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Il segno di Zoran: “Io, Simon e Gentile che trio!”

Luigi Liguori 13 Luglio 2016
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Zoran Dragic ha trascorso un giorno a Milano in attesa di unirsi alla Nazionale slovena che a fine agosto sarà impegnata nelle qualificazioni per gli Europei del 2017. “Ho sempre detto ai miei allenatori e dirigenti che se sto bene, non ho infortuni da cui recuperare, sarò sempre a disposizione della Nazionale. Non c’è nulla di più bello che rappresentare il proprio paese in ambito internazionale”. Ma questo è solo uno spicchio di presente. Dragic ripete diverse volte “non vedo l’ora di cominciare la nuova stagione” e che si sente già parte della “Armani Family”.

La storia di Dragic comincia in Slovenia. “Giocavo a calcio come fcevano tutti i ragazzi della mia età. Io seguivo le orme di mio fratello Goran. Quando lui si infortunò e si spostò al basket mi propose di provare anche io. Ed è quello che feci. Ci siamo dati battaglia in tante partite di uno contro uno ma senza mai finirne una. Invariabilmente cominciavano a fare a pugni”. Goran Dragic è di due anni più anziano di Zoran, una combo-guard creativa che è andato nella NBA ed è diventato ricco. Ha giocato a Phoenix e poi a Miami dove ha un ruolo di primo piano. E adesso è l’idolo di Zoran. “Ovviamente ha preso il posto di Dejan Bodiroga come giocatore preferito”. La passione per Bodiroga spiega anche quello di Zoran per l’Olimpia. “Quando è nata questa trattativa non ho avuto dubbi. L’Olimpia gioca in una grande città, è un grande club, una grande organizzazione e avrò grandi compagni di squadra. Anzi di reparto. Possiamo toglierci delle soddisfazioni”. Conosce bene Kruno Simon, “che è stato mio compagno di squadra a Malaga” e naturalmente Alessandro Gentile. “Ho giocato contro tutti e due, io, Kruno e Ale formiamo un bel terzetto. Sarà interessante anche la competizione interna”.

Dragic conta di trovare a Milano una casa permanente dopo tanti trasferimenti. Malaga, Phoenix, Miami, Mosca. “La NBA non ha funzionato: non ho mai detto no definitivamente ma lì ognuno ha il suo percorso e devi avere l’opportunità di emergere, un pizzico di fortuna. Io non l’ho avuta. Penso di essere un giocatore da NBA ma è andata così e sono contento di quello che sto facendo in Europa e di essere a Milano. Non vedo l’ora di cominciare”. Come giocatore è un all-around. “Cerco di fare tutto, di essere completo, la difesa è il mio forte, metto tanta energia in campo”, spiega.

Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano

Luigi Liguori

Figlio d'arte con una passione per la pallacanestro, il giornalismo e l'Economia (se dello Sport ancora meglio). In passato ha collaborato con la LNP, BasketNet, Basketmercato, Il Roma e SuperBasket. In televisione ha iniziato con la sua prima telecronaca su SportItalia all'età di 17 anni fino ad essere ospite fisso tra il 2014 ed il 2015 per "SiBasket" con l'amico (ed anche correlatore di laurea triennale) Matteo Gandini. Quattro Final Four di Eurolega, troppe per contarle Finali di Coppa Italia, un giorno vorrebbe anche seguire una Finals di NBA. Laureato in Triennale in Economia Aziendale e Management dello Sport, in Magistrale sia in International Business Management che in Marketing, cerca di aiutare sempre il prossimo e non ha paura di nuove sfide. Ha vissuto a Napoli, Milano e Parigi: il suo sogno? Lavorare negli Stati Uniti ... se per una franchigia di NBA ancora meglio. La sua frase preferita è "Il peccato più grande è convincersi dell'inutilità dell'onestà", Beppe Severgnini.

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