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Le migliori frasi di Dan Peterson

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Ottant'anni e non sentirli, ecco el frasi raccolte da Daniele Fantini di Eurosport sul mitico Dan Peterson. 
“Sono nato a Evanston, Illinois, il 9 gennaio 1936. Evanston confina con Chicago, ma occhio alla differenza: Chicago è la città più brutta del mondo, Evanston la più bella”.
“Non fare una cosa stupida è come fare una cosa intelligente”.
“Fe-no-me-na-le”.
Eccoci ancora insieme, amici!”.
“Mai sanguinare davanti agli squali!”.
“Mamma, butta la pasta!”.
“Pandemonio!”.
“Richiamate i cani, perché qui la caccia è finita!”.
“Amici sportivi, e non sportivi…”.
“Mh… Magico Lipton! Per me, numero uno!”.
“Il lavoro dell’allenatore è quello di vendere il suo prodotto, il suo stile, convincendo i giocatori a comprare ciò che lui vende, la sua mentalità, le sue indicazioni”.
“Nel 1962 sono diventato maestro di educazione fisica e storia. E poi, tutto basket, sempre basket. Giocavo, anche. Uno schifo mai visto. Tentavo di giocare, ma come vedi non sono una pertica d’uomo…”.
“Well…”
“Lui è un killer!”.
“Sento una gran puzza di supplementari…”.
“In contropiede, tu, playmaker, ti devi fermare sulla riga di tiro libero e fare palleggio arresto e tiro”.
“Lui ha perso palla perché non si è fermato sulla riga di tiro libero”.
Dan Peterson – visual tiro libero
“Lui è quel tipo di giocatore che fa 30 punti e la sua squadra perde”.
“Well, io non sono un suo grande tifoso, ma…”.
“Pronostici? Non me li chiedete, non li faccio mai perché li sbaglio sempre”.
“Quando allenavo, i ragazzi della mia squadra dovevano sempre sputare sangue…”.
“Quando allenavo Milano, eravamo piccoli, e ci chiamavano la ‘Banda Bassotti’. Avevamo due armi in difesa: pressing a tutto campo, e zona 1-3-1”.
“Io dico sempre: non passare la palla a un lungo mentre è in movimento”.
“Passi, tutta la vita!”.
“Flavio (rivolto a Tranquillo), devo farti i complimenti per come pronunci Minnesota”.
“Arbitri, fate il vostro lavoro e lasciate fare ai giocatori il loro. Loro giocano, voi fischiate. Non fermate la partita per parlare tra di voi o con il tavolo”.
“Mh… Yeah!”.
“Allora, ti racconto questa. Quando vinsi lo Scudetto con Milano, giocammo contro Torino, che quell’anno retrocedette, e perdemmo sia all’andata che al ritorno. Un tempo le squadre erano molto più equilibrate di oggi”.
“Regola Peterson: si possono recuperare tanti punti di svantaggio quanti sono i minuti che mancano alla fine della partita. Un punto al minuto, non di più”.
“Lui non deve fare questo”.
“Grande giocata da parte di lui”.
“Uuuuuuhh! Cos’ha sbagliato, mamma mia!”.
“Lui sa di avere sbagliato…”
“Lui non può giocare a questo livello”.
“Ti cambia la partita!”
“Mia moglie, santa donna, mi dice sempre: non mangiare junk-food…”.