisce però sul massimo sforzo, proprio quando poteva uccidere la partita. E torna sotto alla sirena del terzo quarto con una tripla sul buzzer segnata da Harris. Ma il bello deve ancora arrivare perché la metamorfosi si concretizza proprio durante l’ultimo quarto. Il protagonista? Senza alcun dubbio, Shaquielle McKissig. Forse sta seduto troppo in panchina, ma sicuramente questo lo ha caricato. Perché quando è tornato sul parquet ha incendiato letteramente la partita tra accellerazioni, difese efficaci e spettacolari e, soprattutto, punti. 

Una partita incredibile, fatto di sorpassi e contro-sorpassi. Di azioni spettacolari e di punti sprecati. Difese insuperabili e attacchi non esattamente incontrastabili. Ma su tutti, un episodio. Shaquielle fermato solo dal ferro mentre schiaccia. La palla esce e tutti i suoi compagni corrono ad abbracciarlo. L’unione fa la forza, dicono. E forse non è solo un modo di dire. Perché alla fine Shaq ne ha messi 16, probabilmente grazie anche all’affetto che i suoi compagni gli hanno dimostrato.

Fonte: Ufficio Stampa VL Pesaro