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Opinioni, Cantù-Capo d’Orlando: stesso hotel con due viste differenti

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Cuggiago. “Salvare il salvabile” e “continuare così” sono le due espressioni che meglio descrivono la gara tra l’Acqua  Vitasnella Cantù e la Betaland Capo d’Orlando. Troppo brutta per essere vera l’Orlandina priva di Jasaitis e Nicevicmolto bella, invece, la Pallacanestro Cantù con l’imbarazzo della scelta nelle rotazioni. La gara tra lombardi e siciliani è esistita per 15 minuti, dopo il dominio di una formazione che ora tutti dovrebbero  tenere in considerazione: Milano e Reggio Emilia in primis. Già perché se è vero che i soldi non fanno la felicità, di sicuro, nello sport rendono tutto più facile. Hodge Jr., JaJuan Johnson, Fesenko ed Ukic più coach Bararevich sono quello che al momento rendono felici gli oltre 3.500 spettatori del Pianella. Loro simbolo di un rinnovamento che in casa Cantù è appena iniziato e che sicuro porterà soddisfazioni.

Momento difficile, invece, per la Betaland che oggettivamente sembra non avere abbastanza energie per arginare la fisicità ed il talento dell’Acqua Vitasnella. Una cabina di regia mediocre, zero guardie ed un Oriakhi sotto canestro capace di impensierire pochi, sono un quadro quanto mai preoccupante per un’Orlandina partita bene ad inizio campionato ma totalmente allo sbando in questo momento. L’arduo compito per un allenatore capace a Sant’Antimo di far “resuscitare” un giocatore come Nestoras Kommatos non è solo motivare e tenere unito il gruppo (cosa che in passato ha saputo fare), ma bensì dare una nuova forma ad una squadra capace di chiudere una partita con un 6/29 dai tre punti, 28 punti di scarto ed una differenza di valutazione complessiva  pari a 64 punti.

La gara di ieri ha chiarito a tutti due cose: la prima è che Cantù sarà un avversario tosto per tutti in una ipotetica post season; la seconda è che Capo d’Orlando ha bisogno di almeno un giocatore in più per raggiungere una media punti sulla carta apprezzabile e provare a giocarsi la salvezza in Serie A.

La serata per i 3576 della Mapooro Arena è da incorniciare tra quelle con un’ottima prestazione di squadra; per la Betaland l’unico “sorriso” arriva dalle sconfitte di Bologna e Trento che lasciano aperto per ora ogni tipo di discorso. La cosa certa è che così, nonostante l’entusiasmo e la voglia di fare di coach Di Carlo, la Betaland non può continuare; dall’altro lato Cantù v.2.0 può iniziare alla grande il 2016 in Italia pronta a regalare nuove soddisfazioni.