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La vittoria sulla Virtus Bologna e le ambizioni di Cantù

Paolo Corio 11 dicembre 2017
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Poco importa che Thomas (peraltro autore di un’ottima prestazione, con 13 punti e tanti minuti di riposo in panca concessi a Crosariol) abbia poi sbagliato il tiro che avrebbe ulteriormente incrementato il +7 finale (94-87) di Cantù sui ritrovati, storici avversari della Virtus Bologna. Quel che conta è invece quel time-out chiamato a 4” dall’ultima sirena da coach Marco Sodini: non solo una mossa tattica per portare il pallone dall’altra parte del parquet, ma anche e soprattutto l’ammissione che in casa brianzola si inizia a pensare a un eventuale arrivo “spalla a spalla” in chiave playoff.

Pensiero di un attimo, certo, perché a fine incontro l’allenatore della Red October – parlando a nome del club e di tutta la squadra – ha subito specificato come l’unica idea di giornata fosse di giocare al meglio per poter dedicare la vittoria a Pierfrancesco Betti, che una fulminea malattia ha prima strappato al ruolo di ds canturino lo scorso settembre e poi a tutta la pallacanestro italiana sabato 9 dicembre. Comunque un pensiero “di campo”, che certifica come a un terzo esatto del cammino lo sguardo di Sodini stia iniziando a volgersi anche verso l’alto della classifica, pur continuando prudentemente a controllare il traffico nello specchietto retrovisore. E del resto, confidando nel fatto che patron Gerasimenko continui ad assicurare le dovute spettanze a tutti i protagonisti, le ambizioni paiono del tutto giustificate.

Surclassata solo nel derby con Varese, per il resto la Red October ha raccolto onorevoli sconfitte con le migliori del torneo e altrettanto onorevoli successi con squadre dalle dichiarate ambizioni (Trento, Torino, Virtus) o comunque ostiche per natura (Cremona e Pistoia). Ma soprattutto, pur tra mille difficoltà societarie che rendono il tutto ancora più apprezzabile, Cantù sta regalando ai suoi tifosi e all’intero Campionato nuovi, inattesi protagonisti. A partire da Randy Culpepper, un folletto capace di siderali schiacciate alla Spud Webb (in effetti può vantare una decina di cm di più in altezza, ma non li dimostra) come di terrificanti raffiche di triple, che con 19.5 punti a partita (28 di media nelle ultime cinque gare, esattamente come quelli realizzati contro la Virtus) si ritrova a essere il top-scorer di tutta la Serie A, oltre che il miglior recuperatore di palloni (2.1 a incontro) alla pari di Kelvin Martin della Vanoli Cremona.

Ma la forza di Cantù, riprendendo pari-pari le parole di coach Sodini nel rimarcare il dolore di tutti per la scomparsa di Pierfrancesco Betti, sta in “un gruppo per il quale le relazioni umane sono importanti”. E in effetti quelli della Red October, nel bene come nel male, sembrano davvero una “band of brothers”, in cui la leadership viene equamente spartita pur riconoscendo il carisma di alcuni singoli. Come ad esempio quello di Jeremy Chappell, le cui percentuali non sempre limpidissime nascondono in realtà la capacità di segnare quando più conta e la cui applicazione difensiva (altissima anche nel duello con Alessandro Gentile nell’ultima uscita) è costante esempio per tutti i compagni. Oppure quello di Andrea Crosariol, espressione alla Clint Eastwood in qualsiasi frangente e, come dichiarato sempre da coach Sodini dopo lo scontro con la Virtus, “uno che cestisticamente parlando è un vero genio”. Poi ovviamente quello di Christian Burns, tardivo oggetto del desiderio di tanti club, che in maglia biancoblu sta continuando ad assicurare prestazioni non solo ad alta intensità agonistica, ma anche di grande sostanza, come dimostra l’ultima doppia-doppia (17 punti, 12 rimbalzi) sfornata al PalaDesio.

Contro Bologna s’è poi rivisto anche il miglior Jaime Smith, bravo nel realizzare 13 punti (con 6/7 da due a fronte di un negativo 0/4 da oltre l’arco) così come nello smazzare 8 assist e guidare con sicurezza la squadra per tutti i minuti (28) in cui è stato in campo. Per un roster corto come quello brianzolo poter contare su questo Smith, come su di un Thomas capace di incanalare positivamente tutta la sua esuberante energia come contro la Virtus, evitando autolesionistici falli, è davvero il dettaglio che può fare la differenza in futuro. Anche in quello prossimo, perché l’11a giornata vuole la Red October attesa dal derby al Forum (quindi in uno scenario di pubblico sinora mai provato da Culpepper e compagni) contro la corazzata Olimpia Milano, resa ancora più battagliera dalla recente sconfitta in quel di Torino. Al di là del risultato, sarà l’atteggiamento a dirci se Cantù è fatta davvero della pasta giusta per poter ambire prima alle Final 8 di Coppa Italia e poi ai playoff 2018. Conti del club permettendo.

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Paolo Corio

Il giornalismo come lavoro, il basket come passione. Il massimo riuscire a unirli come accaduto ad esempio in passato con Superbasket, La Prealpina e Panorama.it. E ora con The Basketball Post.

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