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Cantu’, Sodini: “Il cuore di questa squadra e’ molto grande”

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Di seguito le parole in sala stampa di coach Marco Sodini, capo allenatore della Red October-MIA Cantù, al termine della semifinale di Coppa Italia con la Germani Basket Brescia, vinta dai bresciani 87 a 82 dopo un tempo supplementare.

«Due cose. Prima cosa i complimenti a Brescia perché è riuscita ad imporre la propria pallacanestro. Seconda cosa, dovete sapere – per chi non mi conoscesse – che io non entro mai in spogliatoio alla fine delle partite. Invece oggi sono entrato a dire grazie ai miei giocatori, perché è facile farlo dopo la partita di ieri, mentre è molto più difficile ringraziarli in una partita come questa. Io non mi sono mai lamentato del fatto di avere pochi giocatori, però è chiaro che quando si arriva in fondo se c’è un giocatore che ha giocato 40 o 37 minuti ieri, oggi è difficile che riesca a giocare al nostro livello per 40 minuti. Quindi dico doppiamente bravi. Primo perché abbiamo dovuto accettare, per la prima volta nell’anno, di giocare almeno 25 minuti la pallacanestro della squadra avversaria e noi non lo abbiamo mai accettato. In tutte le partite noi abbiamo imposto la nostra pallacanestro, magari sbagliando, magari giocando partite non belle come quella con Cremona 109-100, però sempre la nostra pallacanestro. Oggi non saremmo mai riusciti a giocarla. Mai.  Il cuore di questa squadra è molto molto grande ma ci sono delle considerazioni che vorrei lasciarvi che non riguardano questa gara soltanto. Non vorrei che, siccome abbiamo speso anima e cuore, ci si dimenticasse della parte tecnica, cioè di quello che fanno a livello di pallacanestro questi giocatori, sia in attacco che in difesa, il tentativo di giocare insieme. La mia pallacanestro e la pallacanestro che facciamo con questa squadra è una pallacanestro in cui cerchiamo di coinvolgerci non perdendo mai l’opportunità di giocare degli uno contro uno. Chiaramente la bravura di Brescia oggi è stata quella di limitare questa cosa con la loro zona a cui noi eravamo anche preparati. Ma non siamo stati bravissimi ad attaccarla. Poi, resettare e azzerare –  sono coerente con me stesso – mi girano profondamente le scatole perché del secondo non si ricorderà nessuno tra un mese e mezzo e a me non piace perdere, non mi piace arrivare secondo. Ma bisogna essere anche obiettivi e la partita di oggi è una partita in cui faccio un applauso ai miei giocatori. Faccio un applauso anche a Brescia. Se lo merita. Secondo me tra le otto squadre è una di quelle che se lo merita di più per il percorso societario, cestistico, tutto quello che hanno fatto. Quindi gli auguro ogni bene. Però faccio un applauso anche ai nostri perché se mi avessero detto il 10 dicembre che saremmo stati qua, a giocare questa partita, avrei fatto fatica a crederlo».

Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Cantu’

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