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Il ‘signor Manital’ spinge Torino: “Avvio difficile ma risaliremo”

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In un momento delicato arriva un segnale forte, il raddoppio del capitale sociale dell’Auxilium Cus Torino. Ad operarlo è stato Graziano Cimadom, imprenditore eporediese che ha creato la Manital nel 1993 ed oggi è a capo di un’azienda con oltre 3000 dipendenti ed un fatturato che supera i 300 milioni di euro. Azionista di riferimento della società cestistica torinese, dunque, a fianco del Presidente Antonio Forni, colui grazie al quale ha preso forma il tutto: “Il Presidente Forni – sottolinea Graziano Cimadom, è il numero 1 in tutto. Per visione del progetto, passione e tifo. Le motivazioni del mio ingresso personale in società sono legate alla condivisione dello stesso progetto e al feeling che step dopo step è venuto a crearsi tra di noi”. Main sponsor con la sua azienda, la Manital, per il terzo anno consecutivo, Graziano Cimadom ha vissuto in questo periodo le grandi emozioni che il basket sa regalare: “Mi ci sono avvicinato casualmente ma partita dopo partita mi sono appassionato. Il basket è coinvolgente e ti travolge. Non c’è mai un momento di pausa nel corso delle partite e la noia non fa parte di questo sport. Non succede così nel calcio”. Si definisce uno sportivo praticante e ama la montagna, l’ex Vice Sindaco di Ivrea: “Domenica scorsa ho camminato a 2400 metri di altitudine. Una bella sensazione, come quella che provo d’inverno quando faccio sci di fondo”. Tra i suoi interessi sportivi brilla anche il motociclismo, tanto da organizzare ogni anno una giornata Manital su un circuito e con la presenza di grandi amici campioni vedi il pinese Roberto Rolfo. Nel basket quale rapporto ha con i giocatori della Manital?: “Li sto conoscendo e mi sembrano tutti bravi ragazzi. Mi ha fatto un’ottima impressione il capitano, Tommaso Fantoni, quando è venuto a trovarmi in azienda. Una persona positiva, simpatica e professionale”. Azionista al 50% e decisionista?: “Voglio rimanere defilato e in società ascolto. Non mi sembra giusto interferire nel lavoro degli altri, tecnici e dirigenti in primis”. Ritiene che Torino stia rispondendo bene al ritorno in serie A della squadra?: “La piazza è molto importante e vedo che il feeling sta crescendo. Lo testimonia l’interesse nei nostri confronti anche del primo cittadino, Piero Fassino, che incontro spesso in aereo e con il quale mi intrattengo parlando di basket”. Dalla pallacanestro emozioni e gioco di squadra. Accade anche in un’azienda importante come la sua. Altre sinergie dunque?: “Certo – afferma Cimadom – perché la squadra è tutto per aziende di servizio come la nostra. Gradirei che quelle del nostro settore riuscissero a far parlare di loro soprattutto per gli aspetti positivi e la qualità. Siamo molto impegnati in tal senso”. Main sponsor oggi, ma se domani dovesse avvicinarsi alla squadra qualche “colosso”?: “Ne sarei felicissimo e ritaglieremmo per la mia azienda una nuova tipologia di sponsorizzazione. Servono altri imprenditori che aiutino il progetto e mi sto già muovendo in tal senso”. Un avvio di campionato difficile. Preventivabile?: “Assolutamente sì, ancor di più se si considerano le defezioni forzate, gli infortuni, lo scotto della massima serie. Ora siamo in basso e in buona compagnia. Spero a fine campionato di essere nella prima metà della classifica”. Per salire dove, un domani?: “Il sogno è quello di vincere lo scudetto a Torino. Non è mai successo ma se non si sogna non si realizza”. E di cose il “signor Manital” ne ha fatte tante e altrettante ne sta facendo, come la ristrutturazione in bioedilizia del castello San Martino di Parella: “Un’operazione nata nel 2011 – precisa – e che troverà conclusione nel 2017. Crediamo molto in questo progetto, forti nella convinzione che sia un’iniziativa in grado di ridare slancio all’economia del territorio, di supportare la nascita di una filiera e di essere al contempo sostenibile e redditizia. Pensiamo che ciò rappresenti di fatto un’evoluzione stessa del concetto di manutenzione e facility management applicato a beni storici e ambientali. Un’evoluzione redditizia che, in futuro, potrebbe essere applicata sul recupero di altri beni storici. Noi stessi, nel 2011, quando abbiamo acquistato il castello di Parella, ci siamo trovati di fronte a un edificio in rovina nonostante fosse emblematico dell’area”. L’accostamento con l’attuale situazione di un sito di valore potenzialmente assoluto, ma per nulla sfruttato come La Reggia di Caserta, sorge spontaneo. Idee, progettualità, passione e competenza, armi che quotidianamente usa Graziano Cimadom, origine trentina come il cognome lascia intendere ma eporediese di nascita, uomo che non ha dimenticato la grandezza delle cose semplici: “Il manichino Manital all’ingresso dice quanto io tenga alla squadra e al progetto. Emozioni diventate sempre più forti, con la promozione e lo scontro con le grandi, e che amo vivere”. Domenica ci sarà la sfida con Milano. Sarà presente?: “Domenica purtroppo no, ma l’appuntamento è per la partita successiva, ancora interna e contro Capo D’Orlando”.

Fonte: Ufficio Stampa Auxilium Torino