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Milano: il derby è tuo!

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Cantù. Chiamata ad una conferma dopo la vittoria in Eurolega contro l’Efes Istanbul, l’EA7 Milano espugna se non con qualche difficoltà il “Pianella”, tempio storico della Pallacanestro Cantù.

La partenza ed il muro dei tifosi canturini.

La Gara, prego notare la G maiuscola, vede partire subito forte le due squadre con Cinciarini ed Hodge che aprono a suon di tiri da tre punti l’incontro. I minuti proseguono ma entrambe le squadre trovano difficoltà ad andare a canestro. L’Acqua Vitasnella però, caricata da un muro di tifosi canturini, riesce ad alzare il ritmo e sfruttare il contropiede, arma che porta così a segnare un parziale di 6-0. Milano risponde timidamente con Barac, ma il neo arrivato Johnson segna con ragione dai tre punti e costringe Repesa a chiamare sospensione. All’uscita Cerella sblocca dopo lungo tempo, Milano inizia ad alzare il ritmo in attacco ed a tenere meno tempo la palla in mano ed il primo quarto va agli atti 24-16.

Il contropiede e McLean, chiave di volta dell’architettura milanese.

L’errore più grave che una squadra può fare è lasciare correre in contropiede le “scarpette rosse”. È infatti il trio Hummel-Lafayette-Barac che, con una buona velocità, riesce a ridare a parità (28-28) all’EA7 costringendo  coach Corbani a chiamare time out. All’uscita dal time out è McLean, vera chiave di volta dell’architettura milanese, a regalare belle azioni e buona difesa ad un’Olimpia capace di arginare i lunghi canturini nell’area pitturata. La gara prosegue e coach Repesa da forse qualche minuto di troppo a McLean: Cantù ringrazia e con Johnson segna il 36-34 a pochi minuti dalla fine del quarto. Milano non ci sta, McLean ritorna in mezzo al campo ed insieme ad Hummel e Lafayette è autore del 7-0 che chiude i primi venti minuti di gioco sul punteggio di 36-41.

Solidità e sacrificio, ma Cantù non scherza.

Ogni derby è una partita a sé, non esiste un copione già visto, una partita già scritta. Al rientro dagli spogliatoi Jenkins e Bergreen si danno da fare per animare lo spettacolo del Pianella, Cinciarini firma quattro punti di fila ed è 44-49. L’EA7 gioca al limite dei 24 secondi, ma in difesa dimostra più di una difficoltà a marcare Johnson. Hummel e Simon riescono a firmare il +7 (47-54), Hodge ed il solito Johnson chiudono il quarto 53-54.

Il finale, la profondità del roster ed il gioco di squadra.

In questo genere di partite, gli ultimi dieci minuti scorrono veloci verso il suono della sirena finale. Milano e Cantù non cedono di un millimetro con i canestro di Cerella e Braca da una parte e quelli di Johnson e Wojciechovski dall’altra. Il “go to guy” di Milano nel finale è Oliver Lafayette capace di segnare 7 punti che danno poco tempo a Cantù per rimontare. I secondi scorrono veloci, il tempo è poco e Milano vendica la sconfitta dell’anno scorso espugnando il Pianella 71-78.  Rivince ancora l’Olimpia, rivince il cuore di una squadra che, priva di Gentile e Macvan, è riuscita a trovare punti (ben 34 pari al 43.6%) dalla panchina. Cantù dovrà riflettere sugli errori commessi, sulla distribuzione dei punti (64 punti lo starting five e solo 7 la pamchina), e soprattutto sul ruolo di Heslip che, chiamato a salire in cattedra, ha risposto con un magro 1/9 dal campo.