LOADING

Type to search

Olimpia Milano: Scegli il playmaker della prima era!

Share

Chi sono i playmaker che hanno giocato all’Olimpia prima degli anni ’90 che vorreste nella vostra squadra ideale di quell’epoca? Ecco in ordine cronologico le nostre nomination.

Enrico Pagani: nativo di Shangai, occhi a mandorla, grande intelligenza anche fuori del campo (parlava una quantità incredibile di lingue), nove scudetti in maglia Olimpia. Lo chiamavano tutti Ricky.

Gianfranco Pieri: triestino che giocava pivot nella sua città ma Rubini trasformò in playmaker. Era il regista della squadra Campione d’Europa nel 1966. Lo chiamavano il Professore, per gli occhiali che inforcava e lo stile di gioco tutto fosforo e talento. Ma aveva un fisico superiore alla media specie per quei tempi.

Giulio Iellini: era il cambio di Pieri nella squadra del 1966 e poi ne ereditò la bacchetta di direttore d’orchestra pilotando l’Olimpia soprattutto nei primi anni ’70. Estro e fantasia, era più guardia. Triestino come Pieri. Poi passò a Varese quando il Simmenthal uscì dall’Olimpia.

Mike D’Antoni: il primo playmaker americano nella storia dell’Olimpia. Ha vinto in Italia meno di Pagani e Pieri ma due Coppe dei Campioni e in un’epoca diversa. Le statistiche lo supportano (recordman Olimpia di quasi tutto…). La longevità anche. Lo chiamavano Arsenio Lupin perché rubava palloni con eleganza, quasi senza che l’avversario lo realizzasse. Clutch-player incredibile.  E poi una carriera da vincente anche da allenatore.

PER VOTARE CLICCA QUI

 

HISTORY LESSON di COACH DAN PETERSON

Nel 1938-39 il Borletti Milano fu Campione d’Italia per la quarta volta consecutiva, sempre con Coach Giannino Valli.   Era ancora un girone unico:   14-2 il record dell’Olimpia per il 1° posto.  La Nazionale fece gli Europei 1939 a Kaunas finendo al sesto posto, con un record di 2-5, girone unico.   I nazionali erano Mario Novelli ed Ezio Pasquini.  Questa è stata la prima ‘Dynasty’ del Basket Italiano:  4 scudetti in fila.   Ma era anche la viglia della Seconda Guerra Mondiale, e le cose stavano per cambiare.

Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano